highinfidelity wrote:
Yngwie J. Malmsteen - Trilogy
Yngwie Malmsteen - Rising forceAvevo dimenticato di inserire questo, perché lo acquistai dopo che il mio collega me ne fece ascoltare alcuni estratti. Quindi non fu propriamente un acquisto "a scatola chiusa" ma a "scatola semiaperta"
Un ottimo album che contiene dei brani molto interessanti con la chitarra elettrica che esegue dei virtuosismi alla Paganini. La creazione di un nuovo stile.
HogweedBack wrote:Io e mio padre incappavamo nel reparto televisioni dove veniva esposto ad alto volume il live dei Dream Theater, Score.
Fummo rapiti entrambi dalle sonorità e dagli ammiccamenti decisamente progressive.
Score dei Dream Theater è un ottimo album ma preferisco Six degrees e Octavarium eseguiti dal gruppo senza orchestra.
vise60 wrote:Deep Purple - Perfect Stranger , la reunion tanto attesa , così così...
L'album del grande ritorno.
A me la title track, con venature progressive, piace moltissimo. Anche Knocking at your back door è una bella canzone (la suonicchiai con i miei amici all'epoca come tastierista).
vise60 wrote:Rick Wakeman's - Criminal Record ,avevo letto una intervista che lo aveva registrato quasi in contemporanea con Going for the One ,lo riascolto ancora spesso
Questo non l'ho mai sentito, potrebbe essere l'occasione per rimediare.
vise60 wrote:Jethro Tull - Songs from the Wood , comprato in scia agli altri usciti in precedenza ,così così
Splendido album folk-rock con occasionali derive progressive. La title track è meravigliosa e metterebbe a dura prova qualunque batterista con i suoi continui cambi di tempo.
vise60 wrote:Mike Rutherford - Smallcreep's Day ,sulla fiducia ,Super acquisto lo riascolto spesso ,in particolare la prima facciata anche se la seconda non mi dispiace
Bene il lato uno, ancora progressive, mentre il lato due essenzialmente pop non è mai riuscito a "prendermi".
vise60 wrote:Mike Rutherford - Acting very Strange ,acquistato sulla fiducia , stavolta mal riposta ..
Probabilmente uno dei peggiori album che abbia mai posseduto. La voce di Rutherford purtroppo riesce a devastare delle canzoni che già poco hanno da offrire. Ricordo solo "Acting very strage", "Maxine" e "Hideaway". Le prime due orrende, l'ultima ascoltabile.
vise60 wrote:Tony Banks - A Curious Feeling , non sapevo nemmeno fosse uscito ,trovato per caso in negozio su indicazione
Preso al volo con il cuore che batteva appena visto in vetrina del negozio di dischi uscendo da scuola. Tutto sommato lo apprezzai.
vise60 wrote:Tony Banks - The fugitive , comprato sulla fiducia , mi dispiace caro Antonio ...
Mah ... alcune idee non sono male ma la voce di Banks, sebbene migliore di quella di Rutherford, rende il tutto un po' anonimo. Sembra più una raccolta di demo ancora da sviluppare che un album finito.
aorlancky wrote:Poco - Indian Summer
Mai ascoltati (almeno non consapevolmente) . Diciasmo che me li sono filati … poco
aorlancky wrote:Mike Rutherford - Smallcreep's Day
sulla fiducia, Super acquisto, lo riascolto spesso, in particolare la prima facciata
Album generalmente reputato e ritenuto molto buono (soprattutto dai fans e sostenitori della "famiglia Genesis"), devo dire che a me invece non ha mai dato quella particolare sensazione…
mmmm …. Probabilmente l'unico album in cui il Rutherford solista si cimenta ancora con il progressive (tolti alcuni rimasugli di progressive che entreranno nel primo album dei Mechanics). Già solo per questo Smallcreep merita. Siccome i Mechanics non mi hanno mai preso e smisi di acquistarne gli album dopo Word of mouth, per me il miglior Rutherford solista resta questo.
e venendo al sub topic originatosi spontaneamente sui primi album solisti dei Genesis ed ex Genesis grosso modo il mio ordine di gradimento è questo
1-
Phil Collins "Face value" un album straordinario, fresco oggi come allora
2-
Steve Hackett "Voyage of the acolyte", progressive rock ad alti livelli
3-
Anthony Phillips "The geese and the ghost"Piacevole, intrigante ed indubbiamente frutto di un lavoro molto impegnativo. Mi sarebbe piaciuto che i suoi lavori successivi seguissero questa stessa strada. Invece fino all'album "1984" (che segna un cambio di stile assai drastico e che ho apprezzato molto) trovo i suoi lavori troppo "impalpabili".
4-Tony Banks "A curious feeling" amato alla follia forse più per il valore affettivo che per quello strettamente musicale che però offre alcuni momenti di alto banksismo.
Vorrei citare ad esempio "From the undertow" con le sue affascinanti progressioni armoniche, il bel solo di synth sui finale di "After the lie", il travolgente solo sul finale di "You" (che prende qualcosa dal bellissimo solo su "Down and out" del trio), la marcata "Somebody else's dream" con un testo che mi ha sempre coinvolto parecchio ed un andamento che richiama "Deep in the motherlode" del trio e l'oscura conclusione con "In the dark", molto coerente.
4-Mike Rutherford "Smallcreep's day" 50% buon progressive per cui l'ho apprezzato … al 50%.
5-Peter Gabriel I (Car)
difficile quantificare quanto grande fu la delusione che mi procurò quest'album. Non era nulla di ciò che mi aspettavo, ma inteso in senso negativo. Lo ascoltai infinite volte sperando che prima o poi sarebbe scoccata la scintilla. Ma ciò non accadde. Per un certo tempo addirittura finsi con me stesso che fosse un buon album perchè non volevo arrendermi al fatto che invece era oggettivamente un album mediocre e confuso. Dei brani dell'album sono "sopravvissuti" al tempo solo "Flood" (effettivamente molto bella) e "Solsbury hill" (quest'ultima per me assai sopravvalutata per via del testo autobiografico) ma il resto è stato (secondo me giustamente) seppellito dall'oblio.