Moon Zappa, la ragazza con il padre sulla Luna.

Un'area dedicata all'esplorazione dell'universo musicale in genere, e degli altri protagonisti del rock progressivo in particolare.

Moon Zappa, la ragazza con il padre sulla Luna.

Postby Duke59 » 14 Apr 2026, 18:56

Sono sempre stato incuriosito da Frank Zappa e dalla sua musica “stramba” che spesso non si faceva scrupolo di superare il limite dell'osceno sia in termini di suoni che di parole.

Ricordo anche di aver letto un libro decenni fa, non ricordo se scritto dallo stesso Frank oppure no, che mi aveva abbastanza impressionato per le sue posizioni poco diplomatiche su ogni argomento che trattava. Frank era un iconoclasta intelligente ma spietato che poteva abbattere con due parole sprezzanti qualunque cosa non gli garbasse, non importa quanto sacra potesse essere ritenuta dagli altri. Un personaggio luciferino anche nell'aspetto e nei comportamenti, scomodo e di carattere difficile ma indubbiamente intelligente e geniale.

Insomma il segno lasciato da Frank Zappa nel mondo della musica, sia che lo si ritenga un individuo strambo e supponente sia un genio incompreso dalle masse, non può essere trascurato.

Il mio rapporto con la sua musica è sempre stato ambivalente perché così come ci sono cose da lui scritte e suonate che ammiro profondamente e che trovo geniali (oltre che quasi impossibili da suonare per via delle difficoltà tecniche), ce ne sono altre che trovo inascoltabili o che addirittura riescono a scandalizzarmi per via dei testi misogini, a volte quasi razzisti, impastati occasionalmente con grossolano umorismo sessuale da teenager.

Quindi, con questo atteggiamento ambivalente, quando ho saputo la che la figlia primogenita di Zappa, Moon Unit Zappa, ha pubblicato nel 2025 un'autobiografia in cui racconta la propria vita, mi sono incuriosito. La scorsa settimana ho quindi acquistato il libro con l'intenzione di apprendere qualche retroscena della vita di un artista così singolare, prematuramente scomparso a soli 53 anni, da chi ha vissuto con lui.

Ora che ho terminato il libro devo dire che sono rimasto decisamente sbalordito da quanto la figlia Moon racconta della vita famigliare di Frank Zappa.

Detto in parole brevi la famiglia Zappa si potrebbe descrivere così: un piccolo inferno dominato dalla dispotica moglie di Frank, Gail Zappa.

Frank e Gail ebbero quattro figli

Moon Unit Zappa
Dweezil Ian Donald Calvin Euclid Zappa
Ahmet Emuukha Rodan Zappa
Diva Thin Muffin Pegeen Zappa

e già solo i nomi che decisero di dare alla prole indicano voglia di originalità a tutti i costi.

Frank conduceva una vita di fatto separata da quella della sua famiglia, che però doveva servirlo e riverirlo in quanto rockstar e genio anche a casa sua. Un padre così distante dalla famiglia che sembrava vivere sulla Luna.

Frank aveva il suo studio musicale nel seminterrato dove si rinchiudeva a fare musica per 12-14-16 ore al giorno (se non era in tour, ovviamente) e la famiglia gli passava cibo, vivande e caffè tramite un piccolo montacarichi. Potevano passare anche giorni, addirittura settimane in cui Frank e i suoi figli non si incontravano mai, pur vivendo nella stessa casa.

I figli avevano imparato sin dalla più tenera età a chiamare i genitori con i loro nomi, Gail e Frank, anziché mamma e papà. Il musicista poi non si preoccupava affatto di condividere tempo con la prole e con la moglie si ritrovava solo a letto, nè si interessava delle cose quotidiane (scuola, salute, problemi vari) dei piccoli Zappa, che erano in carico al 100% alla moglie Gail (che doveva pure occuparsi della gestione economica dell'attività di Frank).

Questa cosa rendeva la già fumina e imprevedibile Gail ancor più irascibile e così la donna finiva con lo sfogare sui figli (e in particolare sui due primogeniti Moon e Dweezil) le sue innumerevoli frustrazioni di moglie costantemente tradita con grida, rimproveri furiosi e castighi al limite dell'abuso (tipo sottoporre i bambini completamente vestiti a docce gelate per punizione se le davano troppo fastidio).

Gail aveva anche vietato alle mogli dei fratelli di Frank di frequentare la sua casa. Insomma, un caratterino mi verrebbe da dire.

Frank dal canto suo era del tutto disinteressato a queste cose (al limite dell'anaffettivo) e si occupava essenzialmente di musica e delle sue innumerevoli amanti occasionali.

Come esempio della forma mentis del padre Moon racconta questo piccolissimo episodio:

[...] Durante il volo di ritorno per Los Angeles, il nostro aereo viene sballottato da una tempesta di fulmini, e io sperimento per la prima volta una grave turbolenza. Sono terrorizzata. Quando mi giro verso mio padre e gli dico che ho paura, lui risponde: «Non pensarci» e si copre la faccia con una coperta, mettendosi a dormire. In quel momento capisco con chiarezza chi è davvero mio padre: una persona che rivolge l’attenzione all’esterno solo quando non può farne a meno. [...]

Frank e Gail erano figli della controcultura, ma non hippies (Frank detestava gli hippies e chi usasse droghe), e avevano abbracciato uno stile di vita fuori dagli schemi per quanto riguarda famiglia e morale ma al tempo stesso rigidissimo per quanto riguarda il lavoro e gli affari.

Un altro episodio rivelatore della poca attenzione di Frank verso i propri figli è il seguente.

E' il 1985 e Moon ha da poco compiuto 18 anni, il batterista di un “famoso gruppo heavy metal” (da lei non nominato) nonostante sia più vecchio di lei e sposato con figli la invita ad andarlo a trovare in Florida - ovvero dall'altra parte degli States visto che gli Zappa vivono in California.

Racconta Moon:

[...]
«Che cosa direbbe tua moglie?» domando, vagheggiando la prospettiva, ma senza abbandonare la cautela. «Non dovrebbe venire lei a trovarti, quando sei da solo?» aggiungo, incalzandolo.

Sono orgogliosa di questo mio slancio protettivo nei confronti di sua moglie, e anche di me stessa. Mi domando quante delle donne corteggiate da mio padre abbiano avuto il coraggio di essere così esplicite e rispettose nei confronti di mia madre.

«È appena venuta a trovarmi, e comunque è a casa con i ragazzi. Tu e io siamo... amici» sussurra. «Se vuoi puoi venire anche con l’aereo, pago io il biglietto.»

Nessuno mi ha mai pagato un biglietto aereo, a parte i miei genitori. Gli piaccio proprio tanto, evidentemente.

[...]

«Devo prima chiederlo a Gail e a Frank» dico, prendendo tempo. Cioè, non posso non chiedere il permesso. In fondo, abito ancora con loro. «Ora gliene parlo e ti dico cosa ne pensano.» Sento un’altra vampata di orgoglio per le mie precauzioni. «Resta in linea.»

Poso il telefono sul copripiumino a fiori di Laura Ashley, faccio un respiro profondo e mi avvio verso la stanza dei miei. La porta è aperta. Busso ugualmente, forte. «C’è nessuno?» dico ad alta voce. «Posso entrare?» «Vieni pure» risponde mio padre. Passo davanti al loro bagno, che è disseminato di vestiti e asciugamani gettati a caso sul pavimento a piastrelle. Guardo la grande finestra che incornicia il cortiletto. Quando raggiungo Gail e Frank, li trovo seduti insieme sul loro letto californiano king size, entrambi a torso nudo. Il che significa che sono nudi anche sotto. Ansiosa di andarmene, parlo a macchinetta. «Posso raggiungere in tour un batterista heavy metal sposato? Paga lui. E io andrei solo come sua amica.»

Ho un sussulto quando mi rispondono all’unisono: «Vacci! Sarà divertente!».

Mi viene il dubbio di non essermi spiegata bene. Ripeto, questa volta più lentamente, scandendo le parole su cui devono concentrarsi. «Un uomo sposato mi ha proposto di raggiungerlo in tour, anche se siamo solo amici, e vi sto chiedendo: vado?» dico, mimando anche il volo dell’aeroplano.

«Certo! Vacci!» ripetono. La mia postura è un silenzioso grido di incredulità, quasi di sdegno. Io vorrei che dicessero di no, che mi proteggessero, per permettermi di dire di no a mia volta e di attribuire a loro la colpa del mio rifiuto. Così continuerei a piacere al bel batterista sposato, e lui non se la prenderebbe e continuerebbe a essere mio amico. «Dunque, vado?» ridomando con voce tesa, quasi un sussurro. «Paga lui, giusto?» dice mio padre. «Sì» rispondo. Mi fissano.
Li fisso a mia volta. Mio padre prende una Winston da un pacchetto aperto e se l’accende.

[...]

SPOILER: con il batterista sposato non finirà bene e poco dopo il ritorno da quel viaggio Moon dovrà abortire, ma lei non racconterà nulla ai suoi genitori di quanto accadde.

Nonostante questo rapporto freddo e disinteressato con la propria famiglia Frank era comunque molto ammirato dai figli per la sua fama di genio e per il rispetto incondizionato che riceveva dagli altri.

Frank non ebbe mai un vero successo commerciale, visto il tipo di musica “strana” che faceva, ma ci furono un paio di eccezioni.

Una di queste fu la canzone “Valley girl” che divenne una hit negli USA e che vide coinvolta e in parte artefice proprio Moon Zappa.

Qui un riassunto di come nacque la canzone, che vinse addirittura un Grammy (!):

[...]
Siamo nel 1981, e io sono felice perché Frank è a casa, anche se questo significa che dobbiamo rientrare tutti con precisione militare nella nostra routine familiare, cioè quella piramide gerarchica in cui mio padre è il faraone al vertice. Io non metto apertamente in discussione questo stile di vita; mi limito ad accettare lo status quo. Persino Diva, che ha solo due anni, capisce che dobbiamo stare tutto il giorno in silenzio per permettere a Frank di dormire fino alle cinque del pomeriggio, dopodiché ci è concesso di vederlo mentre consuma a letto la colazione che ho contribuito a preparare: di solito, uova strapazzate coperte di pepe di Cayenna, pane tostato e imburrato, qualche pancake con vero sciroppo d’acero, spremuta d’arance fresca e un espresso. Una volta finita la colazione, si alza e va a lavorare nel seminterrato, dove rimane per tutta la notte,
[...]
Lui vive per lavorare. E così... mi viene un’idea.
Prendo una biro blu e scrivo il seguente messaggio su un foglio bianco a righe, strappato da un mio quaderno:

Caro Papà, ciao, ho tredici anni. Mi chiamo Moon. Finora ho cercato di non intromettermi nelle tue registrazioni, ma sono arrivata alla conclusione che mi piacerebbe molto cantare in un tuo album, se tu fossi disposto a sopportarmi. Ho una voce abbastanza bella. Per ulteriori informazioni, puoi contattare la mia agente, Gail Zappa, al 6504947. Sono disponibile giorno e notte, in generale. Mi piacerebbe fare il mio “accento di Encino” o la mia parlata da surfista per te. A presto, paaa’!!! Love, Moon, xxxooo.

Scendo di corsa le scale, infilo il foglio sotto la porta del suo studio e torno a razzo nella mia stanza a fare i compiti o ad aiutare Gail con mille cose.

[...]

«Moon» dice mio padre, svegliandomi bruscamente nel cuore di una notte infrasettimanale. D’istinto mi domando cos’altro può essere successo, ma poi noto che è di buon umore. «Vieni giù» dice. «Registriamo una canzone.» Ancora intontita, senza neanche lavarmi i denti, seguo mio padre nel suo studio e nella cabina acustica insonorizzata. Mi metto le cuffie, e lui sistema il microfono alla mia altezza. Piano piano comincio a capire: ha letto il mio messaggio, la mia idea gli è piaciuta, lo stiamo facendo davvero. «Tu devi solo parlare e improvvisare con quella voce buffa» mi dice. «Okay» rispondo, come se lo facessimo tutti i giorni. Quindi esce dalla cabina e raggiunge la sua postazione mixer all’avanguardia. Da lì si assicura che io lo senta da entrambe le orecchie, che io senta la mia voce e la traccia audio, che i livelli siano quelli giusti e che io riesca a vederlo dalla mia postazione quando mi fa dei segni con le mani. «Ascolta un po’, prima di tutto, per capire dove devi attaccare tu, tra un coro e l’altro.» A quel punto, i miei timpani vengono investiti da una linea di basso super coinvolgente. Sento e “vedo” la mia parte parlata come uno spazio tra parentesi entro cui rimanere, prima e dopo i ritornelli cantati dalla band: «Valley girl, she’s a Valley girl...». Sorrido e sento montare dentro di me un’ondata di energia e felicità. Mi ha davvero dato ascolto.

[...]

Il sabato seguente [...] Gail e io stiamo litigando perché secondo lei faccio “troppa vita sociale”, ragion per cui temporeggia prima di accompagnarmi a Encino, a trentacinque minuti d’auto, e mi fa arrivare in ritardo al pigiama party con la mia nuova amica Karen, alias Monkey. Innervosita dall’attesa, passo dallo studio per salutare Frank, che sta posando per un servizio fotografico. «Vieni anche tu, Moon» mi dice. Io non vorrei, perché ho una pelle orrenda, ma è mio padre a chiedermelo, e io non faccio una foto con lui da quando avevo nove anni. Gli metto le braccia intorno al collo. Qualche rapido scatto, con me che ho al polso un braccialetto di plastica e tengo in mano il mio portafogli magenta con chiusura Velcro, e poi via, fuori dallo studio. Non posso sapere che, di lì a un anno, quella foto diventerà famosa come copertina di un disco.

[...]

E infatti quella foto “rubata” diverrà poi la copertina del singolo “Valley girl” come potete qui vedere. Moon ha 13 anni.

Image

Quasi un anno dopo Moon scoprirà dalla radio che la canzone incisa quella notte con il padre ha avuto successo.

[...]
«E questa era Moon Unit Zappa, con Valley Girl, accompagnata dal padre Frank Zappa.» Il mio conduttore radiofonico preferito, Jed the Fish, su KROQ, ha appena pronunciato il mio nome, e all’improvviso, nella corsia preferenziale, tutto sembra muoversi al rallentatore: riesco a vedere altri ragazzi, sulle auto dei loro genitori, che lo sentono. Alcuni di loro, che mi conoscono, si voltano a guardarmi e mi sorridono o mi fanno il segno con pollice e mignolo tesi o le “corna” da metallari.
[...]
Di lì a pochi giorni, Gail mi spiega che Valley Girl ha avuto una grande diffusione in radio, del tutto inaspettata, e quindi io e mio padre dobbiamo dividerci gli impegni promozionali. Dato che Frank è in tournée all’estero, la maggior parte delle interviste con la stampa americana ricadrà sulle mie spalle. Sento montare il panico. Io sono un’adolescente timida con un terribile problema di acne, ma ora dovrò parlare con degli adulti e farmi anche filmare. Sono raggelata dal terrore.
[...]
Percepisco davvero la stranezza di tutta questa storia quando mio padre torna a casa per poi volare con me a New York, perché siamo stati invitati al programma Late Night with David Letterman. Non ho mai sentito parlare di lui, e non so niente della sua fama di provocatore che mette a disagio gli ospiti sciocchi con battute taglienti, quindi non sono per nulla in soggezione. David Letterman, sotto lo sguardo di mio padre, spara le sue domande cercando di portarmi su un terreno in cui potrei espormi al ridicolo, e io rispondo senza sottrarmi, senza accorgermi che in quel momento sono come una scimmietta, ora precoce, ora ingenua, ora capace di dare spettacolo.

[...]

Qui Moon Zappa in un'esibizione TV in cui “mima” il pezzo. Aveva solo 14 anni.

https://youtu.be/Qb21lsCQ3EM?si=KldW26Kvd7chJ1DI

Va detto che il pezzo risulta divertente solo per un'americano o per chi sia di madre lingua inglese, in grado di apprezzare le storpiature dello slang da “ragazza che se la tira ma dice ca@@ate” improvvisate da Moon sulla base incisa dal padre, oltre al ridicolo accento.

In tutta la sconfinata produzione zappiana questo sarà tra i due o tre pezzi che gli faranno guadagnare parecchio denaro perché spopolerà in tutti i paesi anglofoni del pianeta.

La parte di basso comunque è strepitosa.

Moon ha poi tentato diverse strade, ha recitato in qualche particina in film e telefilm, ha fatto la conduttrice radiofonica insieme al fratello Dweezil, si è occupata di arte e varie cose ed ora fa la scrittrice. Dei quattro figli quello che più ha avuto successo è stato Dweezil come musicista, Ahmet è cantante e produttore televisvo, Diva attrice.

Non so quanti lo sappiano ma poco prima di scoprire di essere malato in modo terminale Frank si stava preparando ad entrare in politica e a candidarsi come Presidente USA. Leggendo il libro mi è venuto in mente che lessi la notizia all'inizio degli anni '90.

Nel libro Moon racconta cose molto drammatiche, prima fra tutte la morte del padre avvenuta con un lento spegnimento durato alcuni anni e il suo decadimento fisico inarrestabile, cose terribili che toccano tanto alle celebrità quanto agli sconosciuti; pensao che la scrittura di questo libro sia parte di un percorso terapeutico per tentare di confrontarsi con una vita caratterizzata dal rapporto tossico con la madre e dall'assenza quasi totale del padre.

Leggere il libro ha corretto alcune idee che mi ero fatto: ad esempio siccome Dweezil è un fantastico chitarrista io mi ero convinto per anni che fosse stato il padre a seguirlo nel suo apprendimento musicale. Invece, siccome dal libro si capisce che Frank dedicava zero tempo ai figli, ho fatto una ricerca e ho scoperto che i suoi maestri furono Steve Vai e Eddie Van Halen! Steve Vai addirittura scrisse un libro di esercizi apposta per il giovane Dweezil! (che se non fosse stato figlio di Zappa non avrebbe certamente avuto questo vantaggio).


Gail e Frank Zappa

Image

Diva, Ahmet, Moon e Dweezil Zappa

Image

Ahmet, Gail e Dweezil Zappa

Image


Gail mise i propri figli uno contro l'altro (nello specifico Moon e Dweezil contro Ahmed e Diva) tanto che sino all'anno scorso Ahmet e Diva erano ancora in causa contro Moon e Dweezil per la divisione dello Zappa Estate che Gail aveva gestito in modo quanto meno discutibile. Inoltre a Dweezil venne impedito di suonare le musiche del padre (!) in quanto Gail aveva ereditato i diritti e non voleva concederglieli. (!) Questo è un fatto acclarato perché ne parlarono alcuni siti musicali. Fu solo grazie all'intervento di Steve Vai che venne trovato un accordo con Gail e i suoi avvocati così che i tour di “Zappa plays Zappa” potessero aver luogo. A un certo punto Dweezil indispettivo dai divieti materni aveva cambiato il titolo del tour in “Dweezil Zappa plays whatever he fuc@#ing wants”.

Ovviamente nel libro è Moon che racconta la sua versione e, come dice giustamente Phil bisognerebbe ascoltare “Both sides of the story” prima di dare giudizi definitivi, però una madre che mette nel proprio testamento (Gail è morta nel 2015) ciò che è riportato nel paragrafo qui sotto mi lascia interdetto.

[...]
... metto a fuoco un’ulteriore clausola particolarmente odiosa, che il mio avvocato sostiene di non aver mai visto in tutta la sua carriera, e che sembra pensata apposta per danneggiare me:

chi professa una qualsiasi fede verrà automaticamente escluso dal testamento.

Chi non antepone Gail a Dio è eliminato. Proprio lei, la pseudozen, che si era sempre spacciata per sensitiva, che si vantava di aver ricevuto in dono uno scialle dal Dalai Lama, la meditatrice trascendentale con i suoi mantra ripetuti all’infinito, la strega che faceva il malocchio! Non riesco davvero a crederci. Anche dalla fossa, Gail continua con i suoi giochi di potere. È la mossa finale perfetta. Io e Dweezil non siamo esattamente diseredati, ragion per cui, in teoria, lei può essere considerata al riparo da ogni critica, persino generosa. Applausi.

[...]

Che dire? Sono rimasto senza parole.

Il libro ovviamente è focalizzato sulle vicende private di Moon, a tratti psicologicamente drammatiche, che occupano circa il 60% del contenuto, ma l'ho trovato interessante per la possibilità di intravvedere qualcosa del misterioso universo zappiano, che a dire il vero si è rivelato diverso da quel che mi ero immaginato.


.
Duke59
Lamb
Lamb
 
Posts: 1799
Joined: 28 Oct 2005, 16:26
Location: Italy

Re: Moon Zappa, la ragazza con il padre sulla Luna.

Postby aorlansky60 » 15 Apr 2026, 07:38

Sono estimatore di F.ZAPPA dagli anni 70 ma mi ero fermato al solo lato MUSICALE senza approfondire nulla della sua vita privata, e ciò che leggo qui è piuttosto emblematico per non dire a tratti anche sorprendente; sapevo che -nonostante ciò che lasciava credere e pensare su di lui- Frank non fosse affatto quel "progressista" che si credeva in genere ma era Repubblicano (convinto) con idee tendenzialmente "a destra", ma le impressioni si fermavano li; leggere che si isolava come un eremita nel suo studio privato sotto terra a creare e comporre, mentre al piano di sopra scorreva la vita reale familiare dalla quale si faceva passare da un montacarichi "il rancio quotidiano" rende una certa idea di "alienazione", ma come ben sappiamo i "geni" a volte (molto spesso in realtà) sono 'iconoclasti' veri e propri: l'affermazione della Figlia Moon su di lui (quando subirono quel piccolo problema di volo come da lei riportato) rende bene l'idea del personaggio e della sua personalità "In quel momento capisco con chiarezza chi è davvero mio padre: una persona che rivolge l’attenzione all’esterno solo quando non può farne a meno"...

c'è tutta una biblioteca che raccoglie i suoi celebri aforismi sferzanti pronunciati e puntualmente catturati nel tempo, alcuni dei quali danno l'idea del personaggio (uno molto "svelto" e molto "sveglio" dalle idee fin troppo chiare) cosa che si può leggere da internet...


"il segno lasciato da Frank Zappa nel mondo della musica, sia che lo si ritenga un individuo strambo e supponente sia un genio incompreso dalle masse, non può essere trascurato."

Ovviamente non posso che essere d'accordo con questa affermazione, considerando tutta la sua opera omnia (di cui sono a conoscenza in gran parte); per quanto ha creato e pubblicato, l' importanza di F.ZAPPA (per lo sviluppo della musica contemporanea della seconda metà del 900) è paragonabile a pochissimi altri nomi di rilevanza, primo tra tutti MILES DAVIS.
...AMA TUTTI, CREDI A POCHI, NON FAR MALE A NESSUNO...
User avatar
aorlansky60
Lamb
Lamb
 
Posts: 10436
Joined: 30 May 2006, 07:17
Location: Parma, Italy

Re: Moon Zappa, la ragazza con il padre sulla Luna.

Postby Thomas Eiselberg » 15 Apr 2026, 09:49

Lettura molto interessante [:)]

Ha confermato le mie impressioni su Zappa: un po' genio, un po' folle, nessuna delle due cose scindibile dall'altra. Ergo si trattava di un personaggio che andava preso così com'era. Era risaputo fosse una persona piuttosto cinica e poco conciliante e tutt'altro che hippie, anzi.
Non mi stupisce che fosse così anche nel privato, la sua figura di strambo geniale non mi ha mai dato l'impressione di essere una "costruzione", una facciata da rock star (cosa che non è mai stato tra l'altro), quanto che lui fosse proprio così in generale.

Forse anche per questa sua mente "imperscrutabile", questa indecifrabilità della sua proposta, non sono mai riuscito ad entrarci in sintonia. Mi dava l'idea (come molti geni/folli) di andare "a braccio", di fare quello che gli diceva la testa senza una direttiva chiara (e infatti in carriera ha fatto di tutto, ma proprio di tutto: per essere fan veri bisogna essere più che onnivori musicalmente, bisogna amare quasi tutta la musica e ciò che può offrire). E infatti alcune sue cose le trovo geniali e meravigliose (un pezzo a caso Peaches en Regalia) ed altre delle "cagate pazzesche" (cit.) [:D]

Resta comunque una figura importantissima, per quanto controversa, dell musica del novecento, indubbia la sua influenza su tantissimi altri artisti (EEST su tutti), anche se devo dire che tendo a preferirei questo ultimi a Zappa stesso [:D]
Essi vivono noi dormiamo. Obbedisci, compra, non pensare, il denaro è il tuo dio.

E' buona cosa leggere sempre leFAQ
User avatar
Thomas Eiselberg
GLOBAL MODERATOR
GLOBAL MODERATOR
 
Posts: 8838
Joined: 21 Oct 2005, 15:51
Location:

Re: Moon Zappa, la ragazza con il padre sulla Luna.

Postby aorlansky60 » 15 Apr 2026, 10:47

"Non mi stupisce che fosse così anche nel privato, la sua figura di strambo geniale non mi ha mai dato l'impressione di essere una "costruzione", una facciata da rock star (cosa che non è mai stato tra l'altro), quanto che lui fosse proprio così in generale."

Scelse di esprimersi nel ROCK solo per avere più VISIBILITA'. In gioventù aveva studiato musica contemporanea "di avanguardia" (maturando ben presto grandi capacità di ORCHESTRAZIONE, dettaglio per cui divenne famoso nell'ambiente) ma uno "sveglio e svelto" come lui aveva capito subito che con quel genere di musica non avrebbe mai guadagnato (sia economicamente che mediaticamente) quanto invece gli offriva il mondo del Rock...
...AMA TUTTI, CREDI A POCHI, NON FAR MALE A NESSUNO...
User avatar
aorlansky60
Lamb
Lamb
 
Posts: 10436
Joined: 30 May 2006, 07:17
Location: Parma, Italy

Re: Moon Zappa, la ragazza con il padre sulla Luna.

Postby highinfidelity » 15 Apr 2026, 14:18

Beh, se già storicamente ho sempre avuto enormi freni ad accostarmi alla musica di Zappa (ne abbiamo parlato ripetutamente su queste pagine), quanto letto in questo thread non fa che confermare che è meglio che io non compri nulla. Ho sempre percepito che fosse genio e sregolatezza (o forse per meglio dire regolatezza talmente esasperata da diventare sregolatezza per nemesi), ma onestamente nella mia ingenuità me lo facevo un tipo molto più simpatico e alla mano. La moglie poi appare come una pazza, difficile credere che non facesse uso di droghe come la figlia sembra credere.

Onestamente non saprei se si possa dire che non fosse una rockstar. Credo che molti (io per primo) conoscano il suo nome senza veramente conoscere la sua musica, ma comunque è un nome molto celebre e che mi pare non venga mai dimenticato, forse anche per via del baffo iconico. Ai suoi tempi comunque faceva tournée a raffica, con un pubblico di tutto rispetto.

Dweezil me lo ricordo bene, a cavallo tra anni '80 e '90 si parlava abbastanza di lui, sebbene non si possa dire che abbia mai veramente sfondato. Forte la storia di Vai e Van Halen, non la sapevo! Beh, quando finirai con gli esercizi al piano dello Czerny, potrai passare agli esercizi di Vai per la chitarra elettrica! [:D]
<< Conoscete voi spettacolo più ridicolo di venti uomini che s'accaniscono a raddoppiare il miagolìo di un violino? >>
(Luigi Russolo, Intonarumorista. 1913.)
________________________

In dubbio, consultate le FAQ
User avatar
highinfidelity
ADMINISTRATOR
ADMINISTRATOR
 
Posts: 8810
Joined: 02 Jul 2003, 23:54
Location: Torino

Re: Moon Zappa, la ragazza con il padre sulla Luna.

Postby aorlansky60 » 16 Apr 2026, 07:16

HIGH ha scritto :

"Onestamente non saprei se si possa dire che non fosse una rockstar. Credo che molti (io per primo) conoscano il suo nome senza veramente conoscere la sua musica"

Frank ZAPPA ha avuto (e continua ad avere) un seguito piuttosto nutrito, anche solo come "conoscenza", tu stesso l'hai appena provato per ciò che hai scritto: chi si introduce appena più in profondità della media a scoprire il Rock storico prima o poi si "imbatte" in quel nome anche solo menzionato, per tutta una serie di motivi, non ultimo quello di aver dato alle stampe albums che non si possono che considerare meno che "storici" od epocali (il suo stesso "ingresso" nel palcoscenico mondiale con l'album d'esordio "Freak Out" del '66 costituì un attacco violento ed acidissimo -attraverso liriche forbite, pungenti e dissacranti- verso la civiltà dei consumi e il "way of life" tipicamente americano).

Anche se non propriamente "Rock star" nel vero senso del termine, Zappa era (ed è) conosciutissimo nella sua patria d'origine (USA) ed anche al di fuori di essa.

Per darti un "incoraggiamento" ad entrare in contatto col "mondo musicale" di F.ZAPPA (da prendere con le molle perchè ha prodotto talmente tanti titoli anche completamente disomogenei tra essi da costituire un campo minato o un ginepraio) posso fornirti traccia di 3 albums (frutto di un intensissimo periodo di sessions altamente fruttifere per ispirazione, periodo 77-78) dai quali partii anch'io in quel periodo:

STUDIO TAN (1977)
SLEEP DIRT (1978)
ORCHESTRAL FAVOURITES (1979)

Per la maggiorparte esclusivamente STRUMENTALI (senza testo ne cantato) denotano una STRAORDINARIA capacità di ORCHESTRAZIONE a più strumenti di cui era dotato ZAPPA.
Nel corso del tempo sono stati rieditati in un unico volume dal titolo "LATHER" che prende appunto in considerazione TUTTE LE SESSIONS che portarono alla pubblicazione di quei 3 albums.
Una piccola nota riguardante SLEEP DIRT (il mio preferito in assoluto dei 3) : negli anni 90 venne remixato e rimasterizzato con l'aggiunta di una voce femminile a cantare in 3 brani, cosa che mi fece trasecolare perchè conoscendo l'ORIGINALE che ne era totalmente privo, si trattava di una maldestra operazione condotta dagli eredi di ZAPPA (che era già defunto), occhio quindi (lo dico a chi leggesse e fosse interessato a prendere quel titolo) di andare sulla versione SUCCESSIVA (anni 2000 curata dalla fondazione ZAPPA) riveduta e corretta (a riproporre SLEEP DIRT come da versione originale 78; peraltro anche la stessa "LATHER" contiene le registrazioni ORIGINALI senza alcuna voce cantata)

Altri 3 titoli consigliabili perchè molto vicini musicalmente a certo PROGRESSIVE europeo del tempo :

Apostrophe (1974)
Roxy & Elsewhere (1974)
One size fits all (1975)

In questi compare anche un certo CHESTER THOMPSON alla batteria, e credetemi, essere scelti da ZAPPA per suonare con lui -sia in studio di reg. che dal vivo- costituiva una formidabile credenziale di capacità TECNICA ESECUTIVA (come Miles Davis, F.Zappa non scelse MAI a caso i propri collaboratori)...

Un altro titolo consigliabilissimo per chi è appassionato di ELECTRIC GUITAR :

"GUITAR" (1988) che contiene esclusivamente ASSOLI DI ELETTRICA eseguiti da ZAPPA catturati dai suoi innumerevoli concerti LIVE del periodo 80 (non fu solo un ORCHESTRATORE straordinario, F.ZAPPA era anche un fine esecutore alla ELETTRICA SOLISTA con una capacità di IMPROVVISAZIONE eccezionale)

Comunque va detto che entrare in contatto COL PERSONAGGIO e LA SUA MUSICA non è cosa semplice (se si è abituati ad ascoltare un certo tipo di musica pop rock generalmente sincopata e con battiti regolari, in 4/4ti e via dicendo; per chi ha già dimestichezza col PROGRESSIVE ed i suoi ritmi spesso irregolari, ciò costituisce una facilitazione ma fino ad un certo punto, ZAPPA era un maestro nel variare costantemente tempi ritmi ed atmosfere nell'arco dello stesso brano, tanto da disorientare anche il più navigato degli ascoltatori)
...AMA TUTTI, CREDI A POCHI, NON FAR MALE A NESSUNO...
User avatar
aorlansky60
Lamb
Lamb
 
Posts: 10436
Joined: 30 May 2006, 07:17
Location: Parma, Italy


Return to Rock progressivo (e non...)

Who is online

Users browsing this forum: No registered users and 1 guest