Liquid tension experiment DVD

Un'area dedicata all'esplorazione dell'universo musicale in genere, e degli altri protagonisti del rock progressivo in particolare.

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Postby Duke59 » 23 Aug 2009, 08:03

Tony levin + 3/5 dei Dream Theater live

Questo un assaggio

http://www.youtube.com/watch?v=edqH0ofRQrM (iperveloce)

http://www.youtube.com/watch?v=IAqF99P6W0A (lento)
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Postby GuardianMagog » 24 Aug 2009, 05:55

Ragazzi che tecnica tutti quanti. Forse troppa.
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Postby MaiaDaharfendul » 24 Aug 2009, 08:26

portnoy è il "batterista" che odio di più XD
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Postby Synapsy » 24 Aug 2009, 11:04

Io no.
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Postby GuardianMagog » 24 Aug 2009, 11:14

Non pensate che con dimostrando troppa tecnica si rischia di non sentire, non interpretare un pezzo quando lo si suona ?
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Postby Duke59 » 24 Aug 2009, 14:19

Mah .. secondo me quello sulla "troppa tecnica" è un discorso che è spesso conseguenza di luoghi comuni del tipo:

"L'importante è suonare col cuore".

Si, certo, nessuno dice il contrario; ma oltre al cuore è anche meglio se si hanno dita agili, un controllo saldissimo dei propri nervi e l'incredibile capacità/istinto di deviare in tempo reale e in modo sensato da una linea melodica mentre si improvvisa alla velocità della luce; tutte decisioni da prendere nell'arco di pochi millisecondi.

Per farlo ci vuole una grande abilità ed occorre aver dedicato anni a spaccarsi le dita/i muscoli su uno strumento.

Ovviamente non basta la sola tecnica a fare di un brano un bel brano, ma parimenti non è certo l'incapacità di osare con lo strumento che fa di un pezzo un gran pezzo.

Di fronte ad un'esecuzione/composizione musicale è naturale e legittimo un giudizio del tipo "Mi piace" - "Non mi piace" - "Evoca emozioni" - "Non evoca un bel niente" - "Lo trovo fastidioso" - "Mi esalta" ... ma giudicare la musica solo in base a "quanta" tecnica sia necessaria per proporla - in un senso o nell'altro - forse non è l'approccio migliore.

Per suonare bene uno strumento ci vuole tecnica, TANTA tecnica; il che vuol dire studio continuo, sudore, lacrime e sangue ed esercizi su esercizi giornalieri.

Tutto questo lavoro "tecnico", tutta questa fatica toglie qualcosa alla creatività?

Dipende. A volte può succedere.

Ma chi può mettere in pratica più agevolmente le proprie idee e le proprie "visioni"?
Un chitarrista che sa solo fare il giro di Do oppure un Petrucci/Holdsworth/Satriani/Vai/Di Meola/Gambale?
E chi tra questi potrà permettersi di sperimentare un maggior numero di idee/variazioni?

Tra i musicisti classici erano frequenti le gare di velocità ed abilità sullo strumento, un vero e proprio fare a gara a "chi ce l'ha più lungo" [:D]

Ma questo non inibiva certo la loro creatività o gusto.

Tutto ciò in senso generale; se poi parliamo dei LTE anche io a volte li trovo un po' eccessivi (ma comunque bravi).

Tutto ciò detto da uno pseudo-chitarrista che sa a malapena fare il giro di Do. [:-D]
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Postby Synapsy » 24 Aug 2009, 22:54

Un artista ha qualcosa da comunicare.
Il pittore dipingendo, il musicista suonando, il poeta parlando.

Prendiamo il poeta che in teatro recita una sua poesia...
Egli deve avere qualcosa che vuole trasmettere, deve avere qualcosa da dire, da comunicare.
Ma se è muto o analfabeta...purtroppo gli riuscirà malissimo, non raggiungerà lo scopo comunicativo che avrebbe voluto....
Se invece ha studiato dizione e ha una pronuncia perfetta, invidiabile...ma tutto ciò che gli frulla in testa è "PO PO PO POPOPO" (inno da stadio), non se ne farà di niente, della sua parlantina.

Il musicista, parallelamente, deve quindi avere creatività nel "pensare" le sue linee, i suoi fraseggi, che solo con l'ausilio di una buona tecnica riuscirà ad eseguire.
La tecnica dunque come "strumento" per rendere concreti dei pensieri astratti, e talvolta, perchè no, per aiutarli a materializzarsi.

Il problema sorge quando, anche inconsciamente, si sopperisce alla mancanza di creatività con la tecnica ostentata e "camuffata" da guizzo di genio che non è (ci cadono in molti, in questo tranello).
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