Come ho già avuto modo di scrivere in altri topic, l'utilizzo e la gestione dell' l'IA sarà probabilmente il problema del decennio, perchè rappresenta qualcosa di unico e mai visto nella storia dell'umanità (un tipo di tecnologia che rispetto alla tecnologia del passato, non è controllabile allo stesso modo dall'uomo, visto che è in grado di apprendere da sola e di replicare in maniera quasi perfetta il lavoro umano).
Discorso lungo e complesso.
Per quanto riguarda solo il settore musicale la penso come High: ormai mi sa che è troppo tardi per porsi il problema. E' giusto che ci si interroghi e si cerchi di porre un freno a certe derive ma ormai...
Io penso che da un certo punto di vista alcuni "addetti ai lavori" se lo meritino pure. Dopo anni di ricerca del pezzo perfetto dal successo facile, da produrre e replicare in serie, a tavolino, quasi come in una catena di montaggio, dopo anni nei quali (col contributo di Spotify e simili) si è inseguito il mito della playlist personalizzata creata dagli algoritmi ("musica generica da macchina", "musica generica mentre si fa footing", "musica per rilassarsi": musica da "usare" più che da ascoltare) stracciarsi le vesti adesso lo trovo abbastanza ridicolo. Ci sono anche loro dietro questo nuovo modo di fruire la musica.
Hanno sempre più trasformato la musica in una qualcosa da ascoltare in sottofondo mentre si fa altro, in un qualcosa di pre confezionato (non più da ricercare per conto nostro, ma da fruire passivamente perchè un algoritmo ci dice che ci piacerà), freddo, anonimo, standardizzato, giá lì si trattava di musica "artificiale". Che la componga una persona (copiando 3000 brani simili che replichino un pezzo che già ha avuto successo, senza metterci nulla di personale) o l'intelligenza artificiale cambia poco. E' comunque musica "di plastica".
Il pubblico è stato già disabituato a ricercare da solo e a distinguere.
Infatti si stima che giá ora circa il 28% della musica pubblicata in streaming sia generata con l'intelligenza artificiale e che il 97% delle persone non sappiano distinguere tra musica "vera" e musica generata dall'ai.
Dati che fanno riflettere e che mostrano, al di là della falsa indignazione di molti (che in realtà ha a che fare molto più con la perdita di introiti che con la fine delle musica intesa come arte), che ormai la situazione è irreversibile. L'ascoltatore musicale medio è già pienamente immerso in questo meccanismo, non da oggi.
https://www.rollingstone.it/musica/news ... i/1010849/Sarà un caso ma alcuni generi (il prog, il jazz...) l'IA non riesce ancora a generarli in maniera decente, chissà perchè
![Sghignazzante [:D]](./images/smilies/smile_bigsmile.gif)