Peter Gabriel- Us: Trent'anni dopo.

Spazio dedicato alla carriera dello storico cantante del gruppo, ora impegnato nella produzione e promozione di suoni provenienti da tutto il mondo.

Peter Gabriel- Us: Trent'anni dopo.

Postby rkive » 03 Oct 2022, 14:53

https://it.wikipedia.org/wiki/Us_(Peter_Gabriel)

Ho provato a cercare nel Forum qualche recensione ma non ho trovato molto.

L'album non l'ho acquistato in "tempo reale" ma parecchi anni dopo e non sono rimasto particolarmente colpito a differenza di Up.

Proverò riascoltarlo, non si sa mai... [:-I]
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Re: Peter Gabriel- Us: Trent'anni dopo.

Postby rkive » 03 Oct 2022, 16:14

L'ho riascoltato e per chi ama Peter, questo è l'album più facile da ascoltare dopo So.

Forse brani come Steam, Digging In The Dirt, Blood Of Eden ricordano canzoni già sentite in So e PG IV.

Brani Deboli: Only Us e Fourteen Black Paintings.

Brani Super: Come Talk To Me, Blood Of Eden, Digging In The Dirt e Secret World. [8D]
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Re: Peter Gabriel- Us: Trent'anni dopo.

Postby rkive » 05 Oct 2022, 14:23

Da @itspetergabriel Instagram 7giorni fa.
https://www.instagram.com/p/CjBSGnTIsTt/

"Noi, come in due persone, una relazione e Noi, come in tutti noi, come nelle persone. La misura di quanto una persona è civile è dove pone la linea di demarcazione tra noi e loro. Mentre puoi mettere le persone in una scatola contrassegnata con "loro", puoi prenderle a calci in giro molto più facilmente di quanto puoi quando sono in una scatola contrassegnata "noi". Quindi, penso sia utile provare a svuotare la casella contrassegnata 'loro' e riempire la casella contrassegnata Noi...". [&:-S]
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Re: Peter Gabriel- Us: Trent'anni dopo.

Postby 11mo Conte di Mar » 07 Oct 2022, 16:57

Trovo che lo standard sia abbastanza elevato, come ci ha abituato Peter. Incluso So nonostante le venature marcatamente pop...
Ho ascoltato più UP forse. Di Us ho sempre apprezzato molto "Love to be Loved", brano solitamente considerato minore ma per il sottoscritto molto diretto.
Confermato il nuovo in uscita entro quest'anno...
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Re: Peter Gabriel- Us: Trent'anni dopo.

Postby rkive » 08 Oct 2022, 02:22

Ho guardato una classifica dei brani preferiti di Us e ho visto che Steam è tra gli ultimi posti con il 16%.

Forse perché troppo simile a Sledgehammer?

Eppure Peter aveva anche la versione "camomilla sogni d'oro". [:D]

https://m.youtube.com/watch?v=dKzmD_UMvlw
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Re: Peter Gabriel- Us: Trent'anni dopo.

Postby highinfidelity » 10 Oct 2022, 09:18

Sì, certamente non si può ascoltare Steam senza pensare che assomigli a Sledgehammer, anche se la trovo una bella canzone, forse anche superiore a Sledgehammer sotto alcuni aspetti. Mi stupisce che abbia delle votazioni così basse.

A mio parere il punto più basso è Kiss That Frog, altra auto-copiatura veramente terribile, ma questa volta col risultato di un brano veramente poco ispirato. Sarei curioso di sapere come si piazza Kiss That Frog in questa classifica che hai letto.
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Re: Peter Gabriel- Us: Trent'anni dopo.

Postby rkive » 10 Oct 2022, 11:03

https://www.genesis-news.com/forum/inde ... cks-on-us/

US - what are your three favorite tracks?

Secret World (21)
66%
Digging In The Dirt (17)
53%
Come Talk To Me (13)
41%
Blood Of Eden (10)
31%
Love To Be Loved (9)
28%
Washing Of The Water (9)
28%
Steam (5)
16%
Kiss That Frog (4)
13%
Fourteen Black Paintings (2)
6%
Only Us (1)
3%

E' datato 21 maggio 2021, il numero tra ( ) sono i votanti. [:-I]
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Re: Peter Gabriel- Us: Trent'anni dopo.

Postby dibaldui » 26 Jan 2024, 13:58

A me Us non ha mai entusiasmato. Sia chiaro, in confronto ad altri album della sua discografia. Lo avesse fatto un altro sarebbe un capolavoro!! Contrariamente a quanto molti scrivono, a me piacciono sia Only Us che 14 black paintings, mentre trovo alla lunga noiosa Blood of Eden e non apprezzo molto Love to be Loved. Come talk to me, Washing of the water e Secret World invece a mio giudizio si piazzano tra i suoi capolavori assoluti. Ricordo che, dopo averlo visto dal vivo per le prime volte nel 1987 al Palatrussardi di Milanoe all'arena di Verona, ed a Torino nel 1988 nel tour di Amnesty International, lo avevo rivisto a Milano e a Modena dopo Us e lo avevo trovato "tremendamente invecchiato". Ora mi fa sottidere perchè aveva 40 anni!!!! Rispetto a me ora un ragazzino (ne ho 55!).Mi era parso che tutta la scenografia presente dal vivo avesse costituito una barriera comunicativa rispetto alla perfezione del tour di So. E rimasi deluso. Per fortuna l'anno dopo lo rividi in una serata di pioggia al festival di Sonoria a Milano e, forse grazie al fatto che il palco era normale in quanto comune ad altri artisti, ritrovai il mio incredibile Peter!! Quanti ricordi ed emozioni mi ha regalato lungo tutto il mio percorso di vita...
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Re: Peter Gabriel- Us: Trent'anni dopo.

Postby highinfidelity » 26 Jan 2024, 16:16

Beh in realtà hai scritto cose che almeno in parte condivido.

Ai tempi di Us Peter aveva ancora il suo aspetto "tradizionale", anzi proprio in occasione di quell'album e della scalata delle classifiche, forse su consiglio della casa discografica stessa, viene studiato per lui un vero e proprio "look" riconoscibile. Poi sparisce e quando lo ritrovo è in versione bonzo + santone. Anche per me è stato un trauma piuttosto spiazzante.

Riguardo i concerti, non dico proprio che li vorrei "lisci" come l'acqua di fonte: un po' di luci ben fatte rendono alcune cose più coinvolgenti. Però quando si va molto oltre anch'io trovo che ci sia un effetto di disturbo, e alcune volte viene il sospetto che si voglia intenzionalmente distrarre il pubblico da cosa stanno facendo (o per meglio dire: cosa forse non stanno facendo...) i musicisti. Forse come spartiacque fisserei proprio quanto fatto dai Genesis nel tour di The Lamb: oltre quello per me è troppo.
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Re: Peter Gabriel- Us: Trent'anni dopo.

Postby Betelgeuse » 08 Dec 2025, 18:09

Buonissimo album, forse non un capolavoro epocale, tuttavia corrobora ancora di più la striscia oramai di un quindicennio in cui il nostro ha costruito, mattone su mattone, una carriera solista fatta di lavori geniali, alcuni criptici, talora dischi vendutissimi. E proprio per questo non si capisce perchè, a partire praticamente da questo disco, ha diradato in maniera poco meno che esponenziale, le sue uscite discografiche.
L'album arriva a un lusinghiero n. 3 come posizione massima tra gli album nella hit parade italiana nel 1992, e n. 2 in UK e, udite udite, al n. 2 nelle Billboard statunitensi.

Come Talk to Me - voto 7 e mezzo
Love to Be Loved - 8
Blood of Eden - 8
Steam - 6
Only Us - 8
Washing of the Water 6 e mezzo
Digging in the Dirt - 6 e mezzo
Fourteen Black Paintings - 7
Kiss That Frog - 6 e mezzo
Secret World - 6 e mezzo
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Re: Peter Gabriel- Us: Trent'anni dopo.

Postby Ender » 09 Dec 2025, 13:57

Devo dire che US non mi ha mai preso più di tanto, a parte qualcosina (Steam, Secret world) che - per un motivo o per l'altro - si staccano un po' dalla prevedibilità.
Credo che il massimo in termini di creatività e originalità l'abbia dato fino a SO: dal primo album a SO ci sono parecchie cose che mi piacciono e che ascolto tuttora, da US in poi poco o niente.
In parte per la mia preferenza a brani poco elettronici, dove per esempio abbiamo un UP che trabocca di elettronica e che me lo fa sentire quasi artefatto, più che un qualcosa di sentito. Ma queste sono fisime mie.
Tornando in tema, per quel che mi riguarda, oltre ai due già citati salvo Come talk to me, pur essendo, alla fine dei conti, abbastanza ripetitivo.
Trovo freschezza in PG1 e PG2 (oltre a un certo lavoro alla ricerca di una precisa direzione, visti i brani poco omogenei e con richiami a diversi stili musicali, ma ci sta). PG3 e PG4: notevoli con poche cadute.
SO: chiude in modo esplosivo (e per certi versi geniale) un periodo che secondo me è il migliore.
Da lì in poi, non posso più dire che Peter mi abbia entusiasmato.
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Re: Peter Gabriel- Us: Trent'anni dopo.

Postby Duke59 » 11 Dec 2025, 09:32

Il mio rapporto con Gabriel è sempre stato altalenante.

Probabilmente ciò è dovuto al fatto che il mio primo vero incontro con la musica dei Genesis avvenne con A Trick of the tail.

Poi dal 1976 in avanti andai alla riscoperta degli album precedenti, di cui pian piano mi innamorai. Però avendo avuto modo di verificare che Tony, Mike, Phil e Steve senza Gabriel potevano compiere meraviglie musicali ho sempre considerato Gabriel come un elemento opzionale, non fondamentale.

Ricordo ad esempio che la Supper's ready presente su Seconds out mi piaceva molto di più della Supper's ready di Foxtrot e devo ammettere anche di aver faticato ad apprezzare "The battle of Epping Forest" (brano che oggi adoro) per via del testo un po' troppo invasivo, farina del sacco di Gabriel. In The Lamb invece Gabriel lo apprezzai di più, perché trovai che avesse osato avventurarsi in territori nuovi. Però a fronte di album come Trick, Wind e Seconds out ebbi sempre la considerazione che Gabriel non fosse così essenziale nelle dinamiche musicali del gruppo.

Trovai conferma di questa cosa nei suoi primi due album solisti, che mi sforzai di amare ascoltandoli in modo ossessivo, ma tutto ciò che ne ricavai fu una sensazione di spiazzamento. Non che fossero album "brutti" ma non c'era nulla (o solo frammenti) di ciò che avevo apprezzato dei Genesis in quelle canzoni, a parte il timbro vocale.

Oggi mi rendo conto che il salto dai Genesis alla carriera solista deve essere stato di una difficoltà estrema per Gabriel.

Prima aveva avuto la fortuna di collaborare con menti creative come Tony, Mike, Steve (e in precedenza Ant), ora doveva fare tutto da solo! E infatti, secondo me, i suoi primi due album non sono un granchè. Se lui non fosse stato l'ex cantante dei Genesis credo che nessuno li avrebbe notati.

Tra l'altro mi chiesi all'epoca (e me lo chiedo ancor oggi) come mai Gabriel, da un certo punto in poi, avesse deciso di abbandonare l'uso del flauto. Non che fosse un virtuoso dello strumento ma negli anni precedenti era stato in grado di usarlo per suonare parti iconiche e nemmeno troppo elementari. Mistero. Forse preferì concentrarsi sul pianoforte.

Arriviamo così al suo terzo album e lì' finalmente qualcosa di importante avviene. Già dalla prima traccia, Intruder (con la cortesia di Phil Collins e David Hentschel) le cose prendono una direzione precisa e coerente; la sperimentazione con i suoni elettronici apre nuovi territori in cui Gabriel ritrova ispirazione. Anche l'uso innovativo della batteria senza piatti consacra l'album come una svolta stilistica originale, che lo differenzia dagli altri.

Questo periodo di grazia artistica durerà per due album, III e IV, che io letteralmente ADORO. Poi arriverà la grazia "commerciale" con SO e US, due album piacevoli però un po' troppo patinati che gradisco molto meno di III e IV.

Da SO in avanti il mio interesse per Gabriel è diminuito e US, che pure contiene alcune canzoni notevoli, lo ascoltai molto meno di SO.

Anche dei suoi live ho preferito l'epoca in cui faceva meno uso di basi preregistrate e sequenze automatiche, risultando forse più grezzo ma più autentico.

Concludendo, su US ci sono ancora belle canzoni: Steam, Come talk to me (dedicata alle figlie che gli avevano tolto la parola per il modo in cui aveva trattato la madre), Digging in the dirt e Secret world, ma per qualche motivo non riesco ad ascoltare l'album tutto di fila perché a un certo punto mi annoio.

Da US in poi, ormai diventato un'icona per via dei suoi interessi umanitari e sociali che lo reso quasi un Guru agli occhi della critica, Gabriel, complice la sua proverbiale lentezza, ha potuto vivere di rendita. Del resto dopo aver prodotto due album artisticamente rivoluzionari come III e IV e due album dall'enorme successo commerciale come SO e US può permettersi di fare ciò che vuole.
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Re: Peter Gabriel- Us: Trent'anni dopo.

Postby rkive » 12 Dec 2025, 00:17

Se può interessare Tony Levin ha anticipato che sono in fase di registrazione i brani del prossimo album dal titolo O/I.

Se I/O è stato un album a livello di So, spero che O/I non sia il suo contrario. [:-I]
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Re: Peter Gabriel- Us: Trent'anni dopo.

Postby highinfidelity » 15 Dec 2025, 16:06

Duke59 wrote:Il mio rapporto con Gabriel è sempre stato altalenante. [...] andai alla riscoperta degli album precedenti, di cui pian piano mi innamorai. Però avendo avuto modo di verificare che Tony, Mike, Phil e Steve senza Gabriel potevano compiere meraviglie musicali ho sempre considerato Gabriel come un elemento opzionale, non fondamentale.

[...] devo ammettere anche di aver faticato ad apprezzare "The battle of Epping Forest" (brano che oggi adoro) per via del testo un po' troppo invasivo, farina del sacco di Gabriel. In The Lamb invece Gabriel lo apprezzai di più, perché trovai che avesse osato avventurarsi in territori nuovi. Però a fronte di album come Trick, Wind e Seconds out ebbi sempre la considerazione che Gabriel non fosse così essenziale nelle dinamiche musicali del gruppo.

Trovai conferma di questa cosa nei suoi primi due album solisti, che mi sforzai di amare ascoltandoli in modo ossessivo, ma tutto ciò che ne ricavai fu una sensazione di spiazzamento. Non che fossero album "brutti" ma non c'era nulla (o solo frammenti) di ciò che avevo apprezzato dei Genesis in quelle canzoni, a parte il timbro vocale.

Mamma mia Duke, sembra che queste frasi tu me le abbia lette nella mente, da tanto sono d'accordo. Probabilmente è perché, sebbene qualche anno dopo (ma nemmeno tantissimi), anch'io ho fatto un simile percorso a ritroso. Spingo anzi il discorso ancora un po' più in là: questa è la ragione per cui, tempo addietro (con gli attuali scriventi sul forum non accade praticamente più), ritenevo del tutto irricevibili le sparate del tipo "i Genesis senza Gabriel non esistono, avrebbero dovuto cambiare nome". La questione casomai andava ribaltata: i Genesis senza Gabriel avevano ampiamente dimostrato sul campo di esistere, sia nel rock progressivo, sia in un genere leggermente meno impegnativo che potremmo chiamare per comodità neo progressive. Peter Gabriel viceversa, soprattutto con i primi due dischi già da te menzionati, aveva dimostrato ben poco in qualunque settore. E' vero che col terzo ed il quarto farà poi cose buone ed interessanti, ma certamente di progressivo non ci ha mai fatto più ascoltare nulla, né in quel momento né tantomeno dopo. Quindi davvero non si vede perché senza di lui i Genesis si sarebbero dovuti ritenere morti.

Oggi mi rendo conto che il salto dai Genesis alla carriera solista deve essere stato di una difficoltà estrema per Gabriel. Prima aveva avuto la fortuna di collaborare con menti creative come Tony, Mike, Steve (e in precedenza Ant), ora doveva fare tutto da solo! E infatti, secondo me, i suoi primi due album non sono un granchè. Se lui non fosse stato l'ex cantante dei Genesis credo che nessuno li avrebbe notati. Tra l'altro mi chiesi all'epoca (e me lo chiedo ancor oggi) come mai Gabriel, da un certo punto in poi, avesse deciso di abbandonare l'uso del flauto. Non che fosse un virtuoso dello strumento ma negli anni precedenti era stato in grado di usarlo per suonare parti iconiche e nemmeno troppo elementari. Mistero.

Tutte queste considerazioni, che condivido pienamente, rafforzano sotto altri punti di vista quanto appena scritto sopra.

Questo periodo di grazia artistica durerà per due album, III e IV, che io letteralmente ADORO. Poi arriverà la grazia "commerciale" con SO e US, due album piacevoli però un po' troppo patinati che gradisco molto meno di III e IV.
Da SO in avanti il mio interesse per Gabriel è diminuito e US, che pure contiene alcune canzoni notevoli, lo ascoltai molto meno di SO.

Per quel che vale (e interessi ad altri) il mio giudizio, trovo che questi due album siano affiancabili. Una prima considerazione da fare è che anche nel caso di Gabriel si possa usare la tanto trita definizione di "svolta pop", e onestamente non mi sono mai dato ragione del fatto che nel suo caso "vada bene", mentre nel caso dei Genesis - chissà perché - vada male. Va difatti ricordato che il periodo in cui divenne - per ricalcare di nuovo le tue parole - un'icona per via dei suoi interessi umanitari e sociali che lo rese quasi un Guru agli occhi della critica coincide con gli anni di SO e di US, i suoi due album più commerciali di tutti i tempi.

A mio parere US è un album non più brutto di SO, ma purtroppo è uscito in piena era del lancio del CD, in cui si doveva dimostrare a tutti i costi che il nuovo supporto imposto a forza aveva tutta una serie di vantaggi, tra cui una durata superiore a quella del 33 giri. Ho già avuto modo più volte di rimarcare che è dimostrato che l'attenzione di un ascoltatore non riesce a superare i 40-50 minuti (se n'era già accorto Mozart!), e dall'altro lato non saprei nominare un artista che sia veramente stato in grado di ad andare oltre i 60 minuti di musica senza annacquare il lavoro con filler, scarti o obbrobri, ed ecco che infatti anche nel caso di Gabriel finiscono nel disco auto-plagi brutti e stupidi come Kiss That Frog. A quel punto, il 33 giri finì per essere stampato come doppio, con un aggravio notevole dei costi per gli acquirenti, uniti alla noia di dover ascoltare un disco-spezzatino spalmato su 4 lati.

su US ci sono ancora belle canzoni [...] ma per qualche motivo non riesco ad ascoltare l'album tutto di fila perché a un certo punto mi annoio.

...e forse sono riuscito a dare una possibile chiave di lettura anche per questo aspetto.

Personalmente, per concludere, ritengo molto molto bello anche UP, forse a suo modo persino più dei precedenti, sebbene sia un disco dalle atmosfere spesso molto pesanti e quindi non adatto "per tutti i pomeriggi", se così mi posso esprimere. Generalmente lo vedo meno apprezzato, ma a mio parere è proprio perché ci si attende quella gaiezza di SO e US, la quale invece non vi viene ritrovata. Andrebbe invece ascoltato con grande attenzione, per quello che è, senza aspettative d'altro tipo.
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Re: Peter Gabriel- Us: Trent'anni dopo.

Postby maomac 2 » 15 Dec 2025, 20:42

Personalmente ho sempre ritenuto So fratello di Invisible Touch e Sledgehammer alla pari di Land of Confusion, non ho mai trovato questo grande scandalo equiparare i due album, forse so un pò più triste
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Re: Peter Gabriel- Us: Trent'anni dopo.

Postby rkive » 15 Dec 2025, 22:08

Gabriel senza i Genesis.

Con l' abbandono della band abbiamo scoperto che Gabriel non era un musicista ma un songwriter (per me a livelli di John Lennon e qui i Genesis hanno perso molto).

Non mi è piaciuto la sua scelta di dir rivolgersi alla musica Ambient che per sua natura è sperimentale (quindi non sempre comprensibile).

Posso capire le colonne sonore, ma gli album Us e Up risentono troppo di questa musica a scapito del lato songwriter. [:(]
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