Lorenzo Musetti n.5 del ranking ATP
Con la vittoria in semifinale del torneo di Hong Kong contro Rublev, Lorenzo Musetti sale al numero 5 del ranking tennistico mondiale, portando l'Italia allo straordinario record di avere due tennisti tra i primi 5. Adesso in finale del torneo se la vedrà con Alexander Bublik.
E' la prima volta che accade in era ranking ATP, almeno come è strutturato ora (dal 1973, cosiddetta era del ranking computerizzato), ed è il terzo italiano in ordine temporale, dopo Panatta e Sinner, a entrare tra i primi 5.
Questa ulteriore conferma della forza del movimento tennistico italiano, senz'altro tra i migliori, se non il migliore a livello mondiale (lo testimoniano le tre Coppe Davis consecutive), pone comunque, pur nell'entusiasmo per questo risultato, alcune riflessioni, la principale delle quali è anzitutto capacitarsi del fatto che c'è uno stacco ben determinato e consolidato tra la coppia Sinner/Alcaraz e tutti gli altri.
Da una parte due fuoriclasse assoluti della racchetta, secondo me, per ora, inferiori soltanto al trio Federer/Nadal/Djokovic, con soltanto quest'ultimo ancora in attività, ma, ripeto, soltanto per ora. La giovane età di entrambi depone a laro favore, ed è facile immaginare, per entrambi, almeno un decennio ancora di trionfi, con particolare riferimento ai tornei dello Slam.
Dall'altra parte, una serie di giovani come De Minaur, Auger.Aliassime, Rune e, cosa veramente fantastica, lo stesso Musetti, e nomi meno giovani come Zverev, Rublev, Fritz, che però si tengono ancora a debita distanza dai due big: e ciò pone alcune domande sul futuro del tennis ad altissimi livelli, che rischia di diventare un discorso prettamente a due.
Comunque, la mia dissertazione fatta prima, non sminuisce nel modo più assoluto il grande risultato per Musetti, ventitreenne, coetaneo di Cobolli e Darderi, e più giovane di qualche anno rispetto a Berrettini e Sonego, altri nomi storici degli ultimi anni.
Insomma, il tennis italiano non vuol dire soltanto Sinner: c'è dell'altro, molto di altro.
E' la prima volta che accade in era ranking ATP, almeno come è strutturato ora (dal 1973, cosiddetta era del ranking computerizzato), ed è il terzo italiano in ordine temporale, dopo Panatta e Sinner, a entrare tra i primi 5.
Questa ulteriore conferma della forza del movimento tennistico italiano, senz'altro tra i migliori, se non il migliore a livello mondiale (lo testimoniano le tre Coppe Davis consecutive), pone comunque, pur nell'entusiasmo per questo risultato, alcune riflessioni, la principale delle quali è anzitutto capacitarsi del fatto che c'è uno stacco ben determinato e consolidato tra la coppia Sinner/Alcaraz e tutti gli altri.
Da una parte due fuoriclasse assoluti della racchetta, secondo me, per ora, inferiori soltanto al trio Federer/Nadal/Djokovic, con soltanto quest'ultimo ancora in attività, ma, ripeto, soltanto per ora. La giovane età di entrambi depone a laro favore, ed è facile immaginare, per entrambi, almeno un decennio ancora di trionfi, con particolare riferimento ai tornei dello Slam.
Dall'altra parte, una serie di giovani come De Minaur, Auger.Aliassime, Rune e, cosa veramente fantastica, lo stesso Musetti, e nomi meno giovani come Zverev, Rublev, Fritz, che però si tengono ancora a debita distanza dai due big: e ciò pone alcune domande sul futuro del tennis ad altissimi livelli, che rischia di diventare un discorso prettamente a due.
Comunque, la mia dissertazione fatta prima, non sminuisce nel modo più assoluto il grande risultato per Musetti, ventitreenne, coetaneo di Cobolli e Darderi, e più giovane di qualche anno rispetto a Berrettini e Sonego, altri nomi storici degli ultimi anni.
Insomma, il tennis italiano non vuol dire soltanto Sinner: c'è dell'altro, molto di altro.
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