Zic - Gilles Villeneuve
Ieri sera è stato trasmesso dalla RAI un documentario su Gilles Villeneuve che si chiudeva con una canzone interessante sui titoli di coda che non avevo mai sentito. In effetti dal numero non altissimo di "like" credo si tratti di un giovane musicista di nicchia: Zic. E mi fa davvero piacere che in RAI siano riusciti ad individuare il suo pezzo: si vede che in TV c'è ancora qualcuno in gamba, qualcuno che ha voglia di cercare al di là dell'ovvio.
Sostanzialmente nelle sue liriche Zic lamenta che tutto ciò che gli piace sembra provienire da anni precedenti a quelli della sua gioventù (temo di essere d'accordo con lui, e me ne dispiace: credevo fosse dovuto alla mia non più giovane età, che spesso s'accompagna a mancanza d'obiettività, ma forse non è così). Nei ritornelli proprio Gilles Villeneuve assurge a metafora di tutto ciò che è gagliardo e meritevole d'essere vissuto. Il videoclip, ovviamente semplice e girato in economia, non sarebbe male se non fosse per quei tremendi colpi di zoom nei ritornelli, che rischiano di far venire un attacco di epilessia anche a un aviatore acrobatico (peccato veramente).
SI PARVA LICET COMPONERE MAGNIS, mi vedo quasi costretto ad affermare in tutta franchezza che questo omaggio a Villeneuve mi piace infinitamente di più (e lo trovo anche infinitamente più sincero) di Ayrton di Lucio Dalla, della quale di recente si discuteva. Mi commuove che sia stato scritto da un ragazzo che a buon diritto, per semplici ragioni anagrafiche, potrebbe anche non essere mai venuto a sapere dell'esistenza di Gilles.
Tra gli oggetti simbolici di cui Zic si circonda non mancherete d'individuare subito Abacab dei Genesis.
https://www.youtube.com/watch?v=q0y8hrq ... rt_radio=1
Sostanzialmente nelle sue liriche Zic lamenta che tutto ciò che gli piace sembra provienire da anni precedenti a quelli della sua gioventù (temo di essere d'accordo con lui, e me ne dispiace: credevo fosse dovuto alla mia non più giovane età, che spesso s'accompagna a mancanza d'obiettività, ma forse non è così). Nei ritornelli proprio Gilles Villeneuve assurge a metafora di tutto ciò che è gagliardo e meritevole d'essere vissuto. Il videoclip, ovviamente semplice e girato in economia, non sarebbe male se non fosse per quei tremendi colpi di zoom nei ritornelli, che rischiano di far venire un attacco di epilessia anche a un aviatore acrobatico (peccato veramente).
SI PARVA LICET COMPONERE MAGNIS, mi vedo quasi costretto ad affermare in tutta franchezza che questo omaggio a Villeneuve mi piace infinitamente di più (e lo trovo anche infinitamente più sincero) di Ayrton di Lucio Dalla, della quale di recente si discuteva. Mi commuove che sia stato scritto da un ragazzo che a buon diritto, per semplici ragioni anagrafiche, potrebbe anche non essere mai venuto a sapere dell'esistenza di Gilles.
Tra gli oggetti simbolici di cui Zic si circonda non mancherete d'individuare subito Abacab dei Genesis.
https://www.youtube.com/watch?v=q0y8hrq ... rt_radio=1
![Pensieroso [:-I]](./images/smilies/smile_ponder.gif)
![Fico [8D]](./images/smilies/smile_cool.gif)
![Cos'è 'sta roba? [&:-S]](./images/smilies/smile_whatsthat.gif)
circuiti celebri e leggendari quali SILVERSTONE, HOCKENHEIM, ZELTWEG, LE CASTELLET (il celeberrimo lunghissimo rettifilo del "Mistral" ridotto ad un ridicolo 'toboga'
), IMOLA (dopo il tragico fatale incidente di Ayrton Senna del 94, l'introduzione della chicane alla curva del TAMBURELLO ne ha completamente snaturato l'essenza, di una curva a largo raggio che doveva essere presa 'a pieno gas' con il piede a tavoletta sull'acceleratore e ai massimi regimi del motore, compromettendo così anche la difficile staccata e frenata della successiva TOSA che si è trasformata in una tranquilla curva per neo-patentati) e come ne abbiano introdotte di nuove, specie di tipo 'cittadino' (come le nuove tristissime disegnate per correre negli Emirati Arabi o nel sud est asiatico, fatte a scopi esclusivamente COMMERCIALI: business, sponsor e via dicendo), mi rattristo davvero e passo a parlare d'altro...
D'accordo la priorità di salvaguardare l'integrità fisica e la vita stessa dei piloti, ma quello che la FIA ha fatto -nel corso degli ultimi 20anni almeno- nello stravolgere l'essenza della 'velocità' -cui erano caratterizzati i circuiti che ho citato- va davvero 'oltre'...
Ma era prevedibile...