Le diverse facce del Prog

Un'area dedicata all'esplorazione dell'universo musicale in genere, e degli altri protagonisti del rock progressivo in particolare.

Le diverse facce del Prog

Postby The Lamb » 01 Sep 2009, 14:28

Io amo il progressive rock, ma mi sono sempre chiesto se i grandi pioneri di questa musica portassero avanti una loro idea o quella che il pubblico si aspettava da loro. In altre parole, il mio dilemma sta nel capire se per fare progressive bisogna suonare la musica che piace a se stessi e non necessariamente agli altri...prima di tutto se stessi.
Oppure,invece, è importante capire ciò che gli ascoltatori vogliono?
Per farvi capire meglio, porto una mia personale esperienza che riguarda proprio quest' ambito. Nella primavera di quest'anno si è tenuta, a scuola, una festa nella quale, chi voleva, poteva anche esibirsi in una performance musicale davanti al pubblico di genitori e famiglie.
Io ed un mio amico abbiamo colto l'occasione di metterci in gioco e abbiamo suonato "Boulevard Of Broken Dreams" dei Green Day (ora, non bastonatemi per ciò che ho suonato, so bene che i Green Day non rientrano nel vostro mondo di piaceri musicali e neppure nel mio, ma la scelta è stata del mio amico chitarrista e poi la canzone non è così male, nonostante la sua grande semplicità in un giro di quattro semplicissimi accordi). Tenendo da parte l'eseguimento della canzone (che per motivi tecnici e personali non è andata come speravamo, ma comunque abbastanza bene), abbiamo subito capito (o almeno io) che il nostro scopo non era quello: abbiamo suonato,è vero, ma non qualcosa di conosciuto e già apprezzato in passato da QUEL pubblico. Il mio maestro di piano mi ha insegnato il giorno seguente che la musica va distinta in due tipi:
-Musica per se stessi, la TUA musica, quella che puoi suonare con il tuo gruppo in garage e la cosa rimane lì;
-Musica per gli altri, quella che devi suonare davanti a tutti, sul palcoscenico, quella che gli altri si aspettano da te perchè a loro piace QUELLA musica.

Tutto questo per dire che il grande prog alla fin fine piace perchè è musica per altri o perchè nasce ESCLUSIVAMENTE (notate bene, ESCLUSIVAMENTE) dal piacere dell'artista o del gruppo in questione?
Quali sono le differenze?
Anche perchè gli Yes (soprattutto in Close To The Edge) mi hanno dato l'impressione di un ottimo gruppo, ma anche di un gruppo che suona musica in maniera forzata, come se lo scopo fosse unicamente quello di piacere agli altri. Impressione che non cresce in me nell'ascoltare, invece, i Genesis, almeno nel loro periodo d'oro, aldilà che la musica sia bella oppure no.
Un musicista che suona musica apprezzata dagli ascoltatori ma che non coincide con i suoi gusti è, a mio parere, un musicista non realizzato...E un musicista triste...


Scrivete pure le vostre vedute.
Vi ricordo che ho solo 14 anni (non è un vanto per dimostrare più maturità della mia effettiva età, ma ciò che è vero).
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Postby Tommy Banks » 01 Sep 2009, 14:50

quote:
Originally posted by The Lamb

Un musicista che suona musica apprezzata dagli ascoltatori ma che non coincide con i suoi gusti è, a mio parere, un musicista non realizzato...E un musicista triste...





Triste no,per me è un musicista che fa musica come esattamente andare a fare un qualunque altro lavoro,che ne so il meccanico in una officna.
Insomma lo fa come un qualunque lavoro.
Quindi dividerei tra musicisti e artisti.
L'artista per me è quello che propone la PROPRIA vita sotto forma di espressioni artistiche.
Bisogna dire però che molti all'inizio si propongono in modo commerciale per poi prendere la prorpia strada una volta arrivato il successo.
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Postby GuardianMagog » 01 Sep 2009, 15:35

quote:
Originally posted by The Lamb
Il mio maestro di piano mi ha insegnato il giorno seguente che la musica va distinta in due tipi:
-Musica per se stessi, la TUA musica, quella che puoi suonare con il tuo gruppo in garage e la cosa rimane lì;
-Musica per gli altri, quella che devi suonare davanti a tutti, sul palcoscenico, quella che gli altri si aspettano da te perchè a loro piace QUELLA musica.



Non condivido per niente quello che ti dice il tuo maestro di piano. Per farti capire perchè, basta ascoltare i Gentle Giant che nonostante non hanno avuto molto succeso ,come i Genesis o gli Yes,
hanno continuato a fare una musica SUPERBA !!!
Tutto sta nella volontà dell'artista a fare musica che piace al gruppo e poco al pubblico.
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Postby aorlansky60 » 02 Sep 2009, 06:04

E' un concetto che ho già avuto modo di scrivere più volte per come la vedo io...


Già dagli anni 60 e dal "boom" del pop esisteva la canzone facile di "easy-listening" (come definita dalla critica) che assicurava sia al suo esecutore/compositore che alla sua casa discografica lauti compensi economici come ritorno di vendite...

I Genesis come chiunque altro avrebbero potuto attuare quella scelta, ma la realtà dei fatti come riportato dalla storia e come le ns orecchie sono in grado di percepire è che loro intrapresero una via del tutto diversa e personalissima, fatta innanzi tutto di SPERIMENTAZIONE.

Il loro personale stereotipo musicale che misero a punto cercandolo per mesi in quell'ormai storico e famoso cottage dei genitori di Richard McPhail, nel quale si ritirarono quasi in clausura per sperimentare interminabili jams, e che vide la luce sotto forma compiuta con la realizzazione di TRESPASS testimonia il fatto che loro, più che guardare alle classifiche di vendita, pensavano maggiormente al loro orgoglio di compositori e musicisti.

Le prove di questo concetto sono molteplici, ad iniziare dalle storiche parole di Mike Rutherford riferite al fatto che "litigavano sempre per la musica" prima ancora di pensare alla produzione finale, a dimostrazione che collettivamente cercavano una forma di espressione che li esaltasse prima di tutto come musicisti. Altra prova è che almeno fino al 1978 venderanno pochissimo, cosa che mi dà da pensare(parecchio) circa la qualità di recezione da parte del pubblico finale, ma questo è un altro discorso... same old story... [:-j]

Soddisfatta la loro sete di "orgoglio" quali artisti, termine molto spesso abusato nel campo del music-business moderno ma perfettamente appropriato nel caso dei Genesis oltre che per altre bands "coraggiose", diciamo che hanno voltato pagina per poi soddisfare la loro sete più "materiale", cosa della quale avevano tutto il diritto visto che per la consitenza di certe loro opere degli anni 70 sono letteralmente passati alla Storia del Rock quali massimi esponenti.
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Postby The Lamb » 02 Sep 2009, 14:39

quote:
Originally posted by GuardianMagog

quote:
Originally posted by The Lamb
Il mio maestro di piano mi ha insegnato il giorno seguente che la musica va distinta in due tipi:
-Musica per se stessi, la TUA musica, quella che puoi suonare con il tuo gruppo in garage e la cosa rimane lì;
-Musica per gli altri, quella che devi suonare davanti a tutti, sul palcoscenico, quella che gli altri si aspettano da te perchè a loro piace QUELLA musica.



Non condivido per niente quello che ti dice il tuo maestro di piano. Per farti capire perchè, basta ascoltare i Gentle Giant che nonostante non hanno avuto molto succeso ,come i Genesis o gli Yes,
hanno continuato a fare una musica SUPERBA !!!
Tutto sta nella volontà dell'artista a fare musica che piace al gruppo e poco al pubblico.


Ma non è forse questo lo scopo? Cioè, non c'è sempre un obiettivo di fondo, ovvero quello di raggiungere il successo? Che senso ha fare musica che piace solo al gruppo e a nessun altro o pochi intenditori? A questo punto è meglio non esibirsi se nessuno ascolta... Non è una condanna o un'accusa... E' solo che non capisco l'esatto fine di certe sperimentazioni musicali o di certi generi alternativi quali il prog...
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Postby Dalex_61 » 02 Sep 2009, 18:54

Io credo che il miracolo del prog negli anni '70 sia stato proprio questo: per un breve periodo c'è stato un vasto pubblico per una musica che - per sua natura - sembrava fatta per essere suonata per il proprio piacere.

Il prog successivo, secondo me, è rientrato, per così dire, nella normalità e ha cercato (e trovato, per fortuna) un pubblico di nicchia capace di condividere il piacere di chi suona.
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Postby aorlansky60 » 03 Sep 2009, 05:22

the Lamb ha scritto:

"Ma non è forse questo lo scopo? Cioè, non c'è sempre un obiettivo di fondo, ovvero quello di raggiungere il successo?"



il problema vero è fare coincidere quello in cui si crede con i gusti del popolo, della gente, quella meno preparata ed educata musicalmente... perchè poi possono subentrare in un artista dubbi profondi nel dovere "scendere a compromessi" per soddisfare sia i gusti del pubblico e mantenere ugualmente un equilibrio che si concigli con la proposta e le idee delle quali è convinto il musicista... forse questo problema era più sentito 30 o 40 anni fa rispetto ad ora, epoca in cui in un unico grande calderone le majors considerano solo brani e proposte che abbiano un minimo di potenziale di successo scartando tutto il resto e non prendendolo nemmeno in considerazione...

Mi piace ricordare la vicenda di un certo W.A.Mozart, non uno qualunque ma un artista universalmente riconosciuto da secoli come uno dei geni assoluti della musica di tutti i tempi, ebbene egli morì piuttosto giovane(per gli standard attuali) a soli 35 anni ed in povertà (pur avendo composto già a quell'età autentiche MONTAGNE di spartiti), con il cruccio di non essersi mai capacitato di come avesse fatto così poco successo (monetariamente...) visto che egli era ben conscio del suo valore come compositore... il suo contemporaneo Haydn aveva fatto molta più fortuna di lui pur non essendone affatto superiore musicalmente... leggendo una sua biografia, ad un certo punto veniva evidenziato come i suoi editori (i corrispettivi di un manager di adesso) lo supplicassero di comporre musica più alla portata della gente comune rispetto alle proposte che era solito fare...

questa la dice lunga...
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