Questo articolo è un ottimo approfondimento, ha qualche anno ma è ancora molto attuale:
http://www-3.unipv.it/webdept/p_24s03.pdfSi rileva giustamente che i governi nazionali vengono influenzati dall’accumulo e dalla concentrazione di ricchezze derivante dalla globalizzazione.
Non è una novità, l’attività di lobbying è sempre esistita, ma se oggi esistono multinazionali e banche con fatturati e patrimoni molto superiori a quello di una singola nazione, è facile immaginarsi che i politici, anche se si tratta di statisti capaci ed integerrimi come Gasparri, Calderoli o La Torre (...
![Neutrale [:|]](./images/smilies/smile_neutral.gif)
...) possano essere influenzati negativamente da mazzi di banconote che gli vengono sventolati sotto il naso.
Anzi, non ci vuole molto ad immaginare che questa discarica umana che ci ritroviamo al posto della classe politica sia stata per l’appunto generata dalla globalizzazione. Troppi soldi in mano a pochi portano la politica lontano dall’interesse generale.
Lo Stato evidentemente non dovrebbe stare a guardare, il liberismo assoluto non può fare il bene della collettività. In questo momento in Italia avremmo forse bisogno di qualche dazio commerciale sulle importazioni, soprattutto finalizzato al mantenimento di certi standard sociali (cara azienda cinese, se puoi dimostrarmi documenti alla mano che la tua produzione si svolge rispettando l’ambiente, la sicurezza e i diritti dei lavoratori le tue merci entrano senza dazio, altrimenti paghi. E’ burocrazia? No, è difesa degli standard sociali che abbiamo conquistato negli ultimi secoli). Sicuramente avremmo bisogno anche di limitazioni alla circolazione dei capitali; (“ma se tassi le rendite finanziarie tutti portano i capitali all’estero”…va là che se gli blocchi il conto corrente forse invece li lasciano qui).
Quindi si torna al problema di una politica che metta in atto queste misure; e sarà durissima fino a quando i lobbysti avranno risorse economiche enormi per comprarsi i politici ed i politici useranno i soldi delle nostre tasse per comprarsi gli elettori (chissà dove vanno a finire i “rimborsi elettorali”…). Sarò pessimista, ma non vedo soluzioni pacifiche a questa impasse.