IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby aorlansky60 » 18 Mar 2026, 07:02

Duke59 wrote:
Il problema è che anche un chitarrista più capace sarebbe stato limitato dalla presenza ingombrante di Banks così come lo era stato Steve, anche se certamente avrebbe potuto cesellare meglio le (poche) parti di chitarra che gli avrebbero consentito di inserire. Magari potevano portare Stuermer nel gruppo al posto di Steve in modo da farlo partecipare anche alle incisioni degli album (come farà poi Phil) ma i tre (o meglio, i due) amministravano un club mooolto selettivo.
.


Tutto assolutamente vero [/:-|] e totalmente corrispondente alla realtà dei fatti così come avvenuta.

La possibilità (mai avvenuta) di "inserire" Daryl Stuermer in pianta stabile come componente fisso nella band venne cassata in partenza dallo stesso Mike Rutherford che si espresse in maniera eloquente quanto definitiva già molto tempo prima :

"Chester e Daryl sono molto bravi sulla scena. La loro tecnica strumentale è ottima ma musicalmente sono molto lontani da noi. Loro provengono da questa specie di nuovo idioma, il jazz rock, che non è proprio il genere che preferiamo. Sarebbe molto duro lavorare in studio con loro, ma sulla scena tutto diventa più facile, perchè devono solo limitarsi ad eseguire parti già scritte." (tratto dal "solito" "GENESIS" di G.Vigorito).
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby Duke59 » 18 Mar 2026, 08:38

aorlansky60 wrote:
Duke59 wrote:
Il problema è che anche un chitarrista più capace sarebbe stato limitato dalla presenza ingombrante di Banks così come lo era stato Steve, anche se certamente avrebbe potuto cesellare meglio le (poche) parti di chitarra che gli avrebbero consentito di inserire. Magari potevano portare Stuermer nel gruppo al posto di Steve in modo da farlo partecipare anche alle incisioni degli album (come farà poi Phil) ma i tre (o meglio, i due) amministravano un club mooolto selettivo.
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Tutto assolutamente vero [/:-|] e totalmente corrispondente alla realtà dei fatti così come avvenuta.

La possibilità (mai avvenuta) di "inserire" Daryl Stuermer in pianta stabile come componente fisso nella band venne cassata in partenza dallo stesso Mike Rutherford che si espresse in maniera eloquente quanto definitiva già molto tempo prima :

"Chester e Daryl sono molto bravi sulla scena. La loro tecnica strumentale è ottima ma musicalmente sono molto lontani da noi. Loro provengono da questa specie di nuovo idioma, il jazz rock, che non è proprio il genere che preferiamo. Sarebbe molto duro lavorare in studio con loro, ma sulla scena tutto diventa più facile, perchè devono solo limitarsi ad eseguire parti già scritte." (tratto dal "solito" "GENESIS" di G.Vigorito).


Eh si ... però - con il senno di poi - bisognerebbe far notare a Mike che Stuermer ha lavorato in studio con Collins per tutti i suoi album -eccetto uno mi pare, Both sides - adattandosi perfettamente al genere che gli veniva richiesto di suonare.

Detto questo anche io, senza nulla togliere al buon Stuermer, avrei preferito un chitarrista meno jazz oriented, più melodico e meno biru-biru e più in linea con lo stile rock-pop-gressive che la band ha preso da ATTWT in poi.

Posso solo immaginare la faccia che deve aver fatto il chitarrista americano quando ha sentito Abacab per la prima volta (voci di corridoio mi dicono che all'attacco dell''armonica su “Another record” fosse corso in bagno [:D] )



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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby aorlansky60 » 18 Mar 2026, 08:54

Con il solido "background" che si ritrovava, Daryl Stuermer (ma anche Chester Thompson) poteva riuscire a fare "tutto" quanto gli si chiedesse. Infatti un chitarrista (come un bassista o un batterista) che provengono DAL JAZZ o DALLA FUSION riescono ad adattarsi anche a ritmi e progressioni tipicamente POP ROCK, mentre invece musicisti che provengono da questi ultimi generi non possono riuscire (o fanno una fatica del diavolo nel doversi adattare) a fare JAZZ (o Fusion) dalla tipica metrica "in levare"...

Questo per quanto riguarda la parte LIVE, perchè riesco ad essere d'accordo con Mike circa le sue perplessità che ho riportato: lavorare in studio nel lungo processo creativo che conduce poco a poco alla realizzazione di un brano, jammando tra di loro, poteva essere più problematico tra uno come Mike che ha background solo pop rock messo insieme a Daryl che ha background jazz rock... anche se comunque anche LORO ci hanno provato in qualche modo: NAMINANU è un brano pervaso da indiscutibili reminiscenze jazz...
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby Thomas Eiselberg » 18 Mar 2026, 10:14

TDuke wrote:
highinfidelity wrote:In particolare Pluto è come evaporato: al basso - tranne in un paio di passaggi interessanti - è come se non fosse pervenuto, e alla chitarra elettrica - pur facendo cose interessanti - non è sufficientemente aggressivo e in primo piano.



Secondo me "Pluto" alla chitarra elettrica è da sempre inconsistente, non certo da solo quest'album, è soprattutto per questo che ho sempre considerato deleterea (e non certo solo io) la decisione di non sostituire Steve , è chiaro che poi dopo così tanti album di pressochè silenzio cosmico "ci si strappa le vesti" al molto basico (per quanto efficace) riff di "I can't dance" [:D]


Concordo. Il confronto con Steve non sussiste. Il mio avatar dice tutto. [:D]
Tuttavia, per quanto fosse limitato a livello tecnico in quasi tutti gli album qualche sprazzo di assolo o di riff che si possa ricordare l'ha sempre regalato.
Penso all'assolo finale di Many Too Many e a quello al centro di Burning Rope
L'assolo di Abacab, soprattutto dal vivo e i bei riff di Dodo
Il grande contributo sul finale di Mama o Home By the Sea
I riffaccioni di Calling o The Dividing Line, il finale di No Son of Mine, il Bell riff di Driving the lady Spike.

In ogni album insomma il suo contributo c'è, per quanto limitato e tecnicamente non faccia gridare al miracolo.

Su IT no. Anche da quel punto di vista zero assoluto. Anche, purtroppo, a causa del fatto che su questo album usa il Guitar Synth mentre da WCD tornerá alle chitarre elettriche tradizionali.

Duke59 wrote:"

Eh si ... però - con il senno di poi - bisognerebbe far notare a Mike che Stuermer ha lavorato in studio con Collins per tutti i suoi album -eccetto uno mi pare, Both sides - adattandosi perfettamente al genere che gli veniva richiesto di suonare.

Detto questo anche io, senza nulla togliere al buon Stuermer, avrei preferito un chitarrista meno jazz oriented, più melodico e meno biru-biru e più in linea con lo stile rock-pop-gressive che la band ha preso da ATTWT in poi.

Posso solo immaginare la faccia che deve aver fatto il chitarrista americano quando ha sentito Abacab per la prima volta (voci di corridoio mi dicono che all'attacco dell''armonica su “Another record” fosse corso in bagno [:D] )



.


Stuermer ha suonato sia nei dischi solisti di Phil, che in quelli di Mike (il famigerato Acting Very Strange), che in quelli "della presenza ingombrante". Altro che "non possiamo lavorare in studio con chi ha uno stile diverso" [:-j]

Detto questo a me lo stile di Stuermer non esalta particolarmente. Forse avrebbero dovuto cercare altro. Uno meno biru biru come dici tu [:D]
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby Duke59 » 18 Mar 2026, 15:30

.
Finalmente riesco a scrivere due righe in merito alle interessanti osservazioni tecniche di High sulle sonorità delle tastiere di quegli anni. [:)]

highinfidelity wrote:In generale, col volgere degli anni '80 entrano nello scenario musicale due tecnologie: la sintesi a modulazione di frequenza, e la sintesi mediante campionamento. In quegli anni seguivo ancora con grande entusiasmo le evulozioni dei sintetizzatori per due ordini di ragioni: la prima è che ero sempre desideroso di ascoltare timbri nuovi, specialmente se non esistenti in natura e dunque mai uditi prima da orecchio umano, e mi illudevo che questo sviluppo potesse non avere mai fine, con novità sempre più interessanti (non sarà così).


Eh infatti … tante promesse poi non mantenute.

highinfidelity wrote:La seconda è che speravo sempre che si potesse risolvere un problema veramente annoso e che coi miei sodali ci trascinavamo dietro da sempre: avere un sintetizzatore che potesse emulare in modo decente un pianoforte acustico, strumento fondamentale in musica per ragioni che è persino inutile spiegare, ma che era di fatto intrasportabile e del quale quindi non si disponeva mai, salvo le rarissime occasioni in cui lo studio o il locale dove si suonava per caso non ne avesse uno residente. Quello che non potevo immaginare è che si trattasse invece degli anni in cui l'uso creativo dei sintetizzatori sarebbe tramontato, in attesa di un risorgimento che pare non sopraggiunga mai.


Diciamo che suoni decenti di pianoforte sono arrivati in tempi successivi con il perfezionamento della tecnica del campionamento e la costruzione di master keyboard pesate che riproducono alla perfezione la dinamica dei tasti di un pianoforte. In quegli anni invece se non ti potevi permettere uno Yamaha CP 70 (oppure 80) i suoni di pianoforte acustico erano piuttosto approssimativi. Da questo punto di vista il DX7 con i suoi pianoforti scampanellanti divenne un comodo sostituto tanto da essere usato ovunque finendo così con l'aggiungere un nuovo standard ai suoni di piano.

highinfidelity wrote:Come si colloca Tony in questo contesto?

Innanzi tutto, dal lato dei synth analogici classici a sintesi sottrattiva, manda già in pensione l'interessante ARP Quadra,


Se non sbaglio l'ARP Quadra è quello del solista abrasivo di Abacab nonché responsabile di alcuni dei suoni di Dodo/Lurker, corretto?

highinfidelity wrote:mentre mantiene il Prophet 10 per tutti i pad di sottofondo e i classici suoni di lead analogici. Acquista inoltre il Roland Super Jupiter in rack, altro synth a sintesi sottrattiva, non lontanissimo dal Prophet 10 come impostazione timbrica a dire il vero, ma evidentemente Tony aveva ascoltato qualcosa che l’aveva particolarmente convinto da altri musicisti in voga nel periodo (vogliamo per esempio dire Nick Rhodes dei Duran Duran?).

Riguardo invece le novità, entra in scena il Synclavier II. Si tratta di un sintetizzatore diabolico, costoso come un alloggio (di lusso), in grado di fare praticamente qualunque cosa, ma sostanzialmente ingestibile e con un manuale d'uso dello spessore di un'enciclopedia. Giova ricordare che i Kraftwerk - non certo degli sprovveduti, nemmeno dal lato tecnico - entrarono in crisi nera perché si fissarono a voler esplorare a fondo le possibilità timbriche del Synclavier e, sostanzialmente, non ne vennero più fuori. [...]


Con il Synclavier Frank Zappa realizzò un intero album nel 1984 intitolato “Francesco Zappa” in cui aveva programmato il Synclavier per eseguire le partiture di un suo omonimo musicista classico italiano, tal Francesco Zappa: violoncellista e compositore vissuto tra l'Italia e l'Olanda dal 1717 al 1803. Si trattava di partiture prive di diritto d'autore e Zappa le acquistò da una biblioteca in cui le aveva trovate per poi farle “suonare” dal Synclavier.

Qui uno dei brani a titolo di esempio

Opus I - 2nd Movement Allegro (1984)
https://youtu.be/TbMGzcivZjU?si=aJhpPWSUf3UyLxS4

Un interessante gioco che finanziariamente svincolò Zappa dalla necessità di ingaggiare musicisti per eseguire le partiture, consentendogli anche di sperimentare con le sonorità del Synclavier.

Zappa produrrà poi un altro album “Jazz from hell” con sue composizioni originali nel 1986 in cui il Synclavier viene usato massicciamente anche in unione a campionamenti di strumenti rock presi da esibizioni live.

Qui un breve filmato di 9 minuti dove si vede Zappa al lavoro con il Synclavier e dove si analizza tecnicamente il suo stile musicale e la tecnica di composizione del brano.

https://youtu.be/Q7ehOzed3Bo?si=nd_bxwkYWdF4YgoR

Ovviamente l'approccio di Banks alle nuove tecnologie fu completamente diverso e meno cervellotico di quello dell'ossessivo-compulsivo Zappa che dovette inserire A MANO UNA PER UNA tutte quelle note che si vedono scorrere usando quegli scomodissimi monitor monocromatici. Va riconosciuta a Zappa una grande capacità di immaginare linee melodiche ed armoniche pur senza saperle eseguire materialmente. Un approccio da compositore nel senso ampio del termine.

L'approccio di Banks invece fu quello più “normale” da tastierista di una rock band alla ricerca di suoni originali e che potessero anche emulare i timbri richiesti per i brani più vecchi in cui aveva usato altri strumenti.


highinfidelity wrote:Nel frattempo era arrivato sul mercato anche il ben più economico campionatore EMU Emulator II, che Tony adotterà immediatamente e utilizzerà molto nelle canzoni di Invisible Touch, in particolare in The Brazilian (e vedremo come).
[...]
Per quanto riguarda invece la sintesi in modulazione di frequenza, Tony acquisterà il sintetizzatore Yamaha DX7, tastiera assolutamente imprescindibile per chiunque nel periodo storico in esame. Ricordo anzi che in quegli anni avevo in camera un poster di Tony che ne suonava due contemporaneamente! [8D]


Potrei sbagliare ma il solista campanelloso sul crescendo finale di “Second home by the sea” sembra un tipico preset di un DX7.

highinfidelity wrote:Occorre dire che la sintesi in modulazione di frequenza non era veramente una novità: difatti persino i primi synth modulari, se cablati in modo opportuno, la consentivano; e anche il Synclavier II la offriva. Ma la DX7 portò questa tecnica di sintesi a un altro livello di utilizzabilità e di economicità, con risultati timbrici di un’efficacia pazzesca e un successo commerciale meritatissimo. Ciò che ci si proponeva di fare con questa tecnica era di superare i limiti tipici della sintesi sottrattiva, particolarmente per quanto riguardava i transienti di carattere metallico o vetroso tipici di molti attacchi degli strumenti reali. Il risultato sono suoni di piano elettrico molto convincenti, synth lead molto aggressivi e graffianti, oltre a tutta una serie di campanellini e percussioni varie, tradizionalmente molto difficili da implementare in modo efficace con le altre tenciche di sintesi.
[...]
Tony era sempre stato uno sperimentatore, ma più che altro la sua arte consisteva nel saper abbinare e sovrapporre suoni in modi originali, non era veramente un programmatore in senso stretto. E di fronte alla DX7 dovette in ogni caso deporre le armi.


Concordo. Tony non si imbarcò mai sulla strada dei Brian Eno o di Tomita o di Walter/Wendy Carlos o di J.M. Jarre.

Personalmente ho sempre preferito il suono “grasso” dei vecchi synth analogici ai suoni più “freddi” del digitale e trovo che il timbro di un buon pianoforte acustico od elettrico possa essere superiore al più indovinato dei suoni sintetici di nuova generazione, anche se inizialmente, ascoltando ad esempio l'uso del Fairlight fatto da Peter sul suo album IV, avevo pensato che si sarebbe aperta un'era di sperimentazione elettronico-artistica di altissimo livello.

Purtroppo, tranne rare eccezioni, ho l'impressione che il campionamento sia poi stato sfruttato più per riprodurre in economia suoni già esistenti (vedi le gigantesche librerie di suoni orchestrali campionati o di campionamenti di Synth iconici presenti oggi sul mercato) che per ampliare la tavolozza dei colori dei musicisti. Probabilmente l'uso più esteso ed “innovativo” dei campionamenti oggi avviene nel campo degli effetti sonori per cinema e tv.

Tanto per dare un'idea di quanto fu veloce l'evoluzione tecnologica dei campionamenti posso raccontare come a partire da strumenti dal costo impossibile come il Fairlight CMI che vedeva la luce nel 1979, l'Emulator che nasceva nel 1984 più o meno insieme al Synclavier in grado di campionare suoni, da lì a poco, nei primissimi anni '90, io potei acquistare per un prezzo ridicolo (mi sembra una cosa tipo 40.000 lire) una microtastierina CASIO (circa 40 x 15 cm) alimentata a batterie e dotata di un mini campionatore incorporato!!!!

Bastava attivare la modalità di campionamento e qualunque suono captato dal microfono della tastierina veniva immagazzinato e poi era possibile suonarlo sull'estensione di un paio di ottave anche in polifonia.

Una cosa che fino a pochissimi anni prima sarebbe sembrata fantascienza.

Con alcuni amici musicisti facemmo anche alcune cose ignobili usando quella tastierina, tipo campionare suoni di colpi di tosse o schiarimenti di gola o parole per poi usarli per creare dei pattern ritmico-armonici. In quel momento sembrava che il campionamento dovesse dare il via ad una rivoluzione artistica ma in effetti così non fu. L'uso dei campionamenti è diventato la fonte principale per suoni strani (e spesso fastidiosi) inseriti nel rap nella trap e simili.

All'epoca acquistai anche un Roland D50, un synth polifonico che mescolava la classica sintesi analogica (sottrattiva) con i campionamenti usati principalmente per riprodurre l'attacco dei vari suoni. Un ottimo synth che usai forse all 1% delle sue possibilità [:(] e che poi vendetti quando cessai di fare attivamente musica nel 1993.

Invece non ero mai stato particolarmente attratto dai suoni percussivi generati con la Modulazione di Frequenza del DX7, che provai ma che non mi piacque (ero molto attratto dai suoni sinfonici e il DX7, come da te ricordato, non era certo adatto a quel tipo di sonorità). Quei pianoforti campanellosi che si portavano appresso un alone di nebbia ronzante con leggeri battimenti sullo sfondo non mi avevano mai attratto particolarmente, anche se poi sono diventati iconici.

Le tastiere su cui ebbi modo di mettere la mani di cui più ho apprezzato il suono furono un piano elettrico Wurlitzer e un synth polifonico di cui non ricordo la marca che aveva degli accettabili cori e strings e che presi a noleggio.


<piccolo OT ma non troppo>

Un caso particolare invece furono un ARP Odissey e pianoforte acustico verticale che erano di proprietà del celebre quanto effimero gruppo astigiano “la Locanda delle fate”. Questi strumenti infatti si trovavano nella cantinaccia di Asti trasformata in pseudo sala prove dove suonicchiavo con i miei amici e dove aveva provato la Locanda quando pochi anni prima era uscito “Forse le lucciole non si amano più”.

In precedenza avevo visto la Locanda suonare delle cover da The Lamb e quindi quando scoprìi che era proprio in quella cantinaccia che era nato “Forse le lucciole non si amano più” per me fu un po' come se fossi andato a fare una schitarrata con amici agli studi The Farm dei Genesis! [:-D]

Mi ricordo che con quell'ARP Odyssey feci un sacco di esperimenti tirando fuori dei suoni assurdi e andando avanti ad improvvisare per ore e ore “musica elettronica” stile Kraftwerk insieme al mio amico chitarrista [:D] . Noi ci divertivamo ma se qualcuno ci avesse ascoltati dopo 10 minuti sarebbe svenuto. Altro che “ The waiting room” [:-D] [:-D]

Purtroppo non ho mai avuto modo di incontrare i musicisti della Locanda di persona, anche se la cantinaccia era di proprietà di uno di loro, perchè quando iniziai a suonare con i miei amici a fine 1981 la Locanda si era già sciolta nel 1980. Però tempo dopo conobbi superficialmente il bravissimo tastierista barbuto Oscar Mazzoglio che per un certo tempo, dopo la fine del gruppo, fu costretto a lavorare prima come commesso in un negozio di strumenti musicali e poi come spazzino (lo si vedeva in giro per le strade della città con la divisa della nettezza urbana a raccogliere i rifiuti e questo fa capire quanto possa essere difficile la vita del musicista). Poi in anni successivi Mazzoglio mise ovviamente a frutto le sue capacità e divenne fonico per grandi produzioni teatrali di livello nazionale. Conobbi superficialmente anche il batterista della Locanda Giorgio Gardino che nella vita faceva il metalmeccanico e che, chiusa la Locanda, prese a suonare disco music nelle discoteche con un mio amico chitarrista.

Questa è la vita del 95% dei musicisti.

<fine OT>

Tornando a Tony, il cambio delle sonorità delle sue tastiere da Duke (1980) ad Abacab (1981) fu percepibile, ma rimase in ambiti accettabili. Impressionante fu invece (in senso negativo) il salto delle sonorità delle tastiere da Abacab (1981) a Genesis (1983) e poi a IT (1986). Nel mezzo va ricordato pure l'album solista di Tony “The fugitive” (1983) sul quale il cambio delle sonorità del suo parco tastiere suona piuttosto evidente. Devo dire che sul momento l'uso di questi suoni “innovativi” non mi diede particolarmente fastidio perché inserito nel contesto di quegli anni sembrava coerente. Oggi però quelle scelte mostrano molti limiti.

Ricordo anche che - pochi anni dopo - all'uscita del concerto di Nizza del tour di “We can dance” nel 1992 discutevo con i miei amici dell'insoddisfazione per le sonorità “fredde” delle tastiere che avevo sentito nel concerto.

Ma ora penso di poter dire che su “We can dance” il suono di Tony fosse comunque migliorato rispetto a Genesis e IT (vedremo tra breve che effetto mi farà l'ascolto dell'album).

Paradossalmente furono gruppi più marcatamente pop a fare un uso più incisivo delle nuove tecnologie di quegli anni rispetto a band più pop-gressive e neo-progressive.

Un esempio notevole di ciò lo abbiamo in casa con un gruppo secondo me ingiustamente sottovalutato come i Matia Bazar che in quegli anni sfruttò le innovazioni tecnologiche per fare un balzo qualitativo incredibile verso sonorità più elettroniche che ancor oggi destano interesse.

Un paio di esempi notevoli

Elettroshock (1983)
(NOTA: si sente il DX7 che suona la melodia strumentale scampanellata principale che nel finale viene ripetuta molte volte.)
https://youtu.be/npUlAHv98s0?si=do1c69Q9ETSDGbxb

Angelina (1985)
(NOTA: anche qua un DX7 scampanella sin dall'inizio)
https://youtu.be/LYp5AKnBftQ?si=5-R1vXCULY62C4Nl

per non dire del grande Thomas Dolby, per me un vero genio
Dissidents
https://youtu.be/YMq5QNAl2nE?si=1jAgSg85JOJq9CNI




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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby rkive » 18 Mar 2026, 17:10

The Brazilian ha a che fare con il Brasile?

In sottofondo ci sono delle percussioni quasi brasiliane, perché sono del tipo suonate in Mercy Street da Djalma Correa.

A meno che Tony le ha messe solo per giustificare il titolo. [:D]
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby aorlansky60 » 18 Mar 2026, 18:37

DUKE ha scritto :

"Con il Synclavier Frank Zappa realizzò un intero album nel 1984 intitolato “Francesco Zappa” in cui aveva programmato il Synclavier per eseguire le partiture di un suo omonimo musicista classico italiano, tal Francesco Zappa: violoncellista e compositore vissuto tra l'Italia e l'Olanda dal 1717 al 1803. Si trattava di partiture prive di diritto d'autore e Zappa le acquistò da una biblioteca in cui le aveva trovate per poi farle “suonare” dal Synclavier."

Posseggo questo titolo (come la quasi totalità degli albums di ZAPPA) ma devo mettere in guardia chi fosse interessato ad eventuale acquisto: disco decisamente soporifero basato esclusivamente su suoni ricavati appunto dal Synclavier, direi che va benissimo per cercare di addormentarsi in alternativa a prodotti a base di melatonina... [:D]


"Zappa produrrà poi un altro album “Jazz from hell” con sue composizioni originali nel 1986 in cui il Synclavier viene usato massicciamente anche in unione a campionamenti di strumenti rock presi da esibizioni live."

Titolo decisamente più INTERESSANTE, tutto strumentale e sicuramente da consigliare.



"Ricordo anche che all'uscita del concerto di Nizza del tour di “We can dance” nel 1992 discutevo con i miei amici dell'insoddisfazione per le sonorità “fredde” delle tastiere che avevo sentito nel concerto. Ma ora penso di poter dire che su “We can't dance” il suono di Tony fosse comunque migliorato rispetto a Genesis e IT (vedremo tra breve che effetto mi farà l'ascolto dell'album)."

Non intendo influenzarti ma ti posso ASSICURARE che 'We can't dance' è decisamente TUTTO UN ALTRO MONDO rispetto alla "orrida trimurti" e non solo per "il suono" dei synths... a parte che lo conoscevo già (e meglio) dei due precedenti albums ma il riascolto che stò operando in questi giorni me lo conferma in pieno.
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby Thomas Eiselberg » 18 Mar 2026, 20:45

Molto interessanti le considerazioni di Duke59 (e ovviamente quelle precedenti di High). Non essendo un esperto mi limito a leggere con molta curiosità.
Su questo passo però sono particolarmente d'accordo perchè, da profano, è esattamente il mio pensiero


Duke59 wrote:
Tornando a Tony, il cambio delle sonorità delle sue tastiere da Duke (1980) ad Abacab (1981) fu percepibile, ma rimase in ambiti accettabili. Impressionante fu invece (in senso negativo) il salto delle sonorità delle tastiere da Abacab (1981) a Genesis (1983) e poi a IT (1986). Nel mezzo va ricordato pure l'album solista di Tony “The fugitive” (1983) sul quale il cambio delle sonorità del suo parco tastiere suona piuttosto evidente. Devo dire che sul momento l'uso di questi suoni “innovativi” non mi diede particolarmente fastidio perché inserito nel contesto di quegli anni sembrava coerente. Oggi però quelle scelte mostrano molti limiti.

Ricordo anche che - pochi anni dopo - all'uscita del concerto di Nizza del tour di “We can dance” nel 1992 discutevo con i miei amici dell'insoddisfazione per le sonorità “fredde” delle tastiere che avevo sentito nel concerto.

Ma ora penso di poter dire che su “We can dance” il suono di Tony fosse comunque migliorato rispetto a Genesis e IT (vedremo tra breve che effetto mi farà l'ascolto dell'album).

Paradossalmente furono gruppi più marcatamente pop a fare un uso più incisivo delle nuove tecnologie di quegli anni rispetto a band più pop-gressive e neo-progressive.




Io credo che certe sonorità (da Genesis in poi) all'epoca fossero percepite molto meglio, suonassero molto più fresche ma siano invecchiate malissimo. Forse se avessi ascoltato quei dischi alla loro uscita ne avrei avuto un'opinione diversa (dal punto di vista del sound). Credo anche io che un WCD, paradossalmente, alla sua uscita suonasse addirittura più "vecchio" e troppo "classico" a livello di sound ma giá dopo qualche anno le cose devono essere cambiate, visto che riascoltando negli anni e pure adesso in attesa del topic dedicato, continua a sembrarmi molto più pulito, fresco, sobrio (magari all'epoca era un minus). Da un certo punto di vista si torna ad un sound che richiama un po' Duke, per quanto siano ancora presenti delle "plasticosità". Parlando insomma da persona che quegli anni non li ha vissuti "consapevolmente", riascoltando anni dopo la loro uscita Abacab e IT paradossalmente a livello di sound mi risulta più "fresco" e meno pesante Abacab (parlo di suoni non di composizione).

Concordo anche sul fatto che certe tecnologie siano state sfruttate meglio in ambito prettamente pop. I nostri ci si sono divertiti,diciamo così, ma non ne hanno tirato fuori cose memorabili, non era roba per loro (a mio avviso) e quello che poteva essere visto come un passo indietro (a livello di sperimentazione dei suoni) all'epoca dell'uscita di WCD a me invece fa l'effetto di un "ritorno alle origini", per quanto solo in parte.
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby TDuke » 18 Mar 2026, 21:39

aorlansky60 wrote:
Non intendo influenzarti ma ti posso ASSICURARE che 'We can't dance' è decisamente TUTTO UN ALTRO MONDO rispetto alla "orrida trimurti" e non solo per "il suono" dei synths... a parte che lo conoscevo già (e meglio) dei due precedenti albums ma il riascolto che stò operando in questi giorni me lo conferma in pieno.


Probabilmente è un "po' meglio" (più per sonorità che per contenuti a mio avviso ) ma di sicuro non si staglia dalla mediocrità di un onesto album pop che come gli altri precedenti, si fa ascoltare ma lascia pochissimo... [;)]
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby Thomas Eiselberg » 18 Mar 2026, 22:31

aorlansky60 wrote:Non intendo influenzarti ma ti posso ASSICURARE che 'We can't dance' è decisamente TUTTO UN ALTRO MONDO rispetto alla "orrida trimurti" e non solo per "il suono" dei synths... a parte che lo conoscevo già (e meglio) dei due precedenti albums ma il riascolto che stò operando in questi giorni me lo conferma in pieno.


[^]


TDuke wrote:

Probabilmente è un "po' meglio" (più per sonorità che per contenuti a mio avviso ) ma di sicuro non si staglia dalla mediocrità di un onesto album pop che come gli altri precedenti, si fa ascoltare ma lascia pochissimo... [;)]


Invece si stacca pure per contenuti. [:D]
Lo sto riascoltando (è uno di quelli che ascolto più spesso tra l'altro, qualcosa vorrà pur dire) e non capisco come possa non essere considerato un nettissimo passo in avanti rispetto ai precedenti (pur contenendo anch'esso delle schifezze, quello si) [:D]

Tra poco (domani? [:-I] ) spiegherò meglio nel topic specifico.
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby aorlansky60 » 19 Mar 2026, 07:32

THOMAS ha scritto [riferito a WCD] :

Lo sto riascoltando (è uno di quelli che ascolto più spesso tra l'altro, qualcosa vorrà pur dire) e non capisco come possa non essere considerato un nettissimo passo in avanti rispetto ai precedenti (pur contenendo anch'esso delle schifezze, quello si) [:D]

uhmmm... [:-I] Confesso che appena ho letto questo ho iniziato a preoccuparmi non poco, soprattutto per la frase che ho evidenziato... che io mi stia 'ammorbidendo' con gli anni che avanzano??? [:-|] [:D]

perchè io di "schifezz" a dir la verità non ne ho individuate mica tante in WCD, al massimo 2 canzoni, anzi direi che l'album scorre via fluido che è un piacere all'ascolto... [:)]
d'accordo: non sarà ROCK 100% (ma la titletrack lo è, dannatamente riuscita nel suo picchiare duro) [:p] ma la maggioranza di canzoni (chiamatele col genere che volete) sono caratterizzate da una produzione molto attenta e da arrangiamenti ricercati e raffinati che denotano un progetto 'pensato e riflettuto' nella scrittura dei brani, al contrario dei 2 precedenti (soprattutto IT) che sembrano essere venuti fuori "alla c[CENSORED]" con i brani improvvisati in studio senza alcun elemento portato prima dai tre amigos...

oh, poi come al solito è sempre "una questione di gusti", ma io che NON osservo i TESTI e vado subito AL SODO (per quello che la PROGRESSIONE e la MELODIA dicono al mio cervello, compresa LA SCELTA DEI SUONI) trovo che WCD corrisponda MOLTO BENE a soddisfare criteri POP ROCK al meglio e non deve stupire che anche questo fu premiato da alto successo di vendite, il che comincia a farmi ricredere sulla 'media di quoziente di intelligenza' della "massa" una volta tanto... [:D]
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby TDuke » 19 Mar 2026, 08:26

aorlansky60 wrote:
uhmmm... [:-I] Confesso che appena ho letto questo ho iniziato a preoccuparmi non poco, soprattutto per la frase che ho evidenziato... che io mi stia 'ammorbidendo' con gli anni che avanzano??? [:-|] [:D]


Sono sensibilità diverse in base ai gusti personali, tutto qua, certamente il suono è diverso ma semplicemente perchè è passato qualche anno ed i ns ancora una volta si sono efficacemente adeguati, personalmente continuo a preferigli (di poco ) "Genesis - Mama" che ha almeno un paio di pezzi decisamente "buoni" , fermo restando appunto che dall'orrido Abacab in poi stiamo comunque parlando, per me, di sfumature di mediocrità... [;)]


d'accordo: non sarà ROCK 100% (ma la titletrack lo è, dannatamente riuscita nel suo picchiare duro) [:p]


"I can't dance" è un pezzo POP ROCK sicuramente riuscito (ma pezzi riusciti ce n'erano anche nei precendeti) anche grazie ad un riff di chitarra elettrica molto elementare (diciamolo) che certamente era "necessario" nel sound dei ns, ma poi ci sono gli altri 11 brani che di rock non hanno praticamente nulla o quasi, quindi non direi proprio "non sarà al Rock al 100%" ma semmai è un po' rock al 10% per cento (ad esser buoni) [:D]


premiato da alto successo di vendite, il che comincia a farmi ricredere sulla 'media di quoziente di intelligenza' della "massa" una volta tanto... [:D]


Anche gli altri sono stati molto premiati dalle vendite, WCD è l'album che ha venduto di più ma non di molto rispetto ad IT, quindi la teoria del pubblico improvvisamente folgorato dal risveglio artistico creativo dei ns non regge tantissimo... Erano i Genesis all'apice , qualsiasi cosa avessero fatto sarebbe balzata al top della classifica, come appunto del resto successe con gli album precedenti [;)]
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby aorlansky60 » 19 Mar 2026, 10:21

TDuke wrote:
aorlansky60 wrote:


d'accordo: non sarà ROCK 100% (ma la titletrack lo è, dannatamente riuscita nel suo picchiare duro) [:p]


"I can't dance" è un pezzo POP ROCK sicuramente riuscito (ma pezzi riusciti ce n'erano anche nei precendenti) anche grazie ad un riff di chitarra elettrica molto elementare (diciamolo)



Si tratta proprio DEL 'SUO' BELLO! Il dettaglio che lo CARATTERIZZA.
MINIMALISMO STRUMENTALE espresso ai minimi termini (ma non in POTENZA) per un RITMO TRIBALE e una PROGRESSIONE MARZIALE. (ma stò anticipando troppo quello che ho scritto sul brano). SI PICCHIA DURO (senza concedere NULLA al resto) E BASTA. [:p]
Io lo trovo MOLTO BUONO. (e RIUSCITO). E non è l'unico a recarmi quest'impressione positiva, da WCD...
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby Thomas Eiselberg » 19 Mar 2026, 10:35

aorlansky60 wrote:THOMAS ha scritto [riferito a WCD] :

uhmmm... [:-I] Confesso che appena ho letto questo ho iniziato a preoccuparmi non poco, soprattutto per la frase che ho evidenziato... che io mi stia 'ammorbidendo' con gli anni che avanzano??? [:-|] [:D]

perchè io di "schifezz" a dir la verità non ne ho individuate mica tante in WCD, al massimo 2 canzoni, anzi direi che l'album scorre via fluido che è un piacere all'ascolto... [:)]

d'accordo: non sarà ROCK 100% (ma la titletrack lo è, dannatamente riuscita nel suo picchiare duro) [:p] ma la maggioranza di canzoni (chiamatele col genere che volete) sono caratterizzate da una produzione molto attenta e da arrangiamenti ricercati e raffinati che denotano un progetto 'pensato e riflettuto' nella scrittura dei brani, al contrario dei 2 precedenti (soprattutto IT) che sembrano essere venuti fuori "alla c[CENSORED]" con i brani improvvisati in studio senza alcun elemento portato prima dai tre amigos...


Si, diciamo schifezze rispetto al resto. Roba mediocre (un paio di pezzi scarsi ci sono però) al massimo.
Come dici tu a certo abissi per fortuna però non ci arriviamo, anche grazie ad una produzione decisamente migliore rispetto ai due album precedenti e a degli arrangiamenti raffinati che riescono a rendere anche i pezzi più brutti quantomeno sempre ascoltabili.

Ma ne parleremo tra poco [:D]

TDuke wrote:fermo restando appunto che dall'orrido Abacab in poi stiamo comunque parlando, per me, di sfumature di mediocrità... [;)]


Per me è il migliore dai tempi di Duke invece. [:D]

TDuke wrote:"I can't dance" è un pezzo POP ROCK sicuramente riuscito (ma pezzi riusciti ce n'erano anche nei precendeti) anche grazie ad un riff di chitarra elettrica molto elementare (diciamolo) che certamente era "necessario" nel sound dei ns, ma poi ci sono gli altri 11 brani che di rock non hanno praticamente nulla o quasi, quindi non direi proprio "non sarà al Rock al 100%" ma semmai è un po' rock al 10% per cento (ad esser buoni) [:D]


Non sarà rock and roll o metal ma più del 50% dell'album (parlo di durata) è composto da pezzi che tutto sono meno che pop canonico.
Inutile citare i pezzi qui. Devo proprio aprire il topic perchè vedo che i tempi sono maturi [:D]


TDuke wrote:Anche gli altri sono stati molto premiati dalle vendite, WCD è l'album che ha venduto di più ma non di molto rispetto ad IT, quindi la teoria del pubblico improvvisamente folgorato dal risveglio artistico creativo dei ns non regge tantissimo... Erano i Genesis all'apice , qualsiasi cosa avessero fatto sarebbe balzata al top della classifica, come appunto del resto successe con gli album precedenti [;)]


Beh, non di molto proprio no. Tra gli 8 scarsi di IT e i 15 di WCD ci passano 6/7 milioni. Chiamali pochi. Sono più di quanto hanno venduto tutti gli altri album esclusi i 2 nominati.
Erano i Genesis all'apice ma tu secondo me ne fornisci un quadro troppo semplicistico. [:-I]
Nel 1991 erano passati 5 anni da IT. Il boom degli anni '80 era finito, Phil non faceva più certi numeri nemmeno da solista (guarda Both Sides uscito di lì a poco). Un gruppo che si ripresenta sulle scene 5 anni dopo l'album precedente (in un quadro musicale completamente mutato) e vende 15 milioni di copie non è una cosa banale, tutt'altro.
Avessero sfornato un disco simile ad IT nel 1987 o 1988 avrebbe avuto più senso, in realtà parliamo di due dischi strutturati in maniera diversa usciti a più di 5 anni di distanza senza grossi traini portati dalle carriere soliste. Secondo me non si può ridurre tutto a "avrebbero venduto tanto in ogni caso con qualunque album"

Vabbè ho capito, tra un po' apro il topic. [:D]
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby Thomas Eiselberg » 19 Mar 2026, 10:42

Nel frattempo decreto vincitrice Domino e retroCessa Anything She does [:D]
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby aorlansky60 » 19 Mar 2026, 10:59

Thomas Eiselberg wrote:Nel frattempo decreto vincitrice Domino e retroCessa 'Anything She does' [:D]


Non solo mi ritrovo MOLTO d'ACCORDO sull'ultima pos. raggiunta da "She does" ma...
apprezzo decisamente anche la sottile metafora che si può cogliere nella parola che ho evidenziato, meglio ancora se indicato "al maschile"(brano anzichè canzone) [:-I] non so se avete colto [:D] (tutto il sarcasmo che posso riservare ad una nullità del genere...)
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby TDuke » 19 Mar 2026, 11:53

Thomas Eiselberg wrote:[

Non sarà rock and roll o metal ma più del 50% dell'album (parlo di durata) è composto da pezzi che tutto sono meno che pop canonico.
Inutile citare i pezzi qui. Devo proprio aprire il topic perchè vedo che i tempi sono maturi [:D]


Inutile tirare fuori il metal o altre derivazioni del rock, possiamo parlare (e non sono d'accordo ma ne riparleremo nel topic specifico) di pop-rock elegante ma di "rock" a parte (un po' ) la title track non c'è quasi nulla in questo album, ma vale anche per i precedenti eh... qua si parla pop-rock "pieno", ed anche di quello più patinato fra l'altro [;)]


Thomas Eiselberg wrote:[
Beh, non di molto proprio no. Tra gli 8 scarsi di IT e i 15 di WCD ci passano 6/7 milioni. Chiamali pochi. Sono più di quanto hanno venduto tutti gli altri album esclusi i 2 nominati.
Erano i Genesis all'apice ma tu secondo me ne fornisci un quadro troppo semplicistico. [:-I]
]



Scusami Thomas ma non mi sono trovato con questi numeri (in effetti era da un po' che avevo dei dubbi) è Invisible Touch l'album più venduto dei Genesis (15 milioni "worldwide" + 6 milioni nei soli USA seguito poi dai "We can't dance" con circa 15 milioni totali quindi semmai è la situazione opposta a quella che citi , anzi secondo alcuni siti con i suoi ben 5 single piazzati nei top 5 USA (recordo assoluto della band) le vendite complessive per IT arrivano più plausibilmente intorno ai 21 milioni di dischi (fonte: www.accio.com) [;)] [O:-)]
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby Thomas Eiselberg » 19 Mar 2026, 12:26

TDuke wrote:

Inutile tirare fuori il metal o altre derivazioni del rock, possiamo parlare (e non sono d'accordo ma ne riparleremo nel topic specifico) di pop-rock elegante ma di "rock" a parte (un po' ) la title track non c'è quasi nulla in questo album, ma vale anche per i precedenti eh... qua si parla pop-rock "pieno", ed anche di quello più patinato fra l'altro [;)]


Non è che certe definizioni le tiro fuori io, sono abbastanza oggettive eh. Poi se per te dei pezzi che durano 10/8/7 minuti con vari cambi d'atmosfera e tempo sono semplicemente "pop" allora non so cosa dirti. Abbiamo due diverse concezioni di pop. Pop è I Can't Dance ma non Dreaming While You Sleep o Living Forever (per non citare direttamente i pezzi prog a tutto tondo dell' album). Poi se non piacciono è un altro conto ma questi pezzi non possono essere (per me) considerati come banale pop. Non si rivolgono a quel tipo di pubblico.
Chiamalo tu come preferisci: neo prog, popressive, Prog danzereccio. La sostanza non cambia [:D]



TDuke wrote:Scusami Thomas ma non mi sono trovato con questi numeri (in effetti era da un po' che avevo dei dubbi) è Invisible Touch l'album più venduto dei Genesis (15 milioni "worldwide" + 6 milioni nei soli USA seguito poi dai "We can't dance" con circa 15 milioni totali quindi semmai è la situazione opposta a quella che citi , anzi secondo alcuni siti con i suoi ben 5 single piazzati nei top 5 USA (recordo assoluto della band) le vendite complessive per IT arrivano più plausibilmente intorno ai 21 milioni di dischi (fonte: http://www.accio.com) [;)] [O:-)]


I numeri certificati quindi "ufficiali" sono questi

https://bestsellingalbums.org/artist/4638

Numeri che ho letto anche su altri siti e decisamente attendibili visto che sono basati, appunto, sulle certificazioni ufficiali. Non a sensazione. Poi certo al 100% non siamo sicuri di nulla, uno ci può mettere quello che vuole per "fare numero", i singoli o gli album venduti nel corso degli ultimi anni che magari spostano un po' la situazione (ma non di molto).
Ma ribadisco questi sono i numeri "ufficiali", non basati sulla percezione di questo o quel sito (occhio a citare l'intelligenza artificiale come fonte attendibile perché spesso si prendono cantonate [:D] . E' tra l'altro uno dei problemi di questi tempi ma sarebbe un discorso lungo e OT ) [;)]
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby TDuke » 19 Mar 2026, 12:49

A parte che "anche andando a sensazione" che non so cosa voglia dire [:D] mi sembrerebbe davvero poco plausibile che IT abbia venduto "solo" 7 milioni di copiema sono parecchie le fonti che citano i dati che ho riportato io, lo stesso Rolling Stones accredita IT come l'album più venduto dei nostri, ma ora , senza impantanarci in una "guerra" di numeri e fonti mi pare in ogni caso veramente non attendibile che WCD abbia venduto complessivamente quasi il doppio di IT suvvia [;)]

https://chartmasters.org/top-album/

Invisible Touch 12,970,000 5,819,000 4,088,000 2,810,000 874,000 21,510,000
We Can't Dance 13,780,000 3,550,000 2,770,000 1,410,000 578,000 19,042,000

Thomas Eiselberg wrote:
Non è che certe definizioni le tiro fuori io, sono abbastanza oggettive eh. Poi se per te dei pezzi che durano 10/8/7 minuti con vari cambi d'atmosfera e tempo sono semplicemente "pop" allora non so cosa dirti. Abbiamo due diverse concezioni di pop. Pop è I Can't Dance ma non Dreaming While You Sleep o Living Forever (per non citare direttamente i pezzi prog a tutto tondo dell' album). Poi se non piacciono è un altro conto ma questi pezzi non possono essere (per me) considerati come banale pop. Non si rivolgono a quel tipo di pubblico.
Chiamalo tu come preferisci: neo prog, popressive, Prog danzereccio. La sostanza non cambia [:D]


Mi pare che si stesse parlando di pezzi "rock" nel senso di "pezzo sostenuto" (dobbiamo veramente ricorrere alla definizione di rock?) infatti si parlava di pezzi come "I Can't dance" quindi non vedo cosa c'entri tirar fuori il discorso della lunghezza del brano che non ne determina necessariamente né il genere né la complessità in sè... passi anche "neo prog" Duke ma WCD proprio oggettivamente no eh [;)]
Last edited by TDuke on 19 Mar 2026, 13:00, edited 1 time in total.
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby Thomas Eiselberg » 19 Mar 2026, 12:58

TDuke wrote:A parte che "anche andando a sensazione" che non so cosa voglia dire [:D] mi sembrerebbe davvero poco plausibile che IT abbia venduto "solo" 7 milioni di albums ma sono parecchie le fonti che citano i dati che ho riportato io, lo stesso Rolling Stones accredita IT come l'album più venduto dei nostri, ma ora , senza impantanarci in una "guerra" di numeri e fonti mi pare in ogni caso veramente non attendibile che WCD abbia venduto complessivamente quasi il doppio di IT suvvia [;)]


A sensazione=a braccio, basandosi sulla percezione che IT abbia venduto tanto. [:D]
Poi se per te è più attendibile un sito che non specifica dove li ha presi quei numeri o l'intelligenza artificiale piuttosto che numero certificati (perchè quelli fanno testo), che ti devo dire [:D]
Ribadisco IT certi numeri li ha raggiunti complessivamente grazie ai singoli (e infatti è molto più commerciale), ma se parliamo solo di "album venduti" i numeri sono quelli, basati sulle certificazioni "ufficiali" (assegnazioni di dischi di platino, d'oro ecc ). Poi non sono 6 in più, forse sono 5, 4 (alcuni ci vogliono mettere pure i singoli che non c'azzeccano nulla con le vendite del disco in sé), ma la sostanza resta quella.
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby TDuke » 19 Mar 2026, 13:07

Anche "ChartMasters" è un sito che si basa sulle vendite certificate tanto è vero che al contrario di "bestsellingalbums" addirittura le va a dividire in modo analitico, da dove si può vedere inoltre che effettivamente parlando solo di album studio WCD ha venduto leggermente in più di IT (13780 vs 12970) contando poi i singoli IT diventa il più venduto, che cmq è una situazione generale ben diversa, perdonami, da quello che hai postato prima tu dove WCD quasi raddoppia le vendite di IT... però appunto finiamola là, non scadiamo ne " la mia fonte è più attendibile della tua" perchè non se ne esce [:D]
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby Thomas Eiselberg » 19 Mar 2026, 13:11

TDuke wrote:
https://chartmasters.org/top-album/

Invisible Touch 12,970,000 5,819,000 4,088,000 2,810,000 874,000 21,510,000
We Can't Dance 13,780,000 3,550,000 2,770,000 1,410,000 578,000 19,042,000



Anche sul sito che hai postato WCD risulta l'album più venduto alla sua uscita: 13 milioni e 800 mila contro 12 milioni e 900mila [J-,]

Poi, come ho scritto a questi numeri aggiungono cose un po' a caso, tipo "vendite di compilation che un album ha prodotto" (mah [:-|] ) per arrivare a quei numeri gonfiati lì: "Vendite ponderate" [:D]
Ma i dischi (non le cose collaterali aggiunte poi) confermano quanto sostengo io ( 1/2/5/27 milioni, resta il fatto che WCD , come album venduti, ha fatto meglio [:D] ) [;)]
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby rkive » 19 Mar 2026, 13:41

Retrocessa Anything She Does.

Diciamo che a i Genesis sono permessi solo brani esistenziali, fantascientifici o paesaggistici. [:-I]

Naturalmente vietato ogni riferimento al mondo femminile. [:D]
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby Duke59 » 19 Mar 2026, 13:58

Tra singoli e album le differenze possono essere notevoli. Se si prende ad esempio Crisis di Mike Oldfield che contiene le iperfamose “Moonlight shadow” e “Foreign affair” io credo che, nonostante il singolo abbia venduto innumerevoli copie arrivando nei primissimi posti in classifica in tutto il mondo, lo stesso non si possa dire dell'album.

L'album dovrebbe aver venduto poco meno di 1 milione di copie, ma non sono riuscito a trovare i numeri di vendita del singolo.

.
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby Thomas Eiselberg » 19 Mar 2026, 14:22

rkive wrote:Retrocessa Anything She Does.

Diciamo che a i Genesis sono permessi solo brani esistenziali, fantascientifici o paesaggistici. [:-I]

Naturalmente vietato ogni riferimento al mondo femminile. [:D]


In realtà però ha vinto una canzone (anche) d'amore. Certo con ambientazione apocalittica, quello si [:D]

Duke59 wrote:Tra singoli e album le differenze possono essere notevoli. Se si prende ad esempio Crisis di Mike Oldfield...


Mi sembra un esempio calzante.
Già è lì che sta l'inghippo. D'altronde credo che sia sotto l'occhio di tutti che IT sia quasi una raccolta di singoli, molto più che ogni altro album dei nostri.

Per questo possono venire fuori numeri anche molto diversi. Dipende da cosa si vuole considerare, su cosa ci si vuole concentrare: l'album in quanto tale e basta (come faccio io) o le vendite globali considerando tutte le cose correlate (alcune forzatamente) ad un album. [;)]
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby TDuke » 19 Mar 2026, 18:08

Thomas Eiselberg wrote:
Poi, come ho scritto a questi numeri aggiungono cose un po' a caso, tipo "vendite di compilation che un album ha prodotto" (mah [:-|] ) per arrivare a quei numeri gonfiati lì: "Vendite ponderate" [:D]
Ma i dischi (non le cose collaterali aggiunte poi) confermano quanto sostengo io ( 1/2/5/27 milioni, resta il fatto che WCD , come album venduti, ha fatto meglio [:D] ) [;)]


Appunto Thomas, parliamo solo di vendite dell'album: WCD batterebbe IT di poco meno di 400.000 copie quindi non parliamo certo di milioni... Siamo là, sono due dischi che hanno venduto tantissimo anche perchè molto mainstream ed indirizzati ad un target non certo di nicchia, poi ognuno può preferire questo o quello (nessuno dei due nel mio caso) [:D] [;)] il sito che hai postato tu dove parla di raddoppio di vendite di WCD rispetto ad IT (cosa razionalmente assurda) parla di dati certificati ma se ti vai a vedere le specifiche (sempre nel sito stesso) la maggior parte delle fonti dei vari paesi non certificava ai tempi di IT (Italia compresa) e questo spiega bene quel dato credibile come un cerchio nel grano [;)]

Da: BestsellingAlbums :

Where does sales data come from?

1) Most of the sales figures on this site are based on certifications. Please note that in many countries the certification includes a unit of measure equivalent to an album.

Countries and regions with available sales databases: Argentina (before 2011 – 1 и 2), Australia (since 1990), Austria (since 1990), Belgium (since 1995), Brazil (since 1990), Canada (since 1975), China (since 2015), Denmark (before 2011, since 2011), Finland (1971 – 2015), France (since 1973), Germany (since 1975), Grecce (2002 – 2008*), Hong-Kong (since 1977), Hungary (since 2000), Iceland (since 2009), India (soundtracks 1990 – 2009), Ireland (2005 – 2013), Italy (since 2009), Japan (since 1989), Lebanon (2009 – 2011), Mexico (since 1999), Netherlands (since 1978), New Zeland (since 1979*), Norway (1993 – 2011, since 2011), Philippines (since 1990), Poland (since 1995), Portugal (2004 – 2009, 2007 – 2010, since 2017 *), Russia (2003 – 2009), South Africa (since 2015), South Korea (before 2010 – 1, 2, 3; since 2010), Spain (1979 – 1990, 1991 – 1995, 1996 – 1999, 2000 – 2002, since 2003*), Sweden (1987 – 1998, 1999 – 2010, c 2011*), Switzerland (since 1989), Turkey (2004 – 2012), United Kingdom (since 1973), United States (since 1958), Uruguay (1999 – 2002), Europe IFPI (1996 – 2014), Europe IMPALA (since 2005), Middle East [Bahrain , Kuwait , Lebanon , Oman , Qatar , Saudi Arabia, United Arab Emirates] (2009 – 2011).
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby Thomas Eiselberg » 19 Mar 2026, 20:34

TDuke wrote:
Appunto Thomas, parliamo solo di vendite dell'album: WCD batterebbe IT di poco meno di 400.000 copie quindi non parliamo certo di milioni... Siamo là, sono due dischi che hanno venduto tantissimo anche perchè molto mainstream ed indirizzati ad un target non certo di nicchia, poi ognuno può preferire questo o quello (nessuno dei due nel mio caso) [:D] [;)]


A parte che casomai sono più di 800.000 copie di differenza (da 13 milioni e 800 Mila contro 12 milioni e 900 Mila), ma è inutile ripetere le stesse cose.
Il dato di fatto è che come copie vendute WCD ne ha vendute di più, mentre IT ha venduto di più solo se aggiungiamo cose collaterali (singoli e affini). Dipende cosa uno vuole considerare, io mi attengo solo alla questione album tu a tutto l'ambaradan in totale. [:D]

Quanto alle preferenze per l'uno o per l'altro è una cosa soggettiva. Nessuno dei due dischi è un capolavoro e non ci piove.
E' oggettivo però che IT per '80% è una raccolta di singoli e hits, WCD no, almeno metà album è fatta di pezzi che non sono pop o non erano roba da singoli. Poi come detto WCD può non piacerti lo stesso, ma il punto non è quello, non è un album fatto quasi solo di singoli e canzoni immediate come IT. Tutto qua.
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby TDuke » 19 Mar 2026, 20:52

In realtà leggendo il tuo post su WCD non è che la pensiamo in modo troppo diverso , ma probabilmente ci esprimiamo con differente intensità [:D]

So di essere sembrato pignolo e probabilmente fastidioso e ne chiedo venia però il tutto partiva da quel tuo dato dove WCD pareva avesse venduto il doppio di IT e questa cosa non era appunto, razionalmente plausibile, poi sono d'accordo anche io che è più corretto attenersi alle sole vendite dell'album, ma appunto parliamo in questo caso di un dato leggermente più alto in favore di WCD ma non certo 15 milioni contro 7 quindi praticamente più del doppio . [;)]
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby Thomas Eiselberg » 19 Mar 2026, 21:40

TDuke wrote:In realtà leggendo il tuo post su WCD non è che la pensiamo in modo troppo diverso , ma probabilmente ci esprimiamo con differente intensità [:D]


Ma infatti io non ho mai detto che WCD è un ottimo album, manco buono, gli metto almeno altri 8/9 dischi dei Genesis davanti. Semplicemente per me è un netto passo in avanti rispetto ai IT (per me da 4,5 invece WCD da 6,8) e per te no. Tutto qua. [;)]

TDuke wrote:
So di essere sembrato pignolo e probabilmente fastidioso e ne chiedo venia però il tutto partiva da quel tuo dato dove WCD pareva avesse venduto il doppio di IT e questa cosa non era appunto, razionalmente plausibile, poi sono d'accordo anche io che è più corretto attenersi alle sole vendite dell'album, ma appunto parliamo in questo caso di un dato leggermente più alto in favore di WCD ma non certo 15 milioni contro 7 quindi praticamente più del doppio . [;)]


Ok. No problem. Stiamo qua per discutere, pure io quando mi attacco divento pesante. [:D]
Ci siamo capiti comunque [;)]
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby highinfidelity » 20 Mar 2026, 09:55

Duke59 wrote:Diciamo che suoni decenti di pianoforte sono arrivati in tempi successivi con il perfezionamento della tecnica del campionamento e la costruzione di master keyboard pesate che riproducono alla perfezione la dinamica dei tasti di un pianoforte. In quegli anni invece se non ti potevi permettere uno Yamaha CP 70 (oppure 80) i suoni di pianoforte acustico erano piuttosto approssimativi. Da questo punto di vista il DX7 con i suoi pianoforti scampanellanti divenne un comodo sostituto tanto da essere usato ovunque finendo così con l'aggiungere un nuovo standard ai suoni di piano.


Ciao Duke, e grazie per le tue interessanti annotazioni, che sotto alcuni aspetti mi hanno suscitata parecchia nostalgia per le cose belle di quei tempi. La DX7 cadeva ancora molto lontana da un bel pianoforte acustico, ma aveva dei bellissimi suoni di piano elettrico, alcuni in stile Fender Rhodes veramente stupendi, che hanno fatto epoca e hanno impazzato su tantissimi dischi. Per noi però il problema rimaneva, e dirò dopo quando si è sbloccato.

Se non sbaglio l'ARP Quadra è quello del solista abrasivo di Abacab nonché responsabile di alcuni dei suoni di Dodo/Lurker, corretto?

Sì dovrebbe quasi certamente essere lui in Abacab. Un po' più di dibattito riguardo Dodo/Lurker ma secondo me è sempre il Quadra. Si discute molto di come Tony abbia ottenuto quel suono così aggressivo in particolare. Secondo alcuni il Quadra aveva una bellissima sezione preamplificatrice che si poteva mandare in distorsione e che sarebbe stata sufficiente a creare quel timbro; secondo altri ha impiegato un fuzz Colorsound Tonebender, secondo altri ancora ha impiegato un tocco di distorsore Pro-Co RAT. (A proposito di quest'ultimo: non l'avevo mai sentito nemmeno nominare prima di internet, mentre oggi pare che l'abbiano usato tutti e che se non lo conosci sei un cretino, mah...). Il punto in comune, ad ogni modo, è che sembra ci abbia aggiunto un goccio di distorsione.

Ovviamente l'approccio di Banks alle nuove tecnologie fu completamente diverso e meno cervellotico di quello dell'ossessivo-compulsivo Zappa che dovette inserire A MANO UNA PER UNA tutte quelle note che si vedono scorrere usando quegli scomodissimi monitor monocromatici. Va riconosciuta a Zappa una grande capacità di immaginare linee melodiche ed armoniche pur senza saperle eseguire materialmente. Un approccio da compositore nel senso ampio del termine.

L'approccio di Banks invece fu quello più “normale” da tastierista di una rock band alla ricerca di suoni originali e che potessero anche emulare i timbri richiesti per i brani più vecchi in cui aveva usato altri strumenti.

Sì devo dire che Tony, col Synclavier, ha dato un po' l'impressione di essersi munito di un incrociatore corazzato per poi andarci a pesca in laguna. Non è nemmeno chiarissimo cosa ci abbia veramente fatto: sicuramente dei timbri d'archi, ma insomma degli archi piacevoli te li dà anche un synth analogico di vecchia scuola. Sicuramente, comunque, considerando il prezzo e le possibilità dello strumento, non l'ha veramente sfruttato, e anche come campionatore è finito quasi subito sovrapposto ad altri strumenti (come Emulator II) molto più pratici da usare.

Potrei sbagliare ma il solista campanelloso sul crescendo finale di “Second home by the sea” sembra un tipico preset di un DX7.

Ci ho pensato anch'io, ma probabilmente è proprio il Synclavier, oppure qualche "chime" particolarmente ben fatta del Prophet 10. La DX7 è stata commercializzata proprio a cavallo dei giorni in cui Genesis veniva pubblicato, quindi non dovrebbe essere possibile che Tony già la possedesse e l'avesse addirittura impiegata in studio nei mesi precedenti. Difatti, di norma, non si trova elencata tra i suoi strumenti in studio all'epoca di Genesis. Mentre, come abbiamo già detto, sarà protagonista in Invisible Touch.

Personalmente ho sempre preferito il suono “grasso” dei vecchi synth analogici ai suoni più “freddi” del digitale e trovo che il timbro di un buon pianoforte acustico od elettrico possa essere superiore al più indovinato dei suoni sintetici di nuova generazione, anche se inizialmente, ascoltando ad esempio l'uso del Fairlight fatto da Peter sul suo album IV, avevo pensato che si sarebbe aperta un'era di sperimentazione elettronico-artistica di altissimo livello.

Purtroppo, tranne rare eccezioni, ho l'impressione che il campionamento sia poi stato sfruttato più per riprodurre in economia suoni già esistenti (vedi le gigantesche librerie di suoni orchestrali campionati o di campionamenti di Synth iconici presenti oggi sul mercato) che per ampliare la tavolozza dei colori dei musicisti. Probabilmente l'uso più esteso ed “innovativo” dei campionamenti oggi avviene nel campo degli effetti sonori per cinema e tv.

In questo paragrafo giungi a moltissime constatazioni alle quali eravamo giunti anche noi. I synth come la DX7 avevano portato una quantità di nuovi timbri pazzesca, però avevano un punto debole proprio nei pad di sfondo, che invece venivano spontaneamente così armoniosi e naturali con i synth analogici, anche quelli più semplici. Difatti alla fine ci risolvemmo a portarci a casa un Roland JX-8P: un sintetizzatore che all'epoca non ebbe un grande successo commerciale (lo usò, comunque, anche Jean-Michel Jarre) ma che poi è stato enormemente rivalutato come un'ultima risposta dei synth analogici allo tsunami dei digitali: aveva infatti un collegamento di ring modulation tra oscillatori che permetteva di creare transienti e attacchi dal suono quasi digitale, tutt'altro che disdicevoli. E i pad e gli archi erano una favola, come nella migliore tradizione analogica.

All'epoca acquistai anche un Roland D50, un synth polifonico che mescolava la classica sintesi analogica (sottrattiva) con i campionamenti usati principalmente per riprodurre l'attacco dei vari suoni. Un ottimo synth che usai forse all 1% delle sue possibilità [:(] e che poi vendetti quando cessai di fare attivamente musica nel 1993.

Me la ricordo benissimo: grandissima tastiera, che fece epoca. Ricordo un Sanremo di quegli anni in cui praticamente tutti i brani partivano con un arpeggio del timbro Staccato Heaven. [:D] Come giustamente ricapitolavi, era un synth che oltre ai consueti oscillatori disponeva di alcuni campioni brevissimi (sempre perché all'epoca le memorie, che oggi trovi in regalo nel fustino di Dixan, costavano una fortuna) e poi il tutto veniva filtrato con i consueti metodi della sintesi sottrattiva. Per questo tipo di sintesi "mista" la Roland s'era inventata il nome di "sintesi lineare aritmetica". Avrei voluto tantissimo anch'io, prima o poi, portarmi a casa quel synth, ma alla fine non è successo, e dopo ho lasciato perdere per ragioni di spazio. Mi spiace che tu non abbia conservato il tuo. E' stato ricreato anche nella recente serie Roland Boutique con la sigla D-05, ogni tanto vagheggio l'idea di comprare anche quello tanto per giocherellarci un po' e passare in rassegna i suoi timbri.

Invece non ero mai stato particolarmente attratto dai suoni percussivi generati con la Modulazione di Frequenza del DX7, che provai ma che non mi piacque (ero molto attratto dai suoni sinfonici e il DX7, come da te ricordato, non era certo adatto a quel tipo di sonorità). Quei pianoforti campanellosi che si portavano appresso un alone di nebbia ronzante con leggeri battimenti sullo sfondo non mi avevano mai attratto particolarmente, anche se poi sono diventati iconici.

Capisco perfettamente cosa intendi. In realtà anche la DX7 ha avuto diverse serie produttive ed evoluzioni, in cui questi problemi venivano via via eliminati o almeno ridotti. Noi inizialmente ne avevamo una versione semplificata molto meno costosa (la DX21, a quattro oscillatori e di conseguenza con un numero ridotto di algoritmi) che su moltissimi timbri, se uscivi in basso o in alto da quello che era considerato "l'intervallo suonabile" del timbro, mostrava tutta una serie di artefatti sonori (credo dovuti ad aliasing) come soffi o vortici veramente fastidiosi. Magari in un mix non si sarebbero sentiti, ma mentre ti esercitavi in cuffia facevano parecchio innervosire, anche perché erano difetti assolutamente sconosciuti nei synth sottrattivi. Poi più avanti, quando le DX7 venivano dismesse in gran quantità, riuscii a mettere la mani sull'ultimo modello prodotto: la DX7II, che per mia fortuna e coincidenza accalappiai addirittura nella versione DX7II-FD cioè con memoria su floppy disk, memoria già all'epoca economicissima in quanto facilmente "zanzabile" in ufficio. [:D] Questo "II" non stava, come molti male informati ancora oggi sostengono, per "mark II", ma intendeva proprio dire che erano due DX7 alloggiate assieme in un'unica tastiera. Tutti i timbri potevano essere impiegati in doppio, magari stonati da un leggero effetto chorus, e ti posso assicurare che quest'ultima versione ha dei suoni veramente stupendi: degli organi Hammond e dei piani Fender-Rhodes utilizzabilissimi, e anche delle voci umane veramente spendibili (un modulo DX7 per il timbro-base, la seconda DX7 sovrapposta per realizzare il "soffio" tipico della voce umana). Ma ormai era la fine di un'era.

Le tastiere su cui ebbi modo di mettere la mani di cui più ho apprezzato il suono furono un piano elettrico Wurlitzer

Ma non c'è niente da fare: uno strumento acustico o elettromeccanico ha un suono che è veramente imbattibile. La contropartita è il costo e l'ingombro di questi strumenti. Come già dicevo, usare un synth come surrogato è una sconfitta in partenza; può essere tollerabile da parte di poveri mortali come noi che certe cose non le possiamo pagare e non sapremmo dove tenerle in casa, ma da parte di mostri sacri come Tony non dovrebbe essere nemmeno concepita. Io personalmente già tantissimi anni fa ebbi modo di mettere le mani su una vera spinetta Hammond, con Leslie grosso come un'automobile di piccola cilindrata, che si trovava allora in vendita presso un celebre negozio di musica torinese col tuo stesso cognome, e ne rimasi veramente impressionato, fu un'esperienza rivelatrice.

Molto succosi, per concludere, i tuoi "quasi incontri" con i leggendari Locanda Delle Fate. Peccato non abbiate potuto veramente interagire: potenzialmente sarebbe potuto essere un incontro game changer sia per te che per loro. Sebbene purtroppo quella bella stagione si fosse ormai chiusa: il loro celebre disco è annoverato tra gli ultimissimi di vero rock progressivo italiano, quasi fuori tempo massimo.

I Matia Bazar sono stati veramente dei grandi e hai fatto bene a citarli. Tra l'altro erano uno dei pochi complessi di quel livello di finezza che non disdegnassero l'annuale passaggio sanremese. Io all'epoca ero ancora tanto gaggio e stentavo a comprendere quel tipo di musica, ma già solo alcuni anni dopo ebbi la percezione della finezza di quanto proponevano e mi dovetti togliere il cappello di fronte a una proposta così elegante e raffinata. [/:-|]

Per chiudere: il problema del pianoforte acustico lo risolvemmo riuscendo a comprare usata una Korg T2, che in breve è la versione a 76 tasti della Korg M1, altra tastiera che fece epoca e che anche Tony usò in lungo e in largo, guardacaso proprio nel prossimo album dei Genesis che andremo ora a valutare... [:D]
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby TDuke » 20 Mar 2026, 10:44

Bello sentire citare i Matia Bazar, che fanno parte di quel ristrettissimo gruppo (insieme ai Talk Talk e pochi altri) di band anni '80 di cui ho un giudizio altissimo , proprio io che sono un fanatico degli anni '70... ora non che i Matia non avessero fatto cose buone negli anni precedenti (ma anche qualche pezzo imbarazzante tipo Mr. Mandarino [:-I] ) però è la svolta sinth-pop impressa da Mauro Sabbione a partire da "Berlino Parigi Londra" che li ha trasformati in quel gruppo raffinato ed anche un po ' sperimentale che riuscì giustamente a farsi apprezzare anche all'estero, in particolare l'album "Aristocratica" (anche se mi pare che Sabbione a quel punto avesse già lasciato...) lo considero il punto di arrivo e più alto di quel notevole percorso artistico. [:)]
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby Duke59 » 20 Mar 2026, 13:49

TDuke wrote:Bello sentire citare i Matia Bazar, la svolta sinth-pop impressa da Mauro Sabbione a partire da "Berlino Parigi Londra" che li ha trasformati in quel gruppo raffinato ed anche un po ' sperimentale che riuscì giustamente a farsi apprezzare anche all'estero, in particolare l'album "Aristocratica" (anche se mi pare che Sabbione a quel punto avesse già lasciato...) lo considero il punto di arrivo e più alto di quel notevole percorso artistico. [:)]


Sabbione diede il suo contributo fondamentale su “Berlino, Parigi. Londra” e su “Tango”. Poi su “Aristocratica” lavorarono alle tastiere e synth sia Roberto Colombo che Sergio Cossu. A partire dall'album successiso “Melancholia” (con la hit internazionale Ti sento) subentrò Sergio Cossu come tastierista membro stabile della band.

La cosa pazzsesca è che quegli album sono senza tempo e suonano “nuovi” anche oggi.

Il pezzo Angelina dall'album Melanchoia per me è un capolavoro assoluto, sia per arrangiamenti, melodia armonie che per l'uso dell'elettronica.

[:D] Siamo passati da “Invisible Touch” a “Cosa resterà di questi anni '80” [:D] (e forse la seconda ha maggior contenuto, oggettivamente).

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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby TDuke » 20 Mar 2026, 18:28

Non posso che sottoscrivere: anche il sinth-pop più datato (parliamo di oltre quarant'anni fa...) se fatto con stile ed eleganza oltre ad essere ancora godibile riesce ancora a suonare incredibilmente "fresco", certo ,parliamo cmq di casi abbastanza rari [:)]
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby aorlansky60 » 21 Mar 2026, 07:42

Duke59 wrote:
Siamo passati da “Invisible Touch” a “Cosa resterà di questi anni '80” [:D] (e forse la seconda ha maggior contenuto, oggettivamente). .


TDuke wrote:
anche il sinth-pop più datato (parliamo di oltre quarant'anni fa...) se fatto con stile ed eleganza oltre ad essere ancora godibile riesce ancora a suonare incredibilmente "fresco", certo, parliamo cmq di casi abbastanza rari [:)]



Per quanto mi riguarda “Invisible Touch” non rientra certo tra questi (che ho evidenziato secondo il parere di TDuke che condivido)

brrrr [&:-S] ho ancore i brividi a pensare 'che cosa contiene' quel disco dei Genesis

nessuno ha ancora menzionato (nemmeno io nella mia lista) CAFFE' BLUE di STYLE COUNCIL,
ecco, questo è uno degli esempi di pop fatto con una certa maniera (bene) in quegli anni (1984) e di sicuro -visto che posseggo il titolo- assai più "ascoltabile" di IT...

Ma a parte questo, dice giusto TDuke quando sottolinea che si tratta "di casi abbastanza rari" in un gigantesco marasma di "Kitch" e di "esagerazioni" (spesso deliranti) che caratterizzò quel decennio in campo pop...
...AMA TUTTI, CREDI A POCHI, NON FAR MALE A NESSUNO...
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby Duke59 » 21 Mar 2026, 10:35

Questo parziale deragliamento verso il pop anni '80 mi fa venir voglia di aprire un thread apposito.

Purtroppo in questi gg sono impegnato e sto avendo difficoltà a completare la classifica/analisi di WCD. Ma da Lunedì dovrei recuperare il tempo perso.

Nel frattempo per non dimenticare [:D]

https://youtu.be/VBoFrzFIAEg?si=_-7rRtI0OwAxl5fb


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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby Thomas Eiselberg » 21 Mar 2026, 10:39

Duke59 wrote:Questo parziale deragliamento verso il pop anni '80...


E non è la prima volta in questo topic. E' un effetto collaterale di IT. Appena pensi a quell'album l'istinto è quello di citare immediatamente musica degli anni '80 molto più decente. [:-D] [:D]

P.s. A me quel pezzo di Raf non dispiaceva [:D]
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby TDuke » 21 Mar 2026, 11:08

aorlansky60 wrote:

Per quanto mi riguarda “Invisible Touch” non rientra certo tra questi (che ho evidenziato secondo il parere di TDuke che condivido)

brrrr [&:-S] ho ancore i brividi a pensare 'che cosa contiene' quel disco dei Genesis

Ma a parte questo, dice giusto TDuke quando sottolinea che si tratta "di casi abbastanza rari" in un gigantesco marasma di "Kitch" e di "esagerazioni" (spesso deliranti) che caratterizzò quel decennio in campo pop...



Specifico, probabilmente in modo superfluo, che quando parlo di casi abbastanza rari di sinth-pop elegante/raffinato certamente non mi riferisco a nessun album dei ns degli anni '80 [:D] il mio "buono" dato al pezzo "Invisible Touch" va contestualizzato all'album ed a quello che ho scritto (pezzo diventato iconico per l'epoca e per la band, molto orecchiabile, efficacissimo come hit ma non serve certo che lo ricordi io [;)] )
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby Betelgeuse » 30 Apr 2026, 18:45

Thomas Eiselberg wrote:Classifica generale. 13 voti (Thomas Eiselberg, Betelgeuse, TDuke, aorlansky60, Alius, rkive,11mo Conte di Mar, maomac 2, highinfidelity, vise60, Duke59, ciciuisss, Ender)

1) Domino (186 punti)
2) Tonight Tonight Tonight (180 punti)
3) The Brazilian (152 punti)
4) Land of Confusion (122 punti)
5) IT (90 punti)
6) In Too Deep (84 punti)
7) Throwing It All Away (76 punti)
8) Anything She Does (46 punti)



Come al solito, ho aspettato la sentenza di Thomas Eiselberg, dopo avere avuto la sicurezza che nessuno sia intervenuto a posteriori per, magari, stravolgere la classifica.
Qualcuno, nelle vecchie epoche del forum, magari avrebbe sottolineato questi miei commenti a posteriori con un solenne "ECSNF" [:D] , ma i presenti odierni non hanno tale proprietà di lessico. Per fortuna [:D]
Scherzi a parte, la lotteria di "Invisible Touch" è vinta, come preventivabile, da Domino. Il brano più lungo, più tecnico, più variegato, nell'ambito di un album fin troppo variegato e colorato. Questa suite è, com'è noto, suddivisa in due pregevoli tronconi: a me piace il secondo, semistrumentale, ad altri la prima parte, più convenzionale, ma non vi è dubbio che si respira un'atmosfera di passato, piena di fantasia e dimestichezza, con sonorità tipiche degli anni 80, caratterizzate da timbri sintetici, alcuni dicono "plasticosi", ma armonizzati molto bene, e direi che il primo posto è assolutamente meritato (testimonianza ne è lo spettacolare successo del pezzo durante le esecuzioni dei tour successivi).
Secondo arriva "Tonight Tonight Tonight", anche questo palestra di esercizi di varia qualità, per alcuni di dubbio gusto, come l'interminabile strumentale puntellato di suoni e rumorini vari, che però, dobbiamo ammetterlo, contribuiscono a donare una certa personalità al pezzo. Il valore aggiunto però mi sembra la voce di Collins, a volte urlata quasi esasperata, che fa il paio con una ritmica sintetica e suoni spesso flangerizzati.
Un'enormità la distanza di punti con la terza classificata, The Brazilian, uno degli strumentali migliori di tutta la discografia dei nostri. La ritmica e le percussioni, di stampo a volte pazzoide, preparano, ogni volta, il refrain, famosissimo e immediatamente memorizzabile (com'è successo a me la prima volta che ascoltai il pezzo), che stavolta ricorda, seppur in modo appena percettibile, qualcosa del passato.
Quarto Land Of Confusioni, presentato, in mille frangenti, in mille canali, ossessivamente, da un video famoso quanto debordante, forse troppo. La canzone poteva però funzionare anche da sola: è veloce, sbarazzina, costruita bene, adatta alle discoteche (caratteristica comune ad altre tracce dell'album). Non è certamente la canzone peggiore dell'album, e la buona posizione ottenuta lo testimonia.
Avrebbe, invece, meritato l'ultimo posto la canzone omonima, la quintessenza della mediocrità, che non ha nulla, NULLA, delle caratteristiche che amiamo dei Genesis e che, a differenza della precedente, è presentata da un video di mediocre qualità. Il successo stellare ottenuto dalla canzone negli States fa crollare questo mio ragionamento, e almeno giustifica, anche se in parte, l'inspiegabile quinto posto ottenuto.
Il Too Deep, che viene dopo in classifica, sarebbe stato più consono a un album solista di Collins, e per questo motivo lo reputo un pò ingiudicabile in questo contesto.
Throwing It All Away ha dalla sua le buone performances dal vivo, con migliaia di accendini accesi (al posto degli smartphone, siamo nel 1986) che rendono, a suo modo, indimenticabile il pezzo, che, coreografia a parte, sembra migliorato dal vivo, rispetto all'impalpabile versione in studio.
Almeno divertente risulta Anything She Does, dalla curiosa matrice simil latino-americana, che, concettualmente ricorda Illegal Alien, ma che, in realtà, surclassa la ciofeca dell'album precedente, e direi che Anything She Does non merita l'ultimo posto che il forum le ha tributato.
Invisible Touch è un album dal successo stellare, e ancora più di successo sono i singoli tratti, che negli States collezionano cifre di vendita impressionanti nelle Billboard statunitensi, come Michael Jackson e Bruce Springsteen. Non si è capito bene se abbia venduto più o meno di We Can't Dance, ma le cifre di entrambi corroborano l'idea che i Genesis fossero, in quegli anni, uno dei gruppi più di successo del mondo.
Chi dice che Invisible Touch sia uno degli album invecchiati peggio dei Genesis non ha tutti i torti, in quanto si è calcata troppo la mano, confezionando un disco troppo anni 80, con alcune fasi (tutto sommato non tante) oltre ogni legittimazione del buon gusto.
Ma ci sono tre brani che lo salvano, e che possono suscitare motivi di interesse, mentre il resto è costituito da hit galattiche che fanno sventolare in alto, molto in alto, il vessillo dell'amata sigla. E a tutti noi, almeno spero, ha fatto piacere che il gruppo a cui vogliamo bene, sia arrivato a questi livelli. E comunque, se vogliamo riascoltare Musical Box o Firth Of Fifth, lo possiamo, per fortuna , fare quando vogliamo, nessuno potrà mai impedircelo. [;)]
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby Thomas Eiselberg » 30 Apr 2026, 19:04

Betelgeuse wrote:
Qualcuno, nelle vecchie epoche del forum, magari avrebbe sottolineato questi miei commenti a posteriori con un solenne "ECSNF" [:D] , ma i presenti odierni non hanno tale proprietà di lessico. Per fortuna [:D]


Come si dice, pochi ma buoni [:D] [:-D]

Betelgeuse wrote:Non si è capito bene se abbia venduto più o meno di We Can't Dance, ma le cifre di entrambi corroborano l'idea che i Genesis fossero, in quegli anni, uno dei gruppi più di successo del mondo.


Su questo si era giunti ad una sentenza che ha i crismi della quasi certezza: WCD ha venduto un po' di più come album alla sua uscita, IT ha venduto di più se all'album aggiungiamo le vendite di singoli, delle compilation e altre cose collaterali (che sono collegate al disco ma non sono il disco) [:D] [;)]

Betelgeuse wrote:Ma ci sono tre brani che lo salvano, e che possono suscitare motivi di interesse, mentre il resto è costituito da hit galattiche che fanno sventolare in alto, molto in alto, il vessillo dell'amata sigla.


Per me si salva una sola canzone. Forse. A stento [:D]
Ma non mi ripeto, il mio parere è noto. [:D]

Betelgeuse wrote:
E a tutti noi, almeno spero, ha fatto piacere che il gruppo a cui vogliamo bene, sia arrivato a questi livelli. E comunque, se vogliamo riascoltare Musical Box o Firth Of Fifth, lo possiamo, per fortuna , fare quando vogliamo, nessuno potrà mai impedircelo. [;)]


Questo sicuramente [:)] [;)]
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby highinfidelity » 30 Apr 2026, 21:18

Betelgeuse wrote:Qualcuno, nelle vecchie epoche del forum, magari avrebbe sottolineato questi miei commenti a posteriori con un solenne "ECSNF" [:D] , ma i presenti odierni non hanno tale proprietà di lessico.

Ma figurati! Anzi ho sempre apprezzato e letto con interesse le tue "chiose conclusive", solo che spesso o ero d'accordo o riportavi tue insindacabili opinioni personali, per cui di rado ho risposto.

In questo specifico caso poi mi sembra che concordiamo ancora più del solito, inclusa la lancia spezzata per la povera Anything She Does. [;)]

Uh, a proposito: sull'ultimo numero di Dusk, per coincidenza, si parla di vendite e di fronte a un redattore che sostiene che WCD sia il disco che ha venduto di più, un altro redattore lo mette in dubbio in favore di IT. [:D]
<< Conoscete voi spettacolo più ridicolo di venti uomini che s'accaniscono a raddoppiare il miagolìo di un violino? >>
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby Duke59 » 01 May 2026, 07:41

Betelgeuse wrote:Almeno divertente risulta Anything She Does, dalla curiosa matrice simil latino-americana, che, concettualmente ricorda Illegal Alien, ma che, in realtà, surclassa la ciofeca dell'album precedente, e direi che Anything She Does non merita l'ultimo posto che il forum le ha tributato.
Invisible Touch è un album dal successo stellare, e ancora più di successo sono i singoli tratti, che negli States collezionano cifre di vendita impressionanti nelle Billboard statunitensi, come Michael Jackson e Bruce Springsteen. Non si è capito bene se abbia venduto più o meno di We Can't Dance, ma le cifre di entrambi corroborano l'idea che i Genesis fossero, in quegli anni, uno dei gruppi più di successo del mondo.
Chi dice che Invisible Touch sia uno degli album invecchiati peggio dei Genesis non ha tutti i torti, in quanto si è calcata troppo la mano, confezionando un disco troppo anni 80, con alcune fasi (tutto sommato non tante) oltre ogni legittimazione del buon gusto.
Ma ci sono tre brani che lo salvano, e che possono suscitare motivi di interesse, mentre il resto è costituito da hit galattiche che fanno sventolare in alto, molto in alto, il vessillo dell'amata sigla. E a tutti noi, almeno spero, ha fatto piacere che il gruppo a cui vogliamo bene, sia arrivato a questi livelli. E comunque, se vogliamo riascoltare Musical Box o Firth Of Fifth, lo possiamo, per fortuna , fare quando vogliamo, nessuno potrà mai impedircelo. [;)]


Molto interessanti le tue annotazioni post torneo.

Mi hai quasi fatto sentire in colpa per aver relegato “Anything she does” all'ultimo posto [:D] perchè in effetti con il senno di poi se la passassero per radio non cambierei canale e magari la canticchierei pure. Ma si sa che le classifiche non possono essere mai assolute e se la distanza che separa “Anything she does” da, che so, “Burning rope” o “Heathaze” (per restare in ambito Genesis a 3) è abissale, sarei meno certo dell'inferiorità di ASD rispetto a cose come “Follow follow me”, “Another record” o “Since I lost you”.

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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby rkive » 01 May 2026, 07:45

Ha vinto Domino.

"Questa suite è, com'è noto, suddivisa in due pregevoli tronconi: a me piace il secondo, semistrumentale..."

Leggo da The Songs of Genesis di Steve Aldous, che da questo semistrumentale è nato anche il riff dove Phil ha inventato il ritornello di Invisible Touch. [:D]
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby Betelgeuse » 02 May 2026, 12:05

highinfidelity wrote:Ma figurati! Anzi ho sempre apprezzato e letto con interesse le tue "chiose conclusive", solo che spesso o ero d'accordo o riportavi tue insindacabili opinioni personali, per cui di rado ho risposto.

In questo specifico caso poi mi sembra che concordiamo ancora più del solito, inclusa la lancia spezzata per la povera Anything She Does. [;)]



Grazie per l'apprezzamento che, naturalmente, è, da parte mia, reciproco. [:)]
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby aorlansky60 » 07 May 2026, 07:08

BETEL ha scritto :
"The Brazilian, uno degli strumentali migliori di tutta la discografia dei nostri..."

[:-I] ...vorrei avere il tuo entusiasmo in merito a questo brano... [:-|]
[:D]


"Avrebbe, invece, meritato l'ultimo posto la canzone omonima, la quintessenza della mediocrità, che non ha nulla, NULLA, delle caratteristiche che amiamo dei Genesis e che, a differenza della precedente, è presentata da un video di mediocre qualità."

Qui invece mi ritrovo completamente d'accordo, e come non esserlo? è esattamente come dici. [;)] Aggiungo però un dettaglio: quando i GENESIS erano "i GENESIS" non avevano alcun bisogno di "video clip" (di buona o mediocre qualità che fosse) bastava LA MUSICA per rappresentarli. [:|] Tempi davvero obbrobriosi, quel intero infausto decennio, per certi versi... [:-|]
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby aorlansky60 » 07 May 2026, 07:38

BETEL ha scritto:

Chi dice che Invisible Touch sia uno degli album invecchiati peggio dei Genesis non ha tutti i torti...

In genere trattando di Arte (e di Musica), opere che hanno fatto la storia nel proprio campo vengono definite MEMORABILI. Se non si ha torto definendo IT un album invecchiato male e quindi ben presto passato nel "dimenticatoio", significa che a livello puramente artistico è nient'altro di UNA CIOFECA. In Prospettiva economica invece il concetto si ribalta totalmente perchè fu un prodotto "baciato" da grande successo di pubblico. (continuare a leggere sotto)


si è calcata troppo la mano, confezionando un disco troppo anni 80, con alcune fasi (tutto sommato non tante) oltre ogni legittimazione del buon gusto.

Premesso che [per me] le "tutto sommato non tante fasi oltre ogni legittimazione del buon gusto" sono invece assai di più(...) [:-I] ma è esattamente quello che loro stessi vollero fare: dare al pubblico il più grosso e grande concentrato di KITCH e TRASH per come i tempi imploravano di essere sommersi(sic) e il pubblico impazzì di gioia comprando a manetta IT. In quel momento storico di metà anni 80, ai TRE interessava soprattutto VENDERE DISCHI e RIEMPIRE STADI di pubblico; il concetto di "buona musica" era ormai passato "in cavalleria".


Ma ci sono tre brani che lo salvano, e che possono suscitare motivi di interesse, mentre il resto è costituito da hit galattiche che fanno sventolare in alto, molto in alto, il vessillo dell'amata sigla. E a tutti noi, almeno spero, ha fatto piacere che il gruppo a cui vogliamo bene, sia arrivato a questi livelli.

Ma infatti ogni loro estimatore dovrebbe essere contento per loro di questo dato di fatto (che finalmente abbiano "FATTO I SOLDI"); solo però per favore conserviamo un minimo di onestà intellettuale; non stò dicendo a Te caro Betel ma mi rivolgo direttamente a Banks quando afferma che "That's All" è "la cosa migliore che abbiamo mai fatto, la testimonianza che siamo diventati più bravi" (come fedelmente riportato dal documentario girato su di loro diverso tempo fà) affermazione su cui perfino i polli si mettono a ridere... [:-j]
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby Thomas Eiselberg » 07 May 2026, 09:52

aorlansky60 wrote:
Qui invece mi ritrovo completamente d'accordo, e come non esserlo? è esattamente come dici. [;)] Aggiungo però un dettaglio: quando i GENESIS erano "i GENESIS" non avevano alcun bisogno di "video clip" (di buona o mediocre qualità che fosse) bastava LA MUSICA per rappresentarli. [:|] Tempi davvero obbrobriosi, quel intero infausto decennio, per certi versi... [:-|]


Esagerato. [:D] Tu stesso hai citato tanti artisti anni '80 di valore e io potrei aggiungere tanti altri (che a te sicuramente non piacerebbero, ma restano comunque tra i più celebrati della storia).
Resto convinto che il declino vero, quello decisivo, sia cominciato con gli anni '90.
Gli anni '80 furono pieni di roba Trash ma comunque portarono tantissime idee, creatività (il videoclip fu un'ottima intuizione che nobilitò con le immagini molti pezzi di qualità), una certa sperimentazione...

Dagli anni '90 in poi cominciò la moda del "revival", il riprendere musica e stili già esplorati e renderli più "alla moda": il grunge in fondo non era che il punk sotto una nuova veste (nichilista invece che anti-sistema), il brit pop non era che il beat ma rivestito di sonorità più elettriche ecc. E' lì che le idee cominciarono a latitare e la musica cominciò ad essere semplicemente riciclo di idee. [:(]
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Postby highinfidelity » 07 May 2026, 10:16

Thomas Eiselberg wrote:Resto convinto che il declino vero, quello decisivo, sia cominciato con gli anni '90.
Gli anni '80 furono pieni di roba Trash ma comunque portarono tantissime idee, creatività (il videoclip fu un'ottima intuizione che nobilitò con le immagini molti pezzi di qualità), una certa sperimentazione...

Dagli anni '90 in poi cominciò la moda del "revival", il riprendere musica e stili già esplorati e renderli più "alla moda": il grunge in fondo non era che il punk sotto una nuova veste (nichilista invece che anti-sistema), il brit pop non era che il beat ma rivestito di sonorità più elettriche ecc. E' lì che le idee cominciarono a latitare e la musica cominciò ad essere semplicemente riciclo di idee. [:(]


Concordo pienamente, anche nel posizionamento di virgole e virgolette. [:D] Gli anni '80 potranno anche non piacere a qualcuno, ma c'era ottima musica a valanghe: una scelta pazzesca tra generi diversissimi tra loro, tanto che personalmente ho fatto una fatica bestiale a seguire gli artisti che mi interessavano, e difatti ancora adesso continuo nello sforzo di colmare le numerose lacune lasciate indietro.

Il riflusso c'è stato con gli anni '90, a mio modo di vedere soprattutto con la moda esageratissima del grunge, che solo chi non aveva già consociuto il metal, il rock progressivo e il punk poteva percepire come musica "nuova" e non pesantemente derivativa. Alcuni tentativi di trasportare di peso complessi già avviati in seno al grunge sono stati addirittura grotteschi. Di pari passo è andato l'imbarbarimento dell'alta fedeltà, con l'orrendo CD spinto a forza come unico medium di fruizione della musica, nonché impianti hi-fi sempre più ignobili e sempre più tristi; il tutto ha portato alla chiusura a livello planetario di praticamente tutti i negozi di dischi e di impianti stereo. Peggio di così, secondo me, non poteva andare, tant'è che paradossalmente oggi le cose vanno persino un goccio meglio.
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby Thomas Eiselberg » 07 May 2026, 10:32

Anche io concordo totalmente con ciò che hai scritto [:)] [;)]

highinfidelity wrote:Alcuni tentativi di trasportare di peso complessi già avviati in seno al grunge sono stati addirittura grotteschi.


Si parla tanto di come nel prog abbiano inserito di tutto e di più, anche gruppi lontanissimi tra loro. Ma c'era comunque una certa vicinanza di idee, se non suoni. Di attitudine diciamo.
Il grunge mi è sempre sembrato un genere poverissimo come portata, fatto di quei 2/3 gruppi famosissimi, ai quali poi hanno aggiunto di forza altri, altrimenti il grunge non sarebbe sembrato un movimento.

Un esempio sono i Soundgarden. Erano un gruppo metal fatto e finito, che ovviamente suonando in quegli anni e in quelle zone hanno inserito di peso nel genere. Ma potrei citare pure gli Smashing Pumpkins: hanno sempre fatto una miriade di generi, tra i quali c'è pure roba che si può considerare grunge ma anche altra che si può considerare prog, per dire. Ma non ho mai letto qualcuno che li avesse definiti una band prog [:D]
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby Duke59 » 07 May 2026, 19:08

highinfidelity wrote:
Thomas Eiselberg wrote:Resto convinto che il declino vero, quello decisivo, sia cominciato con gli anni '90.
Gli anni '80 furono pieni di roba Trash ma comunque portarono tantissime idee, creatività (il videoclip fu un'ottima intuizione che nobilitò con le immagini molti pezzi di qualità), una certa sperimentazione...

Dagli anni '90 in poi cominciò la moda del "revival", il riprendere musica e stili già esplorati e renderli più "alla moda": il grunge in fondo non era che il punk sotto una nuova veste (nichilista invece che anti-sistema), il brit pop non era che il beat ma rivestito di sonorità più elettriche ecc. E' lì che le idee cominciarono a latitare e la musica cominciò ad essere semplicemente riciclo di idee. [:(]


Concordo pienamente, anche nel posizionamento di virgole e virgolette. [:D] Gli anni '80 potranno anche non piacere a qualcuno, ma c'era ottima musica a valanghe: una scelta pazzesca tra generi diversissimi tra loro, tanto che personalmente ho fatto una fatica bestiale a seguire gli artisti che mi interessavano, e difatti ancora adesso continuo nello sforzo di colmare le numerose lacune lasciate indietro.

Il riflusso c'è stato con gli anni '90, a mio modo di vedere soprattutto con la moda esageratissima del grunge, che solo chi non aveva già consociuto il metal, il rock progressivo e il punk poteva percepire come musica "nuova" e non pesantemente derivativa. Alcuni tentativi di trasportare di peso complessi già avviati in seno al grunge sono stati addirittura grotteschi. Di pari passo è andato l'imbarbarimento dell'alta fedeltà, con l'orrendo CD spinto a forza come unico medium di fruizione della musica, nonché impianti hi-fi sempre più ignobili e sempre più tristi; il tutto ha portato alla chiusura a livello planetario di praticamente tutti i negozi di dischi e di impianti stereo. Peggio di così, secondo me, non poteva andare, tant'è che paradossalmente oggi le cose vanno persino un goccio meglio.


Concordo.

Negli anni '80 ci fu l'avvento di MTV (1981) e dei video. Di conseguenza balzarono in vetta alle classifiche gli artisti più appariscenti o capaci di utilizzare l'immagine meglio della musica (o quelli che potevano permettersi di pagarsi produzioni video fantasmagoriche).

Ma nonostante questo aspetto ci furono pure un sacco di artisti poco videogenici che continuarono a privilegiare la creatività musicale. Basti pensare ad un Joe Jackson che a tutto era interessato fuorchè ai video, oppure i Toto o i Dire Straits privi di un immagine forte ma in tutte le classifiche. Ma anche tra i musicisti decisi a cavalcare il nuovo medium nacquero delle gemme preziose: Thomas Dolby, Howard Jones, Depeche Mode e molti altri esponenti del synth-pop e poi i Duran Duran che hanno lasciato un segno ben più profondo di quanto alcuni (tra cui inizalmente anche io) avrebbero voluto ammettere.

In italia nacquero i Litfiba, Battiato abbandonò i suoi oscuri esperimenti anni '70 e creò uno stile pop tutto suo. Zucchero poi, si può dire quel che si vuole, ma certamente ha dimostrato di saper scrivere canzoni e di cantare in stile bluesato tant'è che divenne famoso in tutto il mondo con un genere commerciale, certo, non originalissimo, certo, ma lontano dalla canzoncina melensa e suonato da gente con i contro catzi e con occasionali momenti di grande poesia (ad esempio "Diamante"). I Matia Bazar più sperimentali (quelli elettronici dal 1982 al 1987) se solo fossero stati inglesi si sarebbero mangiati la classifiche internazionali con un pop elettronico raffinatissimo e pieno di creatività.

Quindi se è vero che negli anni '80 venne prodotta molta paccottiglia (e video-paccottiglia) è anche vero che il fermento creativo rimase altissimo nonostante le pressioni ambientali.

In questo contesto i Genesis azzeccarono l'ingresso nel decennio ... grazie all'album solista di Collins che fece capire agli altri due quale fosse la strada da percorrere per non diventare un fenomeno di nicchia per "nostalgici" (come forse noi avremmo preferito).
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby aorlansky60 » 08 May 2026, 07:22

Esagerato. [:D] Tu stesso hai citato tanti artisti anni '80 di valore...


La nostra diversità di vedute in tema è conseguenza di differenti prospettive vissute: la mia opposta alla tua (e potrei includere anche Marco) in quanto "nati" come appassionati di MUSICA nei due decenni diversi, negli anni 70 per quanto riguarda me e negli anni 80 per quanto riguarda Te (e Marco).

Essendo partito dal 74 ad ascoltare (ed acquistare su supporto) musica Rock, una volta assimilata quella a cui mi avvicinai (le uniche disponibili: quella anni 60 e primi anni 70) le feci "mio standard di riferimento"; poi arrivarono gli anni 80 e mi sembrò subito chiaro (fin dai primi echi New Wave) che QUELLO STANDARD QUALITATIVO di mia preferenza era distinato a subire profonde e tremende regressioni; tutti quei nomi e titoli che ho citato nel mio intervento -come ben ricordi- che per me SURCLASSANO "Invisible Touch" sono a loro volta SURCLASSATI dai miei STANDARD QUALITATIVI che mi ero fatto in precedenza; i cui NOMI e TITOLI sono così tanti che è inutile sciorinarli perchè ultranoti. Dico solo che per me 2 soli titoli quali "TOMMY" (The WHO) e "John Barleycorn must die" (TRAFFIC) si DIVORANO TUTTI QUEI TITOLI ANNI 80 messi insieme che avevo citato [e che a me in qualche modo ancora piacciono tutto sommato], ma niente di paragonabile ai due TITOLI che ho appena elencato. Non cito nemmeno il PROGRESSIVE ROCK: se lo faccio, tutta quella serie di titoli anni 80 viene incenerita e rasa al suolo, troppo "povera" al confronto.

Questa è la mia posizione in tema. Radicata. Ma Comprendo benissimo che per uno (come te e Marco) nato 10anni dopo di me e che ha iniziato ad interessarsi di musica pop rock negli anni 80, questo è il decennio di riferimento. Così come per uno che sarà nato negli anni 80 ed avrà raggiunto l'età ideale per interessarsi di musica nel decennio 90, quello per lui sarà quello di riferimento. Con buona probabilità il teorema che ho descritto sarà giusto per la maggioranza dei casi.


...


In quegli anni (seconda metà anni 60, prima metà anni 70) TUTTI QUEI NOMI che facevano musica Rock non avevano bisogno di MTV e di video clip per propagandare la propria proposta; per farlo, facevano CONCERTI DAL VIVO; poi, nella "macchina del sistema musicale", la stampa specializzata completava l'opera di informazione verso gli appassionati; la differenza stà che PER FARE CONCERTI OCCORREVA SAPER SUONARE oltre che AVERE IDEE ORIGINALI.


"il videoclip fu un'ottima intuizione che nobilitò con le immagini molti pezzi di qualità"

Permettimi di dissentire... sulla "qualità" audio musicale di quegli anni... Per promuovere il VIDEO come aspetto principale della proposta, musica e canzoni furono molto semplificate. Molte di esse arrivarono poi alla banalità assoluta (se paragonate alla consistenza di CERTA MUSICA ROCK degli anni 70). Ricordo che in quegli anni 80 la sera prima di addormentarmi guardavo spesso MTV rimanendo SCONCERTATO per la POCHEZZA MUSICALE della maggioranza dei nomi che passavano uno dopo l'altro in rassegna (cosa non difficile da fare per uno come me che poteva fare il confronto con LA MUSICA di 10anni prima...). In compenso i VIDEO erano spesso BELLISSIMI e decisamente ORIGINALI, si vedeva che erano curati e fatti con molto professionismo per la gente alla regia che ci stava dietro. Ma a me quella roba non interessava, io più che VIDEO e IMMAGINI volevo MUSICA, ma la "piega" che aveva preso il Rock nella maggiorparte in quel decennio non riusciva più a soddisfarmi. A parte rari casi, una desolazione.

negli anni 80 con la nascita di MTV, si è assistito ad una proliferazione di pseudo "artisti" che a malapena sapevano suonare o cantare; c'era anche chi ne era capace, vero (sempre quella lista di nomi che avevo fatto del decennio e di certo anche altri) ma ci fu anche molta "fuffa" sofisticata artificiale (nomi costruiti 'in laboratorio' cioè presso la casa discografica); la differenza la FACEVA IL VIDEO fatto appositamente per "colpire" il pubblico potenziale. Bastava quello per costruire un nome di successo.
Fattore IMMAGINE che aveva messo in secondo piano il FATTORE AUDIO = Gli anni 80 sono stati soprattutto QUESTO in campo POP.
Naturalmente questa "fuffa" non era poi mandata a fare tourneè dal vivo. Bastava solo costruire l'IMMAGINE per vendere "il prodotto" e la gente una volta visto il VIDEO correva in negozio ad acquistare il disco (in quel decennio aveva ancora un senso parlare di NUMERI DI VENDITE in FATTO DI DISCHI). Il meccanismo funzionava a meraviglia. Inoltre imbastire ed organizzare una tourneè (con numero considerevole di date) poteva avere COSTI giganteschi, che le case discografiche preferivano risparmiarsi. A loro interessava solo fare profitti attraverso la VENDITA DEI DISCHI. Questo aspetto caratterizzò molta "fuffa" artificiale di quel decennio. FUFFA che poi è scomparsa perchè priva di basi: Canzoni usa e getta. Non ci furono mai così tante METEORE nella musica POP come in quel decennio, proprio per il motivo che ho appena delineato.

Credevo fosse la fine ma mi sbagliavo di grosso: gli anni 90 sono stati anche PEGGIO. La vera definitiva sublimazione della nullità assoluta. Basti solo ricordare 'Take that' e 'Spice girls'. Davvero incredibile come "la macchina dello show-bizz" sia riuscita a distruggere quanto di buono aveva incoraggiato a fare negli anni 60/70, ma non tanto se si considera che nel frattempo il FATTORE che a loro interessava veramente (VENDERE per realizzare PROFITTI, non importa COME) non era in fondo mai calato almeno fino a fine millennio... perchè con l'arrivo di internet e le connessioni di massa in rete, procurarsi musica gratuitamente diventerà la regola.
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby aorlansky60 » 08 May 2026, 07:39

Duke59 wrote:... ci furono pure un sacco di artisti poco videogenici che continuarono a privilegiare la creatività musicale. Basti pensare ad un Joe Jackson che a tutto era interessato fuorchè ai video, oppure i Toto o i Dire Straits privi di un immagine forte ma in tutte le classifiche.


A parte che quella che citi è tutta gente nata musicalmente nella seconda metà anni 70 (quando MTV era ancora da venire) oltre che gente (TOTO e STRAITS in particolare) dotata di tecnica fuori da ogni sospetto, in un qualche modo anch'essi si dovettero "piegare" alle esigenze dello 'show-bizz' (per come imponeva loro la rispettiva casa discografica) per come la tendenza del momento (la priorità VIDEO) aveva di fatto "incanalato" la produzione pop rock dai primi anni 80, alla quale praticamente nessuno potè sottrarsi...
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby highinfidelity » 08 May 2026, 08:05

aorlansky60 wrote:Ma Comprendo benissimo che per uno (come te e Marco) nato 10anni dopo di me e che ha iniziato ad interessarsi di musica pop rock negli anni 80, questo è il decennio di riferimento. Così come per uno che sarà nato negli anni 80 ed avrà raggiunto l'età ideale per interessarsi di musica nel decennio 90, quello per lui sarà quello di riferimento. Con buona probabilità il teorema che ho descritto sarà giusto per la maggioranza dei casi.

No Alain, secondo me hai alcuni preconcetti: tendi a paragonare il meglio degli anni '70 al peggio degli anni '80. Comunque per me gli anni '80 non sono affatto il decennio di riferimento, lo sono molto di più gli anni '70 anche nel mio caso.

Per promuovere il VIDEO come aspetto principale della proposta, musica e canzoni furono molto semplificate. Molte di esse arrivarono poi alla banalità assoluta (se paragonate alla consistenza di CERTA MUSICA ROCK degli anni 70). Ricordo che in quegli anni 80 la sera prima di addormentarmi guardavo spesso MTV rimanendo SCONCERTATO per la POCHEZZA MUSICALE della maggioranza dei nomi che passavano uno dopo l'altro in rassegna

Questa cosa era altrettanto vera riguardo i brani che venivano passati in radio o nelle rarissime trasmissioni musicali televisive dei due decenni precedenti: in larghissima parte puttanate destinate ad orecchie incolte, e non appena si passava a qualcosa di più serio, regolarmente il brano veniva tagliato attorno ai 3 minuti massimo. Possiedo decine e decine di bobinette Geloso con registrazioni originali d'epoca a testimoniarlo, e che posso esibire a richiesta. [:D] [:D] [:D] Per cui, come dice il proverbio, era "cambiato il maestro di cappella, ma la musica era sempre quella". [:D] (OK potresti citarmi qualche radio pirata degli anni '70 che trasmetteva rock progressivo, e anche qui il paragone sarebbe metodologicamente scorretto: si trattava per l'appunto di trasmissioni illegali di nicchia, non del broadcast mainstream).

negli anni 80 con la nascita di MTV, si è assistito ad una proliferazione di pseudo "artisti" che a malapena sapevano suonare o cantare;

Questo era almeno altrettanto vero anche nei decenni precedenti: basterà citare il fenomeno degli "urlatori" e delle varie ragazze yè-yè [:D] non penso serva nemmeno affaticarmi oltre alla tastiera... [:D]

Fattore IMMAGINE che aveva messo in secondo piano il FATTORE AUDIO = Gli anni 80 sono stati soprattutto QUESTO in campo POP.

No non è assolutamente vero: ascoltati bene in cuffia come sono arrangiati i dischi dei Duran Duran o degli Spandau Ballet o dei Talk Talk, sono delle meraviglie! E ti ho citato appositamente complessi che hanno avuto un successo planetario, non roba di nicchia!

gli anni 90 sono stati anche PEGGIO.

...e su questo siamo pienamente d'accordo... [:D] [:D] [:D] Voglio però approfittarne per dire che non è che io critichi gli anni '90 perché ormai ero un vecchio rimbambito, quando qualche artista di valore è emerso sono sempre stato pronto a riconoscerlo al volo, mi basterà citare Tori Amos che ha costruito tutto il meglio della sua carriera proprio nella prima metà degli anni '90.

La vera definitiva sublimazione della nullità assoluta. Basti solo ricordare [...] 'Spice girls'.

Vedasi di nuovo il paragone con le ragazze yè-yè urlatrici [:D] [:D] [:D] Se posso dire comunque, a partire dal punto fermo che era un'operazione commerciale studiata a tavolino e che sitamo parlando di musica leggera anzi leggerissimà (quindi di nuovo sarebbe assolutamente incongruo un paragone col rock progressivo et similia) si trattava di un'operazione molto ben fatta: le canzoni erano veramente simpatiche e ben confezionate (alcune addirittura belle) e l'idea del differente "spirito" delle cinque ragazze, di modo che ciascuna o ciascuno a vario titiolo si potesse identificare in una di loro, era molto avanti sui tempi, "inclusiva" diremmo oggi. E almeno alcune di loro, a differenza delle urlatrici yè-yè, erano veramente brave a cantare: penso soprattutto a Mel C (Sporty Spice) che aveva (ha) una voce dal timbro magnifico, e l'ha poi dimostrato con collaborazioni con Bryan Adams e Left Eye che sono rimaste memorabili.

...e questo basti per far capire che non critico gli anni '90 apoditticamente in quanto ormai precocemente ridotto a "matusa brontolone" [:D] ma cercavo di seguire tutto e mi digerivo pure questa robetta qui! [:D] [:D] [:D]
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby TDuke » 08 May 2026, 09:21

Premesso che in ogni decennio (perfino quello attuale) è possibile trovare band o interpreti di grande caratura credo fortemente (che poi è lo specchio dei miei gusti personali) che quello che si è sviluppato dalla fine degli anni 60 fino alla fine degli anni '70 arrivando magari anche fino al 1980 non abbia uguali come qualità e creatività sia come "genesi" di nuovi generi che sarebbero arrivati dopo sia come evoluzione di generi precedenti e questo parlando ad ampio spettro musicale e di generi quindi dalla musica leggera al rock nella sue tante declinazioni (rock psichedelicho, hard rock, prog rock, blues rock etc) alla musica soul come anche nel country, nel blues ma anche la disco music... il periodo diciamo '68-'78 (ma anche arrivando all' '80) per me è ineguagliabile per la musica contemporanea, questo appunto senza negare che musica di qualità sia stata fatta sia prima che dopo. [:)]
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby aorlansky60 » 08 May 2026, 09:37

HIGH wrote :
"Di pari passo è andato l'imbarbarimento dell'alta fedeltà, con l'orrendo CD spinto a forza come unico medium di fruizione della musica, nonché impianti hi-fi sempre più ignobili e sempre più tristi; il tutto ha portato alla chiusura a livello planetario di praticamente tutti i negozi di dischi e di impianti stereo"


Caro MARCO,
essendo Tu ed io piuttosto sensibili (oltre che appassionati) all'aspetto TECNICO dell HI-FI [in fatto di APPARECCHIATURE AUDIO] nel corso della sua evoluzione storica, con me sollevando questo argomento tocchi terreno fertile; [;)] anticipo nel dire che concordo con quanto hai scritto. Anche perchè "l'ho vissuto" come appassionato.

Proprio all alba del decennio 90 avvenne l'inizio di quello strano fenomeno che possiamo ricordare definito come HI-HI "ESOTERICA" ovvero apparecchi audio sempre più spinti all'estremo, dove l'estremo era "più costa caro più va meglio", ricordo bene che questa fu la teoria inculcata 30anni fà ed oltre ("spinta" ad iniziare dalle stesse riviste specializzate). Avvenne infatti che poco a poco sparì la "classe media" di prodotti audio, a favore di 2 sole categorie: "quella per ricchi nababbi" dato l'elevato ed in molti casi ingiustificato ALTO COSTO spropositato in rapporto alle performance, e "quella per poveri utenti" nel vero senso del termine, devices economici ma dalla resa "lasciamo perdere" [:-j] per chi non si poteva permettere di spendere molto...

Ricordo che il metro di paragone era diventato IL COSTO; in quegli anni frequentavo periodicamente diversi negozi ed ambienti HI-FI della mia città ed ho diversi ricordi di discussioni tra appassionati, era diventata una gara "a chi ce l'aveva più grosso" cioè tra chi possedeva l'oggetto più COSTOSO che inevitabilmente doveva "suonare meglio per forza"(sic)... [:-|]

Se c'è un fondamento che mi ha insegnato la vita, è che gli estremismi sono sempre deleteri in qualunque campo di applicazione, e quello sull HI-FI non sfuggì alla regola.

L'aspetto raggiunse il 'grottesco' e il paradosso -ma purtroppo del tutto vero- con I CAVI DI COLLEGAMENTO: cavi elettrici descritti come DALLE PERFORMANCE AUDIO FAVOLOSE realizzati con METALLI PREZIOSI come ARGENTO come conduttore (assolutamente necessari per collegare le tue preziose apparecchiature fantascientifiche, mica vorrai usare una comune "piattina" in rame da 1mm di sezione, no?) venduti al metro al costo di una BUONA SORGENTE nei casi più estremi, una cosa veramente ridicola e miserabile, a pensarci... [xx(]
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby aorlansky60 » 08 May 2026, 09:44

TDuke wrote: il periodo diciamo '68-'78 (ma anche arrivando all' '80) per me è ineguagliabile per la musica contemporanea, questo appunto senza negare che musica di qualità sia stata fatta sia prima che dopo. [:)]


Sottoscrivo totalmente, apportando qualche leggera modifica:

periodo 65-76 se strettamente in campo pop rock,
perchè in realtà JAZZ e FUSION continuarono ALLA GRANDE anche nel decennio successivo,
visto che "di musica contemporanea" si tratta (2nda metà XXmo secolo).
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby Thomas Eiselberg » 08 May 2026, 09:48

highinfidelity wrote:No Alain, secondo me hai alcuni preconcetti: tendi a paragonare il meglio degli anni '70 al peggio degli anni '80. Comunque per me gli anni '80 non sono affatto il decennio di riferimento, lo sono molto di più gli anni '70 anche nel mio caso.


Concordo.
Anche perché lui stesso (non tu o io) in questo stesso topic ha fatto una lista di artisti degli anni '80 di valore. Ergo non pensa affatto che quanto uscito negli anni '80 sia tutto paccottiglia. Poi certo, per i motivi che ha spiegato, per lui gli anni '70 sono molto più importanti, ma non era una "classifica dei decenni". [:D]
Probabilmente (pur apprezzando allo stesso modo gli '80) dovessi fare una scelta propenderei pure io per i '70, ma non è di quello che parlavamo. Non è poi solo una questione di età.

highinfidelity wrote:...e questo basti per far capire che non critico gli anni '90 apoditticamente in quanto ormai precocemente ridotto a "matusa brontolone" [:D] ma cercavo di seguire tutto e mi digerivo pure questa robetta qui! [:D] [:D] [:D]


Neppure io. Di artisti interessanti ce ne sono stati anche in quel decennio. Ho citato i Soundgarden e gli Smashing Pumpkins ad esempio. Poi io, come noto, ascolto pure molto neo prog e metal di quegli anni. E' nornale poi che essendo io stato adolescente negli anni '90 abbia ascoltato e assorbito anche tante cose uscite in quel decennio.

Il punto infatti non è quello. Il punto è che, come ho scritto, negli anni '90 c'è stato il vero crollo di idee e innovazioni. Non solo sono uscite meno cose interessanti in quel decennio, ma le cose migliori non erano più "originali", erano fortemente ispirate da roba già vista nel passato.
Tutti i generi sono stati influenzati da altri generi del passato ma se, ad esempio, il prog alla fine condivideva solo alcune idee con la psichedelia (ma poi di fatto diventò una cosa molto diversa), o il metal prendeva solo spunto dall'hard rock ma poi di fatto diventò un'altra cosa (non solo amplificando il rumore, modificando le strutture dei pezzi, ma spostando proprio la sua impostazione concettuale: dal classico "divertirsi e scopare" a tematiche molto più dark e filosofiche), i generi degli anni '90 di fatto furono un semplice revival di altri, con qualche distorsione in più e un aggiornamento di look.

Comunque quoto tutto quello che hai scritto [;)]
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby aorlansky60 » 08 May 2026, 10:05

highinfidelity wrote: E almeno alcune di loro, a differenza delle urlatrici yè-yè, erano veramente brave a cantare: penso soprattutto a Mel C (Sporty Spice) che aveva (ha) una voce dal timbro magnifico, e l'ha poi dimostrato con collaborazioni con Bryan Adams e Left Eye che sono rimaste memorabili.


Questo è vero: l'unica delle 5 che avesse una certa dote vocale ed un uso studiato della propria voce; le altre 4 "galline" erano state appositamente scelte per sfruttare più che altro l'aspetto visivo delle proprio "grazie" e nient'altro. Solo che anche lei (MelC) immessa in quel repertorio ultra super commerciale che vollero conferire alle Spice, finiva per naufragare con loro (almeno per me) perchè in realtà quel 'gruppetto' vocale ebbe successo strepitoso su scala internazionale: non era cambiata solo l'OFFERTA, era cambiata anche la DOMANDA.
Negli anni 70 esisteva un rapporto di pubblico assai maggiore che voleva e chiedeva MUSICA 'impegnata' ben oltre lo standard pop del tempo, rapporto che poi si è dissolto totalmente col procedere dei decenni, a favore di musica pop più facile da fruire che la maggioranza del pubblico voleva.
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby aorlansky60 » 08 May 2026, 10:31

Thomas Eiselberg wrote:Anche perché lui stesso (non tu o io) in questo stesso topic ha fatto una lista di artisti degli anni '80 di valore. Ergo non pensa affatto che quanto uscito negli anni '80 sia tutto paccottiglia.


caro THOMAS,
quella che ho elencato è "la punta dell'iceberg" per quanto mi riguarda;
la "parte sotto" assai più voluminosa (di quel decennio 80) è serenamente trascurabile in quanto qualitativamente assai al di sotto di uno "standard" personale di riferimento che ho descritto.

Marco mi ha citato Spandau Ballet, Duran Duran, Talk Talk... si certo, carini (più dei primi 2 citati soprattutto Talk Talk, ammetto anche che "The Colour of spring" è registrato STREPITOSAMENTE bene, ma bastasse una registrazione audio allo stato dell'arte per creare un capolavoro, cosa che invece non è) così come carini e simpatici all'ascolto possono essere tutti quelli della mia ormai celebre "lista" [:D] che ogni tanto mi ascolto pure, non lo nascondo, ma... per me tutte quelle proposte anni 80 crollano miseramente se accostate ai miei "standard" di riferimento anni 60/70.
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby highinfidelity » 08 May 2026, 10:40

Purtroppo è tutto verissimo: proprio in quegli anni ci fu una corsa a spingere verso apparecchi dal costo completamente privo di senso per l'acquirente "normale", ma a dire il vero pure per me che della materia sono fortemente appassionato, nel senso che al di sopra di una certa cifra, per qualunque oggetto (disco, apparecchio hi-fi, strumento musicale, ma anche qualunque altra categoria merceologica) a mio parere non ha senso spendere: le preoccupazioni e le priorità della vita sono comunque altre, e i divertimenti vanno mantenuti nei confini di una certa qual sobrietà. Questo a prescindere da qualsiasi altro tipo di ragionamento.

Ma c'è di più, perché questi apparecchi ultra-costosi diventavano progressivamente anche sempre più brutti e uninspiring, privi di controlli, privi di qualasiasi tipo di indicatore, con impostazioni estetiche spesso orrende (classica, negli anni '90, la forma "a supposta") o completamente assurde (tipo astronavi e dischi volanti).

Sulla follia dei cavi, condizionatori di rete e altre scemenze completamente prive di contatto con la fisica regnante in questa parte d'universo (per citare a mia volta il Battiato appena citato da Duke) hai già detto tu e non mi dilungo. Secondo me il fondo lo si è toccato con l'home theater che, ragionamenti di costi a parte, prevedeva che si avessero intere stanze libere di cui non ci si faceva nulla per costruirsi un cinema privato in casa. Io non so che idea si fossero fatti: forse che i redditi si stessero alzando in ragione esponenziale fino a raggiungere l'empireo? Che le case popolari d'un tempo si stessero svuotando a favore di ville collinari indipendenti sui quattro lati? Beh, questo di certo non è accaduto in Italia, dove il potere d'acquisto è addirittura crollato e i monolocali vanno a ruba; ma ascoltando i numerosi podcast inglesi e americani non mi pare sia successo neanche da loro, e che alla fine della fiera il mercato hi-fi "goda" delle stesse pessime condizioni di salute in tutto il mondo.

Riassumendo: venne completamente trascurata l'unica proposta sensata, cioè quella di proporre apparecchi che fossero veramente più belli, più funzionali e più accattivanti. La stampa dell'epoca fu completamente acritica (in larghissima parte lo è ancora adesso) verso la deriva suicida presa, in quanto le riviste di settore campavano (e campano tutt'oggi) più della pubblicità degli inserzionisti che delle vendite in edicola, e quando questa cosa succede è facile immaginare che sarà ben difficile leggere delle critiche verso i prodotti presentati e, più in generale, verso la strada intrapresa. I risultati sono sotto gli occhi di tutti.
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby highinfidelity » 08 May 2026, 10:47

aorlansky60 wrote:Negli anni 70 esisteva un rapporto di pubblico assai maggiore che voleva e chiedeva MUSICA 'impegnata' ben oltre lo standard pop del tempo, rapporto che poi si è dissolto totalmente col procedere dei decenni, a favore di musica pop più facile da fruire che la maggioranza del pubblico voleva.

Anche questa cosa mi risulta non vera: in un'altra discussione parallela testimonianze d'epoca hanno asserito che ciò che andava più alla grande in quel decennio era la disco dance, e onestamente non mi stupisce affatto. La fascia di popolazione che richiede musica "impegnata" oltre lo standard è sempre stata, è, e sempre sarà minoritaria.
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby rkive » 08 May 2026, 12:48

IT vecchio come sound.

Sicuramente, ma ci sono brani evergreen che ancora si ascoltano per radio come classici.

Per non parlare di Follow You Follow Me o That's All.
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby TDuke » 08 May 2026, 13:23

aorlansky60 wrote:
TDuke wrote: il periodo diciamo '68-'78 (ma anche arrivando all' '80) per me è ineguagliabile per la musica contemporanea, questo appunto senza negare che musica di qualità sia stata fatta sia prima che dopo. [:)]


Sottoscrivo totalmente, apportando qualche leggera modifica:

periodo 65-76 se strettamente in campo pop rock,
perchè in realtà JAZZ e FUSION continuarono ALLA GRANDE anche nel decennio successivo,
visto che "di musica contemporanea" si tratta (2nda metà XXmo secolo).


Infatti se noti tra i tanti generi che ho nominato manca proprio il Jazz che probabilmente è l'unico dove le cose migliori sono arrivate anche prima di quel decennio, direi anche molto prima [;)]
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby aorlansky60 » 08 May 2026, 18:10

highinfidelity wrote:
aorlansky60 wrote:Negli anni 70 esisteva un rapporto di pubblico assai maggiore che voleva e chiedeva MUSICA 'impegnata' ben oltre lo standard pop del tempo, rapporto che poi si è dissolto totalmente col procedere dei decenni, a favore di musica pop più facile da fruire che la maggioranza del pubblico voleva.


Anche questa cosa mi risulta non vera: in un'altra discussione parallela testimonianze d'epoca hanno asserito che ciò che andava più alla grande in quel decennio era la disco dance, e onestamente non mi stupisce affatto. La fascia di popolazione che richiede musica "impegnata" oltre lo standard è sempre stata, è, e sempre sarà minoritaria.



La "disco" nata in USA ed esportata in EU (già da metà anni 70) ebbe un alto successo di pubblico, vero, ma non si prese 'tutta' la 'torta' di pubblico.

Se un alto rapporto di pubblico che chiede "musica più impegnata" dello standard pop può essere misurato CON I NUMERI DI VENDITA DEGLI ALBUMS DEL PERIODO, allora gli esempi sono piuttosto numerosi; ecco un elenco di musica ROCK "impegnata" pubblicata in quegli anni (non certo realizzata con la PRIORITA' di VENDERE, se lo "standard" per farlo corrispondeva alla "disco" o al 'pop' dozzinale) :


cito i "mercati" discografici più importanti. Dati ufficiali RIAA.
I DATI SI RIFERISCONO ALL'IMMEDIATO ANNO DI PUBBLICAZIONE.
Chiaro che nel corso del tempo (son passati 50anni!) hanno realizzato anche di più...


1970 JOHN BARLEYCORN MUST DIE (TRAFFIC) : 5ta pos. USA
1971 The Low Spark of High Heeled Boys (TRAFFIC) : 7ta pos. USA

1970 ATOM EARTH MOTHER (Pink Floyd) : 1ma pos. UK
1973 DARK SIDE OF THE MOON (Pink Floyd) : 1ma pos. UK, 1ma pos. USA
1975 WISH YOU WHERE HERE (Pink Floyd) : 1ma pos. UK, 1ma pos. USA
1977 ANIMALS (Pink Floyd) : 2nda pos. UK, 3za pos. USA

1971 FRAGILE (YES) : 7ma pos. UK, 4ta pos. USA
1972 CLOSE TO THE EDGE (YES) : 4ta pos. UK, 3za pos. USA
1973 YESSONGS (YES) : 7ma pos. UK, 10ma pos. USA
1973 TALES FROM TOPOGRAPHIC OCEANS (YES) : 1ma pos UK, 6ta pos. USA
1974 RELAYER (YES) : 4ta pos. UK, 5ta pos. USA

1970 EMERSON LAKE AND PALMER (EL&P) : 3za pos. UK
1971 TARKUS (EL&P) : 1ma pos. UK, 9na pos. USA
1972 TRILOGY (EL&P) : 2nda pos. UK, 5ta pos. USA
1973 BRAIN SALAD SURGERY (EL&P) : 2nda pos. UK, 10ma pos. USA

1971 UNTITLED(LED ZEPPELIN IV) : 1ma pos. UK, 1ma pos. USA
1975 PHYSYCAL GRAFFITI (LED ZEPPELIN) : 1ma pos. UK, 1ma pos. USA
1976 PRESENCE (LED ZEPPELIN) : 1ma pos. UK, 1ma pos USA

1971 FIREBALL (DEEP PURPLE) : 1ma pos. UK
1972 MACHINE HEAD (DEEP PURPLE) : 1ma pos. UK, 7ma pos. USA
1972 MADE IN JAPAN (DEEP PURPLE) : 6ta pos. USA
1973 BURN (DEEP PURPLE) : 3za pos. UK, 9na pos. USA

1973 TUBULAR BELLS (Mike Oldfield) : 1ma pos. UK, 3za pos. USA
1975 OMMADAWN (Mike Oldfield) : 4ta pos. UK

1970 BENEFIT (Jethro Tull) : 3za pos. UK, 10ma pos. USA
1971 AQUALUNG (Jethro Tull) : 4ta pos. UK, 7ma pos. USA
1973 A PASSION PLAY (Jethro Tull) : 1ma pos. USA (!!!)
1975 WAR CHILD (Jethro Tull) : 2nda pos USA (!)

1975 ONE OF THESE NIGHT (EAGLES) : 1ma pos. USA
1977 HOTEL CALIFORNIA (EAGLES) : 2nda pos. UK, 1ma pos. USA
1979 THE LONG RUN (EAGLES) : 4ta pos. UK, 1ma pos. USA

1975 RED OCTOPUS (JEFFERSON STARSHIP) : 1ma pos. USA
1976 SPITFIRE (JEFFERSON STARSHIP) : 1ma pos. USA

1974 PRETZEL LOGIC (STEELY DAN) : 8va pos. USA
1977 AJA (STEELY DAN) : 5ta pos. UK, 3za pos. USA
1980 GAUCHO (STEELY DAN) : 9na pos. USA

1977 FLEETWOOD MAC (FLEETWOOD MAC) : 1ma pos. USA
1978 RUMOURS (FLEETWOOD MAC) : 1ma pos. UK, 1ma pos. USA
1979 TUSK (FLEETWOOD MAC) : 1ma pos. UK, 3za pos. USA

1976 BOSTON (BOSTON) : 3za pos. USA
1978 DON'T LOOK BACK (BOSTON) : 1ma pos. USA



RICORDO CHE RIUSCIRE AD ENTRARE NEI PRIMI 10 IN USA EQUIVALEVA A FARE UN 'BINGO' COLOSSALE IN TERMINI DI INCASSI. RAGGIUNGERE LA #1 CAMBIAVA LETTERALMENTE LA VITA (con la casa discografica che gongolava e coccolava 'il' o 'i suoi' "protetti" - con rinnovo contrato per essi assicurato, e con 'assegno' SUPER maggiorato).

Ciò che stupisce maggiormente di queste CIFRE, è l'ALTA considerazione concessa al tempo dal pubblico USA al PROGRESSIVE BRITANNICO, notoriamente 'musica ostica' per i nord americani, ma non al punto in cui si poteva pensare. Incredibile ancora oggi, pensare alla #1 raggiunta da A PASSION PLAY uno degli albums più "ostici" della storia.

Ho elencato solo mercati discografici UK e USA in quanto da sempre i più importanti in termini ECONOMICI sulla faccia della Terra, in particolare quello USA. Ma i dati statistici riferiscono che tutti questi titoli che ho elencato "andarono alla grande" anche da altre parti come Australia, Germania, Francia ed altri Paesi EU. (con l'eccezione di A PASSION PLAY che fu snobbato in madre patria, anche in conseguenza di CRITICHE FEROCI che gli riservò la stampa specializzata Britannica).
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby maomac 2 » 08 May 2026, 19:34

A Passion Play uno dei misteri della musica di quei anni, disco per i miei gusti inascoltabile non sono mai riuscito arrivare alla fine, eppure a quanto pare è piaciuto a molti (oppure no) [:-D] [:-D] [:-D]
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby Betelgeuse » 08 May 2026, 19:46

Degli album elencati da Aor, solo per Fragile, Tarkus, Burn, Aqualung e Tubular Bells può essere scomodata la parola "capolavoro".
A mio avviso, naturalmente.
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby TDuke » 08 May 2026, 22:55

maomac 2 wrote:A Passion Play uno dei misteri della musica di quei anni, disco per i miei gusti inascoltabile non sono mai riuscito arrivare alla fine, eppure a quanto pare è piaciuto a molti (oppure no) [:-D] [:-D] [:-D]



Ehm sono fra quelli a cui non solo è piaciuto ma che pure se lo riascolta ogni tanto [:)]
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby aorlansky60 » 09 May 2026, 07:18

@Maomac

hai detto bene di A PASSION PLAY : un vero e proprio "mistero" [:-I] il fatto che -cifre uff.li alla mano- sia riuscito a piacere così tanto agli "yankees" che lo comprarono da mandarlo sparato alla #1 di Billboard...

anche per me -dopo 50anni in mio possesso- rimane un "mistero" di album, nel senso che non l'ho mai compreso e mai ricordo di essere riuscito ad ascoltarlo tutto dall'inizio alla fine...

I punti di vista in merito sono controversi: nel tempo ho letto anche di recensioni (non improvvisate ma fatte da redattori di un certo livello) che addirittura l'hanno "alzato" a rango di "una delle massime espressioni del progressive rock" [:-|] ma più generalmente sono impostate su un opinione ASSAI CRITICA ed assai poco generosa...

Alla fine credo si tratti di un opera priva di qualsiasi "sfumatura di grigio" :
o la si ama [8:-x] o la si detesta [X-P]      (senza "vie di mezzo")

[:D]

Credo che sarete tutti a conoscenza dell'aneddoto che seguì poco dopo la pubblicazione di quest'album...
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby aorlansky60 » 09 May 2026, 07:29

Betelgeuse wrote:Degli album elencati da Aor, solo per Fragile, Tarkus, Burn, Aqualung e Tubular Bells può essere scomodata la parola "capolavoro".
A mio avviso, naturalmente.


Una domanda: li conosci davvero tutti a fondo? [:-I]
...perchè per me la parola "capolavoro" può essere estesa senza alcuno sforzo ben oltre quelli che hai citato, per es. : "PRETZEL LOGIC" e "AJA" [per me] rientrano a pieno diritto in quel ristretto rango... così come per me, inversamente parlando, "Burn" non è certo da ritenere "un capolavoro"; buono senz'altro, ma non ai livelli di solo qualche anno prima dei PURPLE (periodo IN ROCK, MACHINE HEAD, MADE IN JAPAN per intenderci)...
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby aorlansky60 » 09 May 2026, 07:41

...comunque, per ritornare sul concetto che mi ha spinto a fare quel recente elenco di titoli storici, la PROVA dei NUMERI di CLASSIFICA testimonia che almeno per quanto riguarda la 1ma metà anni 70 (prima che irrompesse "la disco" con il contemporaneo afflosciamento del PROGRESSIVE) una larga percentuale di pubblico chiedeva ed ACQUISTAVA dischi di MUSICA ROCK piuttosto IMPEGNATA; ma anche la 2nda metà di quel decennio non è stata certo tutta appannaggio della DISCO almeno per il pubblico nord americano: quei 4 NOMI di origine Americana che ho elencato (STEELY DAN, EAGLES, JEFFERSON STARSHIP, BOSTON) non fecero certo "musica di facile ascolto" e ne potrei citare tantissimi altri appartenenti A QUEL GENERE DI MUSICA sempre di quella sponda dell'Atlantico (Lynyrd Skynyrd, Poco, America, James Taylor, tutta la "famiglia" Crosby Stills Nash & Young, Joni Mitchell e ancora tanti altri) che furono giustamente popolarissimi al tempo in USA -e non solo- tanto da essere molto spesso presenti in classifica con i loro albums ANCHE NELLA SECONDA META' del decennio 70...
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby Duke59 » 09 May 2026, 07:52

aorlansky60 wrote:
highinfidelity wrote:
aorlansky60 wrote:Negli anni 70 esisteva un rapporto di pubblico assai maggiore che voleva e chiedeva MUSICA 'impegnata' ben oltre lo standard pop del tempo, rapporto che poi si è dissolto totalmente col procedere dei decenni, a favore di musica pop più facile da fruire che la maggioranza del pubblico voleva.


Anche questa cosa mi risulta non vera: in un'altra discussione parallela testimonianze d'epoca hanno asserito che ciò che andava più alla grande in quel decennio era la disco dance, e onestamente non mi stupisce affatto. La fascia di popolazione che richiede musica "impegnata" oltre lo standard è sempre stata, è, e sempre sarà minoritaria.



La "disco" nata in USA ed esportata in EU (già da metà anni 70) ebbe un alto successo di pubblico, vero, ma non si prese 'tutta' la 'torta' di pubblico.



Forse già l'avevo scritto ma ricordo che nel 1975-1980 a scuola ero in una classe di circa 30 persone, bene sui 30 UNO SOLO ascoltava progressive (ovvero il sottoscritto [:D] ) gli altri 29 ascoltavano disco e canzonette.

L'unica eccezione erano i PInk Floyd che, dopo Dark Side, divennero universali.

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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby TDuke » 09 May 2026, 07:56

Assolutamente concordo con Aor e sono felice che abbia citato i grandi nomi di quel genere che venne genericamente chiamato "West coast" a cui vanno ricordati artisti del calibro di Jackson Browne (un vero gigante) , Randy Newman, Carly Simon e molti altri, ricordiamo anche i Doobie Brothers (band tra le mie preferite) che da noi in Italia hanno avuto un successo limitato all'eco di Long Train Running e pochi altri successi ma che negli Usa (ed in altri paesi) godevano della stessa (meritata) fama e successo di gruppi come gli Eagles ed i Fleetwood Mac, rimanendo sempre sulla costa atlantica come non pensare a Ry Cooder... vabbè come dicono i giovani "tanta roba" in quegli anni [:D]
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby highinfidelity » 09 May 2026, 08:30

Duke59 wrote:Forse già l'avevo scritto ma ricordo che nel 1975-1980 a scuola ero in una classe di circa 30 persone, bene sui 30 UNO SOLO ascoltava progressive (ovvero il sottoscritto [:D] ) gli altri 29 ascoltavano disco e canzonette.

Sì sì infatti ti ho citato come "testimonianza d'epoca" [:D]
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby Thomas Eiselberg » 09 May 2026, 09:13

Betelgeuse wrote:Degli album elencati da Aor, solo per Fragile, Tarkus, Burn, Aqualung e Tubular Bells può essere scomodata la parola "capolavoro".
A mio avviso, naturalmente.


Per me manco per Tarkus [:D]

Ma ci metterei Animals [:)]

maomac 2 wrote:A Passion Play uno dei misteri della musica di quei anni, disco per i miei gusti inascoltabile non sono mai riuscito arrivare alla fine, eppure a quanto pare è piaciuto a molti (oppure no) [:-D] [:-D] [:-D]


Il classico mattone. La noia fatta musica [:D]
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby aorlansky60 » 09 May 2026, 09:40

TDuke wrote:Assolutamente concordo con Aor e sono felice che abbia citato i grandi nomi di quel genere che venne genericamente chiamato "West coast" a cui vanno ricordati artisti del calibro di Jackson Browne (un vero gigante) , Randy Newman, Carly Simon e molti altri, ricordiamo anche i Doobie Brothers (band tra le mie preferite) che da noi in Italia hanno avuto un successo limitato all'eco di Long Train Running e pochi altri successi ma che negli Usa (ed in altri paesi) godevano della stessa (meritata) fama e successo di gruppi come gli Eagles ed i Fleetwood Mac, rimanendo sempre sulla costa atlantica come non pensare a Ry Cooder... vabbè come dicono i giovani "tanta roba" in quegli anni [:D]


eh ma... caro TDuke, allora Tu ed io parliamo DAVVERO la stessa lingua! [:D] [8D]

Il fatto è che in quel decennio (parlo dell'intero decennio 70) in USA erano popolarissimi (ed acquistatissimi oltre che seguitissimi via LIVE) nomi dediti al Rock che da noi in Eu e in ITA nemmeno arrivavano anche solo come semplice "riflesso", perchè la maggioranza della stampa specializzata (a parte pochissime eccezioni) li snobbò completamente (e direi colpevolmente); ai nomi che hai fatto aggiungo un [per me] GRANDISSIMO AUTORE&COMPOSITORE quale il canadese Bruce COCKBURN, che durante tutto il decennio in oggetto pubblicò una serie di albums UNO PIU' BELLO DELL'ALTRO.
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby aorlansky60 » 09 May 2026, 09:49

Duke59 wrote:
Forse già l'avevo scritto ma ricordo che nel 1975-1980 a scuola ero in una classe di circa 30 persone, bene sui 30 UNO SOLO ascoltava progressive (ovvero il sottoscritto [:D] ) gli altri 29 ascoltavano disco e canzonette.



La stessa cosa posso testimoniare anch'io del mio periodo alle "superiori"; dettaglio che però non dimostra nulla sul tema ultimamente trattato; perchè? perchè il ns Paese era nulla (in termini di num. di abitanti e quindi di potenziali consumatori) se messo di fronte a Paesi come UK ma soprattutto USA, il cui num. di abitanti al tempo (300 milioni di cittadini) era superiore a quello di Italia Francia Germania e Regno Unito MESSI INSIEME.

Ecco spiegata l'importanza primaria del mercato discografico nord Americano rispetto a qualunque altro: potevano vantare cifre che i Paesi EU manco si sognavano!
Un statistica del 69 rende bene l'idea: in quell'anno e solo in quell'anno, gli acquisti di DISCHI VINILI (suddivisi tra 33g e 45g) da parte del PUBBLICO USA arrivò alla cifra di
1 miliardo di $(!!) che per l'epoca è cosa SBALORDITIVA considerando che sia stata spesa "solo" per dischi di musica!
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby aorlansky60 » 09 May 2026, 10:04

Thomas Eiselberg wrote:
maomac 2 wrote:A Passion Play uno dei misteri della musica di quei anni, disco per i miei gusti inascoltabile non sono mai riuscito arrivare alla fine, eppure a quanto pare è piaciuto a molti (oppure no) [:-D] [:-D] [:-D]


Il classico mattone. La noia fatta musica [:D]


Potesse leggerti, Ian Anderson ti risponderebbe così: [>:-D]

[:-D]
Nel mio prec. intervento a riguardo, avevo scritto "Credo che sarete tutti a conoscenza dell'aneddoto che seguì poco dopo la pubblicazione di quest'album..." ; [:D]
sicuramente in 20anni di frequentazione al GFI l'avrò senz'altro già descritto, ma una volta più non guasta:

il fatto è che dopo averne completate le sessions di reg. (ancora prima della pubblicazione) per Ian ANDERSON si trattava della COSA MIGLIORE CHE AVESSE MAI FATTO PRIMA con i Jethro Tull (ne era infatti il principale autore e ne era molto orgoglioso); rimase pertanto alquanto sorpreso quando, una volta pubblicato l'album, lesse le recensioni (per niente positive) che la stampa specializzata britannica riservò a 'A PASSION PLAY'; la sua sorpresa si mutò ben presto in una RABBIA SCONFINATA [>:-D] verso i recensori, tanto che decise di iniziare UN SILENZIO STAMPA nei confronti delle riviste specializzate e verso tutta la stampa UK in genere, che mantenne fino alla pubblicazione del loro successivo album, 'WAR CHILD' del 1975 (che ritornò a riscuotere i favori della critica Britannica). [:D]

La sua grande delusione -per il trattamento che in madre patria fu riservato al disco- fu lenito in parte dal grande successo di vendite che l'album riscosse in USA, un risultato che forse forse nemmeno lui si aspettava... invece in UK il disco andò malissimo (verosimilmente il pubblico di casa venne influenzato non poco da quelle assai "cattive" recensioni)...
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby Thomas Eiselberg » 09 May 2026, 10:23

aorlansky60 wrote:

Potesse leggerti, Ian Anderson ti risponderebbe così: [>:-D]

[:-D]


Eh lo so, da fan dei Jethro Tull apprezzo tantissimi loro album, anche non molto ben valutati dalla critica, ma quello proprio non riesco a reggerlo. Mi sembra il classico album nel quale un gruppo è più interessante a fare vedere quanto è colto musicalmente, quanto è raffinato, quanto è preparato tecnicamente che a cercare di interessare l'ascoltatore o ad emozionarlo.

Dal mio punto di vista la delusione poi è doppia. Perché dagli Yes un TFTO me lo posso aspettare, gli Elp non ne parliamo. Ma a mio avviso i JT sono sempre stati lontanissimi da certi manierismi e pretenziosità del prog.
Per fortuna hanno sfornato tanta altra roba (per me) 1000 volte migliore [:D]
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Postby TDuke » 09 May 2026, 11:47

Mi stupisce un po' questo astio per A Passion Play soprattutto da chi ama il prog, certamente la prima posizione negli USA fu un risultato sbalorditivo e penso anche "esagerato", ma lo considero appunto album molto interessante , non certo imprenscindibile ma non noioso, aggiungerei anche più coraggioso rispetto agli album successivi, decisamente molto buoni ma anche dal sound più "conservativo" (intendo sia l'ottimo "Songs from the Wood" che la cosidetta "trilogia folk" successiva, con alti e bassi a livello qualitativo) [:)]
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby Thomas Eiselberg » 09 May 2026, 12:05

TDuke wrote:Io invece fatico a concepire questo astio per A Passion Play soprattutto da chi ama il prog, certamente la prima posizione negli USA fu un risultato sbalorditivo e penso anche "esagerato", ma lo considero appunto album molto interessante , non certo imprenscindibile ma certamente non noioso, aggiungerei anche più coraggioso rispetto agli album successivi, decisamente molto buoni ma anche dal sound più "conservativo" (intendo sia l'ottimo "Songs from the Wood" che la cosidetta "trilogia folk" successiva con alti e bassi a livello qualitativo) [:)]



Nessun "astio". I JT sono tra i miei gruppi preferiti di quell'epoca, non avrei motivo di giudicare male un loro disco se davvero non lo ritenessi semplicemente noioso o inascoltabile. [;)]
Per me rappresenta il lato più deleterio del prog, quello che meno apprezzo del genere: la prolissità inutile, la pretenziosità eccessiva, il manierismo, la lungaggine per il gusto della lungaggine, il tecnicismo fine a se stesso ecc.
Album "coraggiosi a tavolino", non perché c'era una reale necessità di fare qualcosa di diverso ma per il solo gusto di fare vedere quanto si è bravi (che poi se proprio vogliamo parlare di originalità A Passion play non è che una copia sbiadita di Thick: ne riprende struttura, formula ma senza uno straccio di idea che sia una memorabile)

Le stesse caratteristiche che mi portano a non apprezzare certe cose sfornate dagli ELp o gli Yes. Va da sé che chi apprezza quel lato del prog può anche apprezzare tantissimo A Passion Play. Io invece quel tipo di prog lì non l'ho mai sopportato (ho scritto più volte che le suites di 20 minuti e oltre che giudico capolavori le conto sulle dita della mano).
Thick as a brick (che pure presenta qualche ripetitività nella seconda parte) sta a distanze siderali come idee, inventiva ed emozioni che mi suscita. [:)]

Per me ad esempio i dischi della famosa trilogia folk si mangiano a colazione A Passion play senza alcuna difficoltà (Stormwatch un pelo inferiore agli altri 2 ma sempre più che discreto) proprio per i motivi di cui sopra
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby aorlansky60 » 09 May 2026, 18:16

TDuke wrote:
"Mi stupisce un po' questo astio per A Passion Play soprattutto da chi ama il prog"

Posso considerarmi un amante del progressive (di cui ho costruito nel tempo una collezione di dischi piuttosto ampia e fornita, anche attraverso nomi cosiddetti "minori") ma sinceramente un opera così "ostica" come quella in oggetto non l'ho mai incontrata. [:(]
Non si tratta di astio (anch'io sono un estimatore dei Jethro Tull) ma sono proprio "io" che non sono mai riuscito ad entrare in sintonia con esso fino a capirlo almeno di un minimo. Ci ho provato varie volte in 50anni ma niente da fare. Non so che altro dire. Ormai ci ho rinunciato. Questo titolo sarà destinato anche per me a rimanere un "mistero" insoluto all'interno della mia collezione. [:D]
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby maomac 2 » 09 May 2026, 19:49

Duke59 wrote:

Forse già l'avevo scritto ma ricordo che nel 1975-1980 a scuola ero in una classe di circa 30 persone, bene sui 30 UNO SOLO ascoltava progressive (ovvero il sottoscritto [:D] ) gli altri 29 ascoltavano disco e canzonette.

L'unica eccezione erano i PInk Floyd che, dopo Dark Side, divennero universali.

.

Anch'io in quegli anni 1978/1979 mi trovai a combattere la mia personale battaglia contro la discomusic e canzonette varie, infatti riuscii a ritagliarmi una trasmissione bisettimanale in una radio locale, dove trasmettevo solo musica rock prog blues e country. Tutti dischi che portavo da casa e logicamente penso che non mi ascoltava nessuno [:-D] . Dopo due anni mi diedero il benservito [:-D]
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Postby Betelgeuse » 09 Jun 2026, 17:27

In leggero ritardo, ricordo un'importante ricorrenza: Invisible Touch, uscito il 6 Giugno 1986, ha compiuto 40 anni.
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby maomac 2 » 09 Jun 2026, 19:12

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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby Thomas Eiselberg » 09 Jun 2026, 19:26

Mah. Con tutto il bene che si può volere a Zuffanti, ma se dice di riascoltare IT senza pregiudizi e comunque lo definisce "il peggior album dei Genesis" (la sua premessa è "Non a caso l’ho inserito all’ultimo posto nella classifica dei dischi dei Genesis. Una posizione che merita ampiamente") vuol dire che c'è ben poco da rivalutare. [:D]

Il suo articolo è impostato sul classico "si, ma ha venduto tanto". Beh, di dischi brutti che hanno venduto tanto è pieno il mondo.

Però su una cosa sono totalmente d'accordo (sembra che Zuffanti mi abbia letto [:D] ). Quando dice che l'album è brutto forte soprattutto per colpa dei suoni: "Se noi levassimo da Invisible Touch tutti i quintali di finto, sarebbe un’altra cosa. Non dico che le canzoni brutte diventerebbero belle ma parte della loro bruttezza è indubbiamente data dai suoni" [^] [:D]
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Postby highinfidelity » 10 Jun 2026, 07:50

Praticamente sembra un pezzo scritto estrapolando commenti e spigolature da questo forum! [:-D]
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Postby aorlansky60 » 10 Jun 2026, 08:29

Betelgeuse wrote:In leggero ritardo, ricordo un'importante ricorrenza: Invisible Touch, uscito il 6 Giugno 1986, ha compiuto 40 anni.


grazie, ma non ne sentivo affatto il bisogno [:D] :

dopo l'ascolto "integrale" di IT (cosa che NON avevo mai fatto in 40anni) a cui sono stato costretto mio malgrado [per potere operare con un minimo di accuratezza personale i miei voti alle singole canzoni] ho deciso che quel disco lì (che non posseggo, se non solo in formato liquido MP3) sarà destinato al baule dei [brutti] ricordi, da non aprire mai più in futuro... [8D]

"Però su una cosa sono totalmente d'accordo (sembra che Zuffanti mi abbia letto [:D] ). Quando dice che l'album è brutto forte soprattutto per colpa dei suoni: "Se noi levassimo da Invisible Touch tutti i quintali di finto, sarebbe un’altra cosa. Non dico che le canzoni brutte diventerebbero belle ma parte della loro bruttezza è indubbiamente data dai suoni""

Mi aggiungo; peraltro è un concetto (quello dei SUONI ORRIPILANTI scelti per IT) che ho scritto anch'io molte volte in passato, qui al GFI. E penso che non siamo i soli, a pensarla così...
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby Thomas Eiselberg » 10 Jun 2026, 11:16

highinfidelity wrote:Praticamente sembra un pezzo scritto estrapolando commenti e spigolature da questo forum! [:-D]



E' esattamente la prima cosa che ho pensato [:-D] [:-D]

Quando paria dei "fan" sembra fare riferimento proprio a noi. Chissà [:D]
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Postby 11mo Conte di Mar » 10 Jun 2026, 15:40

Come quando prepari la carbonara per il tuoi parenti di Roma che ti sono venuti a trovare...con...

l' uovo messo troppo presto che diventa frittatina,
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il grana padano al posto del pecorino

... ma siccome sono educati e ti vogliono bene: "beh la pasta è cotta al punto giusto"...
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby highinfidelity » 11 Jun 2026, 08:40

Sì oddio, io questa cosa dei suoni non la capirò mai tanto, mi sembra anche un po' ignoranza pura e semplice. Ogni musica, e il rock in particolare che è sempre e comunque musica "contemporanea", ha il timbro degli strumenti musicali che andavano per la maggiore sul momento. O quei timbri non ti piacevano neppure all'epoca, e allora la cosa andava scritta subito sul momento, oppure è inutile dire 40 anni dopo che quei suoni sono brutti mentre all'epoca ti esaltavi per la new wave che li usava a tutto andare. Onestamente non ricordo nessuno, ma proprio nessun articolo di quando uscì Invisible Touch in cui qualcuno abbia scritto "ma che cavolo han combinato? Hanno usato dei suoni orrendi": tutti felici come delle pasque e il disco vendeva che era una bellezza.

Poi, certo, ci sono dei timbri che per qualche ragione invecchiano prima e meno bene di altri. Per esempio il suono dell'organo Hammond ci dovrebbe sembrare neanche un suono dei tempi dei nostri nonni, ma proprio dei nostri bisnonni addirittura. Invece non si sa perché ma si ascolta sempre con piacere. Di converso - tanto per dire - i synth drums esaurita la novità del momento sono stati accantonati come vecchiume anche da Phil Collins e da Bill Bruford e da tutti gli altri che ne avevano pur tratto anche nobili sperimentazioni.

Ma un bel disco resta un bel disco, non è che poi diventa brutto perché c'è dentro un certo qual strumento. Tanto per fare un esempio concreto: per "prepararmi" al concerto di Asti ieri sera mi sono riascoltato 17 Re dei Litfiba. È letteralmente straripante di Emulator I Emulator II e Prophet 2000, e per quanto mi riguarda la sua figaggine risiede proprio in quello: gli conferisce un'aria new wave e post-punk fantastica, che sapendo cosa diventeranno i Litfiba in seguito non ti aspetteresti. Non è che lo ascolti pensando "eh certo sarebbe stato meglio se avessero usato il coro dei tramvieri di Firenze anziché le voci del Prophet 2000". È
figo proprio per come è fatto, perché è lo specchio di un'epoca.

Poi per carità, se Invisible Touch a qualcuno ha fatto pettare da sempre, mi sta benissimo: i gusti sono gusti. Ma questo andarne a cercare le ragioni in strumenti che all'epoca usavano tutti e che nessuno si sognava di criticare lo trovo veramente ridicolo oltre che incoerente.
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby Thomas Eiselberg » 11 Jun 2026, 10:36

A mio avviso non è tanto un problema di strumenti utilizzati (quelli erano d'altronde, come dici tu) ma proprio di suoni scelti, di come certe idee poi venivano inserite all'interno dei pezzi. A mio avviso certe canzoni avrebbero giovato di maggior "sobrietà" nella scelta dei suoni. Ad esempio Tonight o Domino o The Brazilian sono letteralmente invase da effettini, sbuffi, jingle alla Mario Bros, synth drums ecc. Ecco sono quelle le cose che mi hanno sempre dato fastidio.
Sarà perchè sotto sotto i nostri avevano ancora un'anima prog e allora anche nei loro dischi più pop tendevano ad esagerare affastellando suoni su suoni, effetti su effetti, anche quando potevano evitare. Altri gruppi erano più "essenziali" e meno barocchi, quindi certe trovate le usavano col contagocce e badavano più all'essenza (a proposito pure io riascoltavo in questo periodo 17 Re. Un discone [;)] ) .

Stiamo parlando in questi giorni di b-sides anni '80. Buona parte degli utenti è concorde nell'affermare che pezzi come Do The Neurotic o Feeding The Fire a livello di sound suonano meglio. Gli strumenti erano gli stessi ovviamente, ma i pezzi non vengono ingolfati da questi effettini vuoti e che oggi risultano invecchiati malissimo. In certi brani di IT invece è come se si fossero "divertiti con i rumorini", ma poi questa "sperimentazione" risulta vuota. Si percepisce questa incapacità di conciliare le due cose ( la sperimentazione e la necessità del brano di durare tanto e avere lunghe parti strumentali che catturino l'ascoltatore).

Non sono un esperto, non so come spiegarmi meglio di così. [;)]


Credo che Zuffanti faccia riferimento a questo. O meglio io lo interpreto così.


Ecco, un gruppo come loro avrebbe dovuto abusare meno di quelle trovate a mio avviso. O meglio loro potevano fare quello che volevano ma a me personalmente non piace quella scelta [;)]

Poi ovviamente quello è solo una parte del problema. Scegliere sonorità più sobrie non avrebbe reso certi brani migliori a livello compositivo (infatti io mi lamento dei suoni nei brani più "ambiziosi" di IT, certi pezzi invece restano brutti a prescindere e sono più sobri a livello di suoni). Infatti come ho scritto nella mia descrizione nel post specifico IT mi ricorda Wind: non mi piace la scelta dei suoni. La differenza sostanziale però è che Wind compositivamente sta 100 spanne sopra e i pezzi sono belli lo stesso [;)]
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Postby TDuke » 11 Jun 2026, 11:21

E sempre curioso notare come molti aspetti degli anni '80 , dalle sonorità alla moda, è come se siano invecchiate peggio rispetto a quelle dei decenni precedenti... roba da studio sociologico [:)]

Certamente come scrive High se all'epoca non hai battutto ciglio per le sonorità non ha molto senso andare a criticarla quarant'anni dopo e passa, magari la puoi contestualizzare, questo sì. Però è vero che ogni album ha una sua palette musicale ben definita , di solito in linea con i tempi ma non obbligatoriamente. Per esempio come scrissi nel thread specifico il mio problema principale con Abacab è proprio la sonorità che per i miei gusti è totalmente antitetica , tanto da non farmi essere oggettivo , lo riconosco , con i brani dell'album (non me ne piace nessuno, ed io stesso sono il primo ad ammettere che sia alquanto strano) cosa che invece non mi succede con "Genesis" e "IT" che pur sono musicalmente "coevi" ad Abacab.
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby highinfidelity » 11 Jun 2026, 13:44

Thomas Eiselberg wrote:Non sono un esperto, non so come spiegarmi meglio di così. [;)]


No figurati, ti sei spiegato benissimo. E nell'àmbito del contesto che hai delineato, il ragionamento fila pure. Non mi sembra però di poter affermare che fosse la medesima prospettiva da cui Zuffanti vedeva le cose nel suo articolo, anzi mi sembrava di più fosse la consueta sparata farcita da luoghi comuni sui "suoni di plastica" eccetera, ma tant'è. Diciamo che da un articolo serio mi sarei aspettato piuttosto una contestualizzazione delle sonorità impiegate in quel disco, ci si è invece limitati al "fa pettare ma ci sono anche cose buone", va beh già meglio di niente.

Venendo a un OT pauroso riguardo 17 Re, credo avrai osservato che a 40 anni di distanza i Litfiba superstiti (nel loro caso, ahimé, è proprio il caso di dirlo...) hanno finalmente rilasciato il brano omonimo, che a suo tempo era stato invece escluso all'ultimo dal disco in quanto ritenuto "non in linea" col resto dei brani. Cosa che ha portato per decenni a chiedersi che cavolo significasse questo riferimento ai 17 Re, con tanto di frammento lirico riportato all'interno della copertina il quale però non corrispondeva a nessuna canzone. Sembra un assurdo dirlo, se si considera quanto commerciali siano diventati più avanti i Litfiba, eppure è possibile che 17 Re (nel senso della singola canzone) fosse ritenuta troppo commerciale. A quanto leggo non è la versione originale ma è stata rimaneggiata, con grande scorno dei fan storici; a me devo dire che invece il brano piace parecchio. Purtroppo è stato pubblicato su un maxi singolo a 45 giri a tiratura limitata che è andato immediatamente esaurito; al che è stato ristampato nuovamente in un colore diverso sempre a tiratura limitata ed è andato immediatamente esaurito in prevendita; attualmente lo si trova solo a 5 volte il prezzo originale sul noto sito di oggetti usati. Mi chiedo come sia stato possibile un simile doppio errore di valutazione, e mi interrogo anche su come sia possibile che i Litfiba, nel bene e nel male da sempre veicolatori di messaggi importanti dal lato politico ed etico, si siano prestati ad una simile porcata commerciale e/o non pretendano che vi si ponga immediatamente rimedio.
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Postby Thomas Eiselberg » 11 Jun 2026, 15:44

highinfidelity wrote:
Venendo a un OT pauroso riguardo 17 Re, credo avrai osservato che a 40 anni di distanza i Litfiba superstiti (nel loro caso, ahimé, è proprio il caso di dirlo...) hanno finalmente rilasciato il brano omonimo, che a suo tempo era stato invece escluso all'ultimo dal disco in quanto ritenuto "non in linea" col resto dei brani. Cosa che ha portato per decenni a chiedersi che cavolo significasse questo riferimento ai 17 Re, con tanto di frammento lirico riportato all'interno della copertina il quale però non corrispondeva a nessuna canzone. Sembra un assurdo dirlo, se si considera quanto commerciali siano diventati più avanti i Litfiba, eppure è possibile che 17 Re (nel senso della singola canzone) fosse ritenuta troppo commerciale. A quanto leggo non è la versione originale ma è stata rimaneggiata, con grande scorno dei fan storici; a me devo dire che invece il brano piace parecchio. Purtroppo è stato pubblicato su un maxi singolo a 45 giri a tiratura limitata che è andato immediatamente esaurito; al che è stato ristampato nuovamente in un colore diverso sempre a tiratura limitata ed è andato immediatamente esaurito in prevendita; attualmente lo si trova solo a 5 volte il prezzo originale sul noto sito di oggetti usati. Mi chiedo come sia stato possibile un simile doppio errore di valutazione, e mi interrogo anche su come sia possibile che i Litfiba, nel bene e nel male da sempre veicolatori di messaggi importanti dal lato politico ed etico, si siano prestati ad una simile porcata commerciale e/o non pretendano che vi si ponga immediatamente rimedio.


Si, Pelù ha detto in recenti interviste che all'epoca la esclusero perchè aveva un sound troppo da "liscio", da balera. [:-D]
Non so sia effettivamente vero e quanto pesantemente ci siano intervenuti ma anche a me la versione "moderna" piace molto. Ho dei mesi gratis di Spotify e tendo sempre a metter su quella da quando l'hanno pubblicata. Se veramente in origine era un pezzo di genere "liscio" non so se mi sarebbe piaciuta allo stesso modo. O forse si, i Litfiba erano particolarissimi nel giocare con sonorità ruspanti mescolandole alla new wave. Chi lo sa [:D] [;)]

Tra l'altro il testo è attualissimo. Anche lì probabilmente l'hanno rimaneggiata in qualche modo, ma sembra parlare dei tempi che stiamo vivendo pur essendo un pezzo di 40 anni fa (per restare a tematiche politiche e etiche) [:-I]

Quanto al resto di quello che hai scritto concordo. Scelta decisamente discutibile in merito alla pubblicazione [:-|]
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby Duke59 » 11 Jun 2026, 18:21

highinfidelity wrote:Sì oddio, io questa cosa dei suoni non la capirò mai tanto, mi sembra anche un po' ignoranza pura e semplice. Ogni musica, e il rock in particolare che è sempre e comunque musica "contemporanea", ha il timbro degli strumenti musicali che andavano per la maggiore sul momento. O quei timbri non ti piacevano neppure all'epoca, e allora la cosa andava scritta subito sul momento, oppure è inutile dire 40 anni dopo che quei suoni sono brutti mentre all'epoca ti esaltavi per la new wave che li usava a tutto andare. Onestamente non ricordo nessuno, ma proprio nessun articolo di quando uscì Invisible Touch in cui qualcuno abbia scritto "ma che cavolo han combinato? Hanno usato dei suoni orrendi": tutti felici come delle pasque e il disco vendeva che era una bellezza.

Poi, certo, ci sono dei timbri che per qualche ragione invecchiano prima e meno bene di altri. Per esempio il suono dell'organo Hammond ci dovrebbe sembrare neanche un suono dei tempi dei nostri nonni, ma proprio dei nostri bisnonni addirittura. Invece non si sa perché ma si ascolta sempre con piacere. Di converso - tanto per dire - i synth drums esaurita la novità del momento sono stati accantonati come vecchiume anche da Phil Collins e da Bill Bruford e da tutti gli altri che ne avevano pur tratto anche nobili sperimentazioni.


Direi che quello che più suona fastidioso alle mie orecchie dei timbri anni '80 sono essenzialmente due cose:

i timbri delle percussioni elettroniche, a volte davvero orribili (esempio massimo il tu-tu-tu-tu pew ... presente in Tonight Tontight Tonight, mai sopportato sin da quando sentìi l'album la prima volta) e il frequente uso di riverberazione eccessiva (esempio estremo il primo album degli Asia con suoni annegati nella melassa del riverbero).

Quanto ai timbri delle tastiere la maggior varietà di suoni resa possibile dalla tecnologia in quegli anni ha fatto sì che la palette dei colori a disposizione si ampliasse rispetto al quadrumvirato tastieristico un po' fisso degli anni '70 che vedeva la combinazione standard di pianoforte-organo-mellotron-synth solista. Arrivati i synth polifonici nuovi suoni cominciarono a diffondersi e furono un elemento creativo in più. Ci fu chi utilizzò questa nuove possibilità in modo molto efficace, innovativo e altamente qualitativo (Depeche Mode - Peter Gabriel - Duran Duran - Tears for fear - Kate Bush ...) mentre altri non li usarono con altrettanta perizia e si accontentarono della possibilità di inserire nella musica "di consumo" effettacci speciali a volte poco raffinati. Per quanto riguarda i Genesis a mio parere, parlando eslusivamente di sonorità, trovo che la produzione di IT sia quella peggiore tra tutti i loro album degli anni '80 ma non tanto per le timbriche usate (tolta la batteria il cui suono su quell'album proprio non mi convince) ma per la scarsa qualità della produzione dell'album. Va comunque riconosciuto che questo album contiene dei tentativi di espansione della palette dei colori in senso "sperimentale" non trascurabili: la cavalcata elettronica di Domino, i synth cupi e minacciosi di Tx3, le percussioni metalliche su Brazilian.

Deviando invece per un secondo verso i Litfiba l'unico loro album che ho posseduto fu "Desaparecido" che mi piacque molto, poi però, stranamente, non seguitai ad ascoltarli, forse perchè in quel periodo ero più interessato a un certo tipo di "new wave" italiana (Garbo, il primissimo Ruggeri, Matia Bazar elettronici) che al rock ( a cui però poi tornai grazie agli U2 e alla ri-scoperta degli Who).
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby Thomas Eiselberg » 11 Jun 2026, 21:04

Duke59 wrote:i timbri delle percussioni elettroniche, a volte davvero orribili (esempio massimo il tu-tu-tu-tu pew ... presente in Tonight Tontight Tonight, mai sopportato sin da quando sentìi l'album la prima volta) e il frequente uso di riverberazione eccessiva (esempio estremo il primo album degli Asia con suoni annegati nella melassa del riverbero).


Esatto. Ma poi ci sono tante altre cose decisamente discutibili (per me). Ad esempio il suono dello sbuffo durante la parte centrale strumentale. Quel "tiruru" dal minuto 3:18 l'ho sempre trovato irritante. Oppure l'effetto grattugia sulla parte in crescendo di Domino. O i percussionismi kitsch da mal di testa di The brasilian, con rumorini su rumorini di tastiere che si inseriscono uno sopra l'altro...
Una In Too Deep al confronto per dire suona molto "pulita", il problema è che non è un granchè come pezzo in sé.
Non è un problema insomma di strumenti utilizzati ma di "effettistica" e di produzione che affossa i brani più "ambiziosi". Quelli meno ambiziosi si affossano da sé pur risultando migliori a livello di suoni scelti.

Duke59 wrote:Deviando invece per un secondo verso i Litfiba l'unico loro album che ho posseduto fu "Desaparecido" che mi piacque molto, poi però, stranamente, non seguitai ad ascoltarli, forse perchè in quel periodo ero più interessato a un certo tipo di "new wave" italiana (Garbo, il primissimo Ruggeri, Matia Bazar elettronici) che al rock ( a cui però poi tornai grazie agli U2 e alla ri-scoperta degli Who).


I primi Litfiba non erano "rock". O meglio erano anche rock ma soprattutto new wave e influenzatissimi dalla musica mediterranea (nei loro pezzi si passava agevolmente dal flamenco, alla musica gitana, ad arie arabe ecc.). La loro particolarità stava proprio in questo: unire le classiche sonorità post punk e new wave di classica matrice anglosassone ad altre molto più "esotiche".
Se vogliamo avevano in qualche modo un'attitudine "prog" per il modo in cui riuscivano a comporre brani accessibili ma contaminatissimi e originali, oltre che pieni di riferimenti politici e sociali.

Se ti è piaciuto Desaparecido con 17 Re vai praticamente sul sicuro (sono i loro 2 album migliori probabilmente).
Il sound comincia a cambiare leggermente dal terzo album (il terzo della cosiddetta "trilogia del potere") ma mantiene ancora le caratteristiche di cui sopra (Santiago, Paname).

Il vero punto di svolta è il successivo "El Diablo", col quale il gruppo prende la strada di un rock sanguigno e massiccio alternato a brani più introspettivi. Da lì in poi perdono insomma buona parte delle caratteristiche che li avevano resi riconoscibili e originali nel panorama italiano.
Per me la qualità (se piace l'hard rock e il rock alternativo) resta comunque su buoni livelli almeno fino a "Spirito". Album che per me rappresenta uno spartiacque tra i Litfiba più creativi e quelli pericolosamente a corto di idee.

Io comunque i loro dischi li posseggo quasi tutti, in fondo qualche bella canzone l'hanno sfornata pure negli album peggiori. [:)]
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby aorlansky60 » 12 Jun 2026, 06:47

HIGH ha scritto :

"se Invisible Touch a qualcuno ha fatto pettare da sempre, mi sta benissimo: i gusti sono gusti. Ma questo andarne a cercare le ragioni in strumenti che all'epoca usavano tutti e che nessuno si sognava di criticare lo trovo veramente ridicolo oltre che incoerente."


Ci sono molti punti da osservare in merito alla faccenda ultimamente qui trattata dai Vs ultimi post.


Primo tra tutti la contestualizzazione storica, da cui deriva non solo il tipo di Musica proposta [anche] in base ai gusti del pubblico a cui era rivolta, ma anche nel contesto tecnologico dello sviluppo della strumentazione, ed in una rock band come i Genesis di tipo "keyboard oriented" (quante volte l'ho sostenuto qui al GFI) più che altre, questo aspetto credo sia stato determinante nell'evoluzione stilistica della band.

Nei primi anni 70, Tony Banks aveva a disposizione solo PIANO FORTE ACUSTICO, HAMMOND ORGAN e MELLOTRON con i quali dare "corpo ed anima" alla musica dei Genesis.

già con l'arrivo del celebre ARP PRO SOLOIST (1973) a sommarsi agli strumenti citati prima, il sound cambia e si fa più delicato ed etereo.

Ma si noti bene, in quegli anni la tecnica evolutiva non ha ancora messo a disposizione dei musicisti devices secondari destinati a divenire MOLTO IMPORTANTI nella DEFINIZIONE DEI SUONI, mi riferisco ovviamente a tutta quella famiglia di strumentazione nota quale EFFETTI.

nei primi anni 80, oltre a mettere a riposo definitivo il MELLOTRON e ad utilizzare l'HAMMOND ORGAN ormai "col contagocce", Banks posa gli occhi e mette le mani su :


• Yamaha CS-80 synthesizer

• Moog Polymoog synthesizer

• ARP 2600 synthesizer

• Yamaha CP-70 electric grand piano

• ARP Quadra synthesizer

• Prophet-5 synthesizer (poi sostituito dal model 10 synthesizer a partire dall 83)

• Roland VP-330 vocoder

• NED Synclavier II digital synthesizer


EFFETTI :

• Boss CE-10 Stereo Chorus per electric grand piano

• MXR Phase 100 e Boss CE-10 per organo

• MXR Digital Delay

• MXR Distortion+ e Stereo Chorus per Prophet-5 & Prophet 10

• Syco Systems MIDI switcher

• Yamaha REV7 digital reverb

• Lexicon digital delays


Ora: è chiaro che con TUTTO QUESTO NUOVO ARSENALE A DISPOSIZIONE (che nei primi anni 70 non si sognava nemmeno) Tony Banks che oltre ad essere fine compositore ed eccellente esecutore è anche dotato di forte CURIOSITA' ALLA SPERIMENTAZIONE SEGUENDO ATTENTAMENTE TUTTE LE NUOVE USCITE TECNOLOGICHE CHE GLI INTERESSANO (KEYBOARDS), queste non potranno che influenzare LE SUE SCELTE DI SUONI IN PRIMIS, e direttamente poi anche il suo MODO DI COMPORRE ed ORCHESTRARE. In pratica: andranno a definire il "Genesis sound" degli anni 80.

abacab - genesis - it SONO FIGLI e DIRETTE CONSEGUENZE di questa NUOVA STRUMENTAZIONE, oltre ad essere stati conseguenza di quella nota virata stilistica cui i Genesis si sono dovuti adeguare per non scomparire dai radar principali dello "show bizz" musicale in termini di NOTORIETA' e di VENDITE.

Detto questo, si può anche iniziare a parlare di MUSICA proposta in IT

I Genesis sono una rock band superiore alla media in fatto di tecnica esecutiva; potrebbero benissimo mettersi a fare FUSION (genere che richiede TECNICA al di sopra di ogni sospetto) ma questo non è nel loro pedigree; loro vogliono fare Rock, hanno sempre fatto Rock ed ora negli anni 80 lo devono adeguare ai nuovi stili imposti (quelli che di fatto hanno UCCISO il PROGRESSIVE anni 70) da operatori (majors discografiche) che hanno incanalato i gusti del GROSSO PUBBLICO verso una direttiva ben precisa.

La virata stilistica funziona A MERAVIGLIA: "Genesis" e "IT" diventano CAMPIONI DI VENDITE, facendo impazzire (positivamente) molti milioni di fans sparsi in tutto il mondo.

Buon per loro (sia per la band che vende e gioisce, finalmente, sia per il grande pubblico così contento di ascoltare e (s)ballare con simili proposte).

Alla fine hanno ragione loro.

Solo, per favore, non mi si dica (in qualità di melomane appena superiore alla media come mi ritengo di essere data la passione per la musica NON SOLO ROCK che ho coltivato per oltre 50anni della mia vita) che "Invisible Touch"(title track) e/o "That's All" possano e debbano essere ritenute SUPERIORI in fatto di qualità musicale e di ECCELLENZA TECNICO/COMPOSITIVA, rispetto a loro proposte del decennio precedente (come "qualcuno" non a caso ha avuto l'ardire di affermare e quel "qualcuno" è fin troppo noto).

Al di là della scelta dei suoni (comunque alquanto discutibile) e della tecnica esecutiva (decisamente ridimensionata rispetto a quella degli anni 70) perchè simili canzonette contenute in IT non lo richiedono, il 90% [almeno] del contenuto di IT è e rimane cianfrusaglia e pattume misto proposto in tinte luccicanti e colori brillanti, ma sempre pattume alla fine rimane. Detto PER QUANTO MI RIGUARDA, naturalmente...

Oltre a quelle che amo definire essere caratterizzate da "delirio ossessivo compulsivo" come "land of confusion" o "Anything she does" per es., IT propone anche altro di peggio: la sua "title track" arriva ad un punto così basso a livello di leziosità fatta canzonetta che ti saresti aspettato da una band dozzinale ordinaria (come ce n'erano a decine che circolavano nel circuito pop internazionale in quel decennio) ma mai da una rock band [dal passato glorioso] chiamata "GENESIS".

Poi che IT abbia fatto "centro" per essere divenuto quel CAMPIONE DI VENDITE come lo conosciamo, questo non glielo toglie nessuno.

Parliamo di gusti musicali: non commento quelli di "basso livello" (perchè di "basso livello" popolare bisogna essere, quello da grande pubblico ordinario, per sborsare SOLDI per acquistare un album come IT), rimarrei alquanto stupito e disorientato SE qualcuno di "medio/alto livello" ricettivo in fatto di MUSICA da ASCOLTARE (dopo averla ACQUISTATA) riesca a ritenere un album come IT pari o addirittura SUPERIORE per qualità musicale contenuta, rispetto ad uno qualsiasi degli album dei GENESIS contenuti nel periodo che va tra TRESPASS e WIND & WHUTERING.

SE ho offeso qualcuno qui, che si vede collocato nel segmento di "basso livello" come l'ho definito (piacendogli bontà sua "IT") chiedo scusa.

Ma Vedo e noto infatti, che qui al GFI dove ci sono utenti attivi piuttosto "preparati" ed esperti su "cosa si intende generalmente per BUONA MUSICA rock", un album come IT viene trattato e considerato per QUELLO CHE E', ovvero "una nullità" (e quasi "un offesa" se paragonato a quanto di BUONO avevano fatto i Genesis 10anni prima).
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby highinfidelity » 12 Jun 2026, 08:24

Caro Duke, è molto condivisibile anche quanto tu scrivi, però nuovamente non mi sembrano le motivazioni che offriva Zuffanti... Anzi a dirla tutta non motiva molto alcune sue osservazioni, mi sembrano proprio i classici discorsi alla "anni '80 suoni di plastica".

Thomas Eiselberg wrote:I primi Litfiba non erano "rock". O meglio erano anche rock ma soprattutto new wave e influenzatissimi dalla musica mediterranea (nei loro pezzi si passava agevolmente dal flamenco, alla musica gitana, ad arie arabe ecc.). La loro particolarità stava proprio in questo: unire le classiche sonorità post punk e new wave di classica matrice anglosassone ad altre molto più "esotiche".
Se vogliamo avevano in qualche modo un'attitudine "prog" per il modo in cui riuscivano a comporre brani accessibili ma contaminatissimi e originali, oltre che pieni di riferimenti politici e sociali.

Se ti è piaciuto Desaparecido con 17 Re vai praticamente sul sicuro (sono i loro 2 album migliori probabilmente).
Il sound comincia a cambiare leggermente dal terzo album (il terzo della cosiddetta "trilogia del potere") ma mantiene ancora le caratteristiche di cui sopra (Santiago, Paname).

Il vero punto di svolta è il successivo "El Diablo", col quale il gruppo prende la strada di un rock sanguigno e massiccio alternato a brani più introspettivi. Da lì in poi perdono insomma buona parte delle caratteristiche che li avevano resi riconoscibili e originali nel panorama italiano.
Per me la qualità (se piace l'hard rock e il rock alternativo) resta comunque su buoni livelli almeno fino a "Spirito". Album che per me rappresenta uno spartiacque tra i Litfiba più creativi e quelli pericolosamente a corto di idee.

Io comunque i loro dischi li posseggo quasi tutti, in fondo qualche bella canzone l'hanno sfornata pure negli album peggiori. [:)]


Riprendendo (e forse chiudendo) l'OT, concordo totalmente con quanto scritto da Thomas. Se ti piace Desaparecido, con 17 Re vai sul sicuro perché è ancora molto simile, personalmente (tanto per cambiare, vedasi The Lamb) avrei preferito un lungo album singolo lasciando fuori una manciata di canzoni a mio parere poco riuscite anziché un doppio, ma comunque è un discone con tanta roba bella e interessante. Lieve cambiamento di rotta con Litfiba 3, comunque altro album impegnatissimo e fondamentale per il rock italiano. In questa fase Pelù si rivela già con un'impostazione di voce molto particolare, ma ancora abbastanza sotto controllo e non sbracante in istrionismi esagerati. Poi, come già detto da Thomas, svolta rock-metal con El Diablo che forse conosci già indirettamente perché ne sono stati estratti diversi singoli di successo, album comunque superlativo e soprattutto inciso benissimo (tra la mia mezza dozzina di CD test per impianti hi-fi) e che contiene delle meraviglie come Il Volo, dedicata al nel frattempo scomparso batterista Ringo De Palma. Secondo me ancora da avere almeno Terremoto e Spirito, che contengono canzoni ispiratissime che han fatto epoca, poi da lì in avanti ognuno decida in base a criteri suoi se proseguire o meno... [:D] Diciamo che il complesso progressivamente si prosciuga di contributi creativi importanti e sostanzialmente rimane solo il nocciolo centrale Renzulli-Pelù, peraltro sempre più litigioso, che certamente era l'asse portante del complesso ma non era "tutto".
<< Conoscete voi spettacolo più ridicolo di venti uomini che s'accaniscono a raddoppiare il miagolìo di un violino? >>
(Luigi Russolo, Intonarumorista. 1913.)
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby rkive » 12 Jun 2026, 13:01

https://radiofreccia.rtl.it/notizie/art ... i-canzoni/

Ormai lo sapete il mio giudizio su IT. [:)]
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby Duke59 » 12 Jun 2026, 15:57

highinfidelity wrote:Caro Duke, è molto condivisibile anche quanto tu scrivi, però nuovamente non mi sembrano le motivazioni che offriva Zuffanti... Anzi a dirla tutta non motiva molto alcune sue osservazioni, mi sembrano proprio i classici discorsi alla "anni '80 suoni di plastica".


Si vero, in effetti la mia breve considerazione voleva essere più un discorso generale che una risposta alle parole di Guffanti. Tra l'altro ho dimenticato di dire che al tempo, troppo abituato ai classici suoni di mellotron, piano e organo faticai ad assimilare alcune nuove sonorità elettroniche, come ad esempio alcune di quelle presenti sull'album Rio dei Duran Duran, che in qualche modo mi veniva da collegare alla Disco Music, genere che all'epoca letteralmente detestavo più di ogni cosa. Oggi invece ho fatto pace anche con quel genere e devo ammettere che al confronto di certe ciofeche odierne alcuni brani Disco dell'epoca fine '70 primi '80 rivelano raffinatezze che al tempo avevo deciso di ignorare.

highinfidelity wrote:Riprendendo (e forse chiudendo) l'OT, concordo totalmente con quanto scritto da Thomas. Se ti piace Desaparecido, con 17 Re vai sul sicuro perché è ancora molto simile, personalmente (tanto per cambiare, vedasi The Lamb) avrei preferito un lungo album singolo lasciando fuori una manciata di canzoni a mio parere poco riuscite anziché un doppio, ma comunque è un discone con tanta roba bella e interessante. Lieve cambiamento di rotta con Litfiba 3, comunque altro album impegnatissimo e fondamentale per il rock italiano. In questa fase Pelù si rivela già con un'impostazione di voce molto particolare, ma ancora abbastanza sotto controllo e non sbracante in istrionismi esagerati. Poi, come già detto da Thomas, svolta rock-metal con El Diablo che forse conosci già indirettamente perché ne sono stati estratti diversi singoli di successo, album comunque superlativo e soprattutto inciso benissimo (tra la mia mezza dozzina di CD test per impianti hi-fi) e che contiene delle meraviglie come Il Volo, dedicata al nel frattempo scomparso batterista Ringo De Palma. Secondo me ancora da avere almeno Terremoto e Spirito, che contengono canzoni ispiratissime che han fatto epoca, poi da lì in avanti ognuno decida in base a criteri suoi se proseguire o meno... [:D] Diciamo che il complesso progressivamente si prosciuga di contributi creativi importanti e sostanzialmente rimane solo il nocciolo centrale Renzulli-Pelù, peraltro sempre più litigioso, che certamente era l'asse portante del complesso ma non era "tutto".


Ho poi ascoltato alcune canzoni negli anni a venire, anche perchè ho un amico conosciuto post 2000, che è un grande fan e conoscitore del gruppo e che ora canta in un gruppo che un po' si ispira al loro stilem e mi sono piaciute. La mia "sfortuna" probabilmente è stata anche quella di essere incappato nelle canzoni soliste di Pelù che non mi avevano convinto dissuadendomi dall'approfondire i lavori del gruppo. Ma devo dire che ne ho sempre sentito parlare molto bene più o meno da tutti che mi hanno alttresì segnalato l'influenza notevole che ebbe Gianni Moroccolo nella creazione del loro stile dei tempi migliori.
E' un vuoto che dovrò colmare.
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Re: IT - classifica (s)gradimento pezzi e altro

Postby aorlansky60 » 13 Jun 2026, 06:56

DUKE ha scritto:

"Tra l'altro ho dimenticato di dire che al tempo, troppo abituato ai classici suoni di mellotron, piano e organo faticai ad assimilare alcune nuove sonorità elettroniche, come ad esempio alcune di quelle presenti sull'album Rio dei Duran Duran, che in qualche modo mi veniva da collegare alla Disco Music, genere che all'epoca letteralmente detestavo più di ogni cosa. Oggi invece ho fatto pace anche con quel genere e devo ammettere che al confronto di certe ciofeche odierne alcuni brani Disco dell'epoca fine '70 primi '80 rivelano raffinatezze che al tempo avevo deciso di ignorare."

Dalle tue parole che leggo qui, praticamente mi par di vedere me stesso, in fatto di gusti musicali maturati nel tempo. Alcuni dei quali riveduti e corretti.
E in questo Non sembra un caso che siamo della stessa generazione.

Negli ultimi tempi ho rivalutato fortemente i CHIC tra le mie preferenze (che a fine anni 70 primi anni 80 skifavo letteralmente); in questa band avevo fortemente sottovalutato l'unione in simbiosi tra il BASSO di Bernard Edwards e l'elettrica di Nile Rodgers quali principali architetti del CHIC sound. Un genere musicale -come quello- può anche essere "commerciale" e "di facile presa", ma quando fatto BENE come seppero farlo loro (credo distaccandosi fortemente dalla "disco" più spudoratamente commerciale del tempo) tanto di cappello. Non è un caso che dai primi anni 80, i DUE attori principali di questa band vennero poi coinvolti nel ruolo di PRODUTTORI, perchè molti altri iniziarono a rivolgersi a loro (conoscendone le qualità tecniche/compositive) per produrre i propri pezzi. Nel corso del tempo Rodgers venne coinvolto in una serie di albums (di altri) molto numerosi, produsse anche un album dei Duran Duran, tra gli altri ("Notorious" del 1986)...
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