Tutto è già stato detto, che fare?

Un'area dedicata all'esplorazione dell'universo musicale in genere, e degli altri protagonisti del rock progressivo in particolare.

Tutto è già stato detto, che fare?

Postby Duke59 » 21 Aug 2009, 06:18

Dato che il tema è emerso in diversi altri thread ho pensato fosse opportuno aprirne uno specifico.

A oggi - anno 2009 - in musica probabilmente tutto è già stato detto.

Si moltiplicano infatti le "novità" che altro non sono che rivisitazioni/citazioni/riferimenti/riproposizioni di cose già fatte.

1)E' giusto avere l'ossessione del "nuovo a tutti i costi" oppure ci può essere spazio per la riproposizione?

2)Possiamo tranquillamente accettare che un gruppo "nuovo" incorpori nelle sue composizioni frammenti di cose già fatte?

3)Le generazioni si rinnovano ogni 30 anni circa ma alcuni punti di riferimento musicali restano fissi (Bach, Mozart, Beatles, Led Zeppelin, King Crimson, Debussy, Stravinsky, Zappa). Ritenete obbligatorio che i futuri ascoltatori debbano far riferimento alle incisioni originali o potrebbe essere accettabile per i gruppi musicali e compositori del futuro "ricreare" ciò che Bach, Zappa, Beatles, ecc.. avevano già fatto riassemblandone i frammenti in ordine diverso? Ovviamente utilizzando le tecnologie, le tecniche di esecuzione e gli strumenti musicali del futuro?

4)La musica (e l'arte in genere, ma la musica e l'audiovideo in modo particolare) sono "catalizzatori" di emozioni.
Se riproporre per la miliardesima volta il riff de "La bamba/Twist and shout" scatena determinate emozioni (vero Bruce? [:D]), è "giusto" per un artista ricorrervi, oppure nelle nuove composizioni dovrebbe essere vietato [:0][:D] l'utilizzo di "frasi musicali retoriche" prese dal passato?

La discussione è aperta! [:)]
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Postby harlequin » 21 Aug 2009, 07:24

Invitiamo i compositori ad esporre il loro metodo compositivo, perchè a me voi non credete; vediamo se tra di loro ci sono solo quelli che citano Bach.[:)]
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Postby Thomas Eiselberg » 21 Aug 2009, 08:26

quote:
Originally posted by Duke59

Dato che il tema è emerso in diversi altri thread ho pensato fosse opportuno aprirne uno specifico.

A oggi - anno 2009 - in musica probabilmente tutto è già stato detto.

Si moltiplicano infatti le "novità" che altro non sono che rivisitazioni/citazioni/riferimenti/riproposizioni di cose già fatte.

1)E' giusto avere l'ossessione del "nuovo a tutti i costi" oppure ci può essere spazio per la riproposizione?

2)Possiamo tranquillamente accettare che un gruppo "nuovo" incorpori nelle sue composizioni frammenti di cose già fatte?

3)Le generazioni di rinnovano ogni 30 anni circa ma alcuni punti di riferimento musicali restano fissi (Bach, Mozart, Beatles, Led Zeppelin, King Crimson, Debussy, Stravinsky, Zappa). Ritenete obbligatorio che i futuri ascoltatori debbano far riferimento alle incisioni originali o potrebbe essere accettabile per i gruppi musicali e compositori del futuro "ricreare" ciò Bach, Zappa, Beatles, ecc.. avevano già fatto riassemblandone i frammenti in ordine diverso? Ovviamente utilizzando le tecnologie, le tecniche di esecuzione e gli strumenti musicali del futuro?

4)La musica (e l'arte in genere, ma la musica e l'audiovideo in modo particolare) sono "catalizzatori" di emozioni.
Se riproporre per la miliardesima volta il riff de "La bamba/Twist and shout" scatena determinate emozioni (vero Bruce? [:D]), è "giusto" per un artista ricorrervi, oppure nelle nuove composizioni dovrebbe essere vietato [:0][:D] l'utilizzo di "frasi musicali retoriche" prese dal passato?

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1) Necessariamente si cerca sempre qualcosa di non troppo noto o stra-abusato, ma averne l'ossessione in un epoca nella quale "il nuovo non esiste" è stupido.
Secondo me bisogna ascoltare quello che ci piace, se poi è appena appena un po' diverso da cose stra-abusate è ancora meglio.

2)E' ovvio che va accettato, come ho detto ormai fare qualcosa di nuovo è impossibile, tutto sta nello scegliere le influenze e cercare cose un po' meno note a tutti. Copiare Smoke on the water è sinonimo di scarsa ricerca e di pochissima inventiva, riprendere un brano prog di nicchia e renderlo personale è tutta un'altra cosa.

3)Dipende dal tipo di musica che si vuole emulare, la classica richiede sempre un approccio "fedele" che gli altri generi non richiedono.

4)Vietato no, nulla è vietato. Certo è sinonimo di pochissima ricerca e di poca voglia di mettersi in gioco, e secondo me gli ascoltatori attenti lo capiscono.
Poi c'è a chi piace...

Soprattutto nel rock mi sembra che ci si debba rassegnare all'ascoltare le cose più viciene alle nostra corde, consapevoli che sempre più di rado saremo sconvolti da un qualcosa di "mai sentito".
Essi vivono noi dormiamo. Obbedisci, compra, non pensare, il denaro è il tuo dio.

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Postby GuardianMagog » 21 Aug 2009, 08:48

Penso che in musica non è ancora stato detto tutto. E non lo sarà mai.
Dico così perchè immedesimandomi nei ragazzi degli anni sessanta non mi sarei mai aspettato di sentire il suono potente del Moog o il suono dolce di un Mellotron.
Questi strumenti infatti hanno senza dubbio ispirato gli artisti dell'epoca.
Perciò ,come trent'anni fa, adesso c'è bisogno di qualcosa di rivoluzionario per continuare a dire qualcosa nella musica.
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Postby Duke59 » 21 Aug 2009, 10:51

quote:
Originally posted by GuardianMagog

Penso che in musica non è ancora stato detto tutto. E non lo sarà mai.



Questo è un punto di vista interessante. Spero davvero che tu abbia ragione. [:)]
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Postby wondering clouds » 21 Aug 2009, 10:58

interessante thread. mi associo nell'attenzione, perchè non so proprio cosa pensare...[:-I]
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Postby marbian » 21 Aug 2009, 11:32

quote:
Originally posted by harlequin

Invitiamo i compositori ad esporre il loro metodo compositivo, perchè a me voi non credete; vediamo se tra di loro ci sono solo quelli che citano Bach.[:)]



Io sono un compositore! [:-j]... Vabbè',per quanto possa valere il mio parere dico due cosette

1) Bach è il mio nume tutelare e sempre lo sarà

2) Come metodo compositivo, per cercare di non cadere nelle banalità, ho sempre adottato ( salvo rare eccezioni) una regola semplice semplice ma efficace imho:

partire dalla melodia.

Sembra una cavolata, ma questo metodo ti permette molta più libertà espressiva, potendo in un secondo tempo ( o contemporaneamente) giocare in modo contrappuntistico con i bassi, e solo dopo lavorare alle armonie vere e proprie cercando di "vestire" quei bassi con un discorso armonico che sia logico ma anche interessante per l'ascoltatore. ( ed in questo le armonie banksiane insegnano.)

provate per credere: è molto più divertente e creativo a mio parere
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Postby Duke59 » 21 Aug 2009, 12:51

Usurpando per un attimo il titolo di "compositore" provo a rispondere ad harlequin.

Non ho mai usato un metodo costante per "comporre".

A volte prendevo l'idea da un ritmo o da un possibile giro di basso, altre volte da un'armonizzazione che mi sembrava interessante, altre volte ancora da una melodia.

Molte volte invece sono partito dal ritmo delle parole di un testo.

Ricordo che tentai addirittura di comporre qualcosa usando la casualità. Tiravo i dadi e ricavavo le note dai numeri [:0]- oppure cercavo di inanellare in pseudomelodie e pseudoarmonie "serie" di 12 suoni (in base a ciò che IO immaginavo fosse la dodeCAFONIa [:D]) ... ma i risultati in questo caso non li trovai mai particolarmente soddisfacenti [:-D].

Ho provato anche a parodiare cose di altri. Ad esempio ricordo che "scrissi" la strofa di una canzone semi-demenziale (titolo "Senza pietà" che tutto sommato era bella tirata e divertente) ispirandomi a "With a little help from my friends" dei Beatles .. La velocizzai, cambiai tutti gli accordi [:D], poi il ritmo e ci misi su un testo (volutamente) idiota cambiandone pure la melodia [;)]

Così in pratica alla fine la canzone diventò una cosa del tutto diversa [:-D]. Ma senza partire da With a little help ... non mi sarebbe mai venuta quell'idea

All'inizio dell'attività del gruppo mi sforzavo di creare cose forzatamente originali ...persino ributtanti direi [:D], ma mi resi presto conto che tanto più erano originali e tanto meno piacevano agli altri [:D]. Allora accettai l'idea che bisognava parlare un linguaggio comune e che era meglio correre entro i binari del pop/rock (dato che come esecutore non ero particolarmente dotato feci presto di necessità virtù [:D])

Alcune composizioni della band nacquero da un "Senti quest'idea ..." proposta istintivamente dal chitarrista o dal bassista o dal batterista o dal tastierista o dal cantante ... o da chiunque altro avesse accesso alla sala prove [:D]. Ma difficilmente in questo modo possono nascere cose particolarmente "nuove", soprattutto se gli esecutori in questione hanno grossi limitazioni tecniche che pongono confini assai ristretti alla messa in pratica del pensiero [:D].

E infatti le cose migliori che facemmo derivarono da idee più meditate, proposte dai singoli e poi arrangiate dal gruppo nel suo insieme.
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Postby harlequin » 21 Aug 2009, 15:09

Se parlo credo che qualcuno potrebbe offendersi. Cosa posso dire? Bisognerebbe spiegare che cosa si intende per nuovo. Se io non ho mai ascoltato la musica che si suonava nelle corti giapponesi, pure quella mi sembra nuova. Se il giapponese della corte non ha mai ascoltato Stravinskij, Stravinsij gli sembrerà nuovo.
Affermare che sia già stato detto tutto presuppone (senza offesa) che uno abbia ascoltato tutta la musica scritta e di tradizione orale che sia stata realizzata (il che è impossibile). Quindi vediamo di capire prima di tutto la domanda.[:)]
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Postby windshield74 » 21 Aug 2009, 15:22

quote:
Originally posted by Duke59

Dato che il tema è emerso in diversi altri thread ho pensato fosse opportuno aprirne uno specifico.

A oggi - anno 2009 - in musica probabilmente tutto è già stato detto.

Si moltiplicano infatti le "novità" che altro non sono che rivisitazioni/citazioni/riferimenti/riproposizioni di cose già fatte.

1)E' giusto avere l'ossessione del "nuovo a tutti i costi" oppure ci può essere spazio per la riproposizione?

2)Possiamo tranquillamente accettare che un gruppo "nuovo" incorpori nelle sue composizioni frammenti di cose già fatte?

3)Le generazioni si rinnovano ogni 30 anni circa ma alcuni punti di riferimento musicali restano fissi (Bach, Mozart, Beatles, Led Zeppelin, King Crimson, Debussy, Stravinsky, Zappa). Ritenete obbligatorio che i futuri ascoltatori debbano far riferimento alle incisioni originali o potrebbe essere accettabile per i gruppi musicali e compositori del futuro "ricreare" ciò che Bach, Zappa, Beatles, ecc.. avevano già fatto riassemblandone i frammenti in ordine diverso? Ovviamente utilizzando le tecnologie, le tecniche di esecuzione e gli strumenti musicali del futuro?

4)La musica (e l'arte in genere, ma la musica e l'audiovideo in modo particolare) sono "catalizzatori" di emozioni.
Se riproporre per la miliardesima volta il riff de "La bamba/Twist and shout" scatena determinate emozioni (vero Bruce? [:D]), è "giusto" per un artista ricorrervi, oppure nelle nuove composizioni dovrebbe essere vietato [:0][:D] l'utilizzo di "frasi musicali retoriche" prese dal passato?

La discussione è aperta! [:)]




Ma in fondo di nuovo veramente nuovo non c'è mai stato niente...almeno credo.
Io parlerei più di evoluzione naturale...sarebbero esistiti i bluesman senza i canti degli schiavi neri? E i Beatles sarebbero esistiti senza Elvis?
Insomma, c'è sempre una base da cui partire per esplorare nuovi orizzonti musicali.
Oggi come oggi però non vedo molti margini di sperimentazione nel campo della musica pop, quello che si poteva fare si è fatto ed una forma d'arte così immediata e semplice come questa non è che lasciasse così tante possibilità di espansione...è il rovescio della medaglia della semplicità (non banalità, intendiamoci) della musica pop. Da un lato ha permesso che fosse una forma d'arte più accessibile a tutti e non a pochi eletti, dall'altro però ha avuto una longevità limitata...
Tanto gentile e tanto onesta pare la donna mia quand'ella altrui saluta, e invece è una maiala risaputa...
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Postby Duke59 » 21 Aug 2009, 19:22

quote:
Originally posted by harlequin

Bisognerebbe spiegare che cosa si intende per nuovo. Se io non ho mai ascoltato la musica che si suonava nelle corti giapponesi, pure quella mi sembra nuova.



Certo. La differenza tra "mai ascoltato prima" (parere soggettivo, novità apparente) e "mai esistito prima" (fatto oggettivo, novità effettiva) è enorme.

E' per questo che le mode e gli stili tornano ciclicamente; ad ogni cambio di generazione a livello soggettivo quasi "tutto" è nuovo, anche se storicamente già esistito e riproposto svariate volte.

A livello pratico è quasi impossibile stabilire se un certo tipo di musica non sia mai esistito prima, ma ci sono alcune casi in cui lo si può fare con buona approssimazione.

Ad esempio nel caso della musica elettronica, che sicuramente non esisteva all'epoca di Monteverdi.

Sicuramente la musica per pianoforte, che non poteva esistere prima che il pianoforte venisse inventato.

Sicuramente il death metal, che non era pensabile all'epoca di Vivaldi.

Quindi, fermo restando il fatto che non possiamo conoscere tutta la musica del passato e che potremmo avere la sensazione del "nuovo" anche ascoltando per la prima volta un brano musicale dell'antica Babilonia, gli interrogativi di prima - riformulati alla luce della tua pertinente obiezione - potrebbero essere i seguenti:

1) la musica è OGGETTIVAMENTE destinata a girare in tondo riproponendo ciclicamente se stessa (magari in tempi e luoghi diversi), oppure esiste una tendenza evolutiva che implica l'introduzione di novità (tipo da sistema modale a sistema tonale e da sistema tonale a sistema atonale ...)? (harl correggimi se ho scritto qualche fesseria tecnica[:D])

2) la sensazione SOGGETTIVA di "già sentito, già visto, già fatto" di fronte a qualcosa è un parametro importante nella valutazione OGGETTIVA di quell'espressione artistica oppure no?

[:D]
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Postby Sanvean » 21 Aug 2009, 20:31

1) La musica, come altre forme d'arte non ha propriamente tendenze evolutive né è destinata a riproporre se stessa ciclicamente.

E' soltanto legata, come altre forme d'arte, al contesto storico e all'habitat sociale in cui viene espressa oltre (talvolta)all'assoluto talento dell'artista, per cui Cechov non è certo un Petrarca evoluto, né qualcuno ad oggi ha potuto eguagliare (o sviluppare) l'irraggiungibile qualità poetica dantesca della Commedia.

Se ai tempi di Vivaldi non esisteva la musica elettronica è perché non esisteva l'elettricità e quindi non c'erano il synth e il moog, ma non esistevano neanche le lampadine, gli amplificatori, la radio, la televisione ed il computer.

Credo che Beethoven abbia scritto i suoi famosi quartetti, le meravigliose ultime sonate per pianoforte e le sue sinfonie solo perché è vissuto alla sua epoca e non esistevano le chitarre elettriche, fosse vissuto due secoli dopo magari sarebbe stato un ottimo compositore di musica prog.

In sintesi 'Il mezzo è il messaggio', e questa intuizione di McLuhan riguarda ogni forma di comunicazione in senso lato, e l'arte lo è.

Bisognerebbe poi sapere se tra 400 anni (oggi ancora si studia su Bach) qualcuno ricorderà, e con quale considerazione, i Genesis o la musica di Berio o di Nino Rota, piuttosto che Ludovico Einaudi, Franco Battiato o Burt Bacharach...




2) No.
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Postby wateredge » 22 Aug 2009, 13:28

quote:
Originally posted by Duke59

A oggi - anno 2009 - in musica probabilmente tutto è già stato detto.


Fare affermazioni simili, non solo in campo musicale, significa che non ci sarà un futuro dopo il 2009...

mi spiego meglio, spesso molta gente dice: "ormai hanno inventato tutto, le grandi menti di una volta non ci sono più"
se ci pensate bene, alcuni di voi hanno detto la stessa cosa: "ormai è stato detto tutto, i grandi musicisti di una volta non ci sono più"

soffermatevi a pensare un attimo sulla prima frase (quella delle invenzioni), immaginate se succedesse veramente, ciò significherebbe che da oggi in poi non ci saranno più innovazioni tecnologiche o nuove scoperte.
Il problema è che ci possiamo rendere conto delle novità che sono state introdotte nei vari periodi storici solo nel momento in cui non viviamo più in questi...

Perciò la mia risposta alla domanda principale di Duke59 è:
"C'è ancora tanto da scoprire e da inventare, e non solo in campo musicale"

Detto questo ci tengo a precisare che a mio avviso nella musica di oggi c'è ben poco di salvalbile, ma ciò non significa che in futuro le cose continueranno ad essere così, o magari, in accordo a quanto detto prima, non riusciamo ad apprezzare la musica di oggi soltanto perchè è contemporanea....similmente, infatti, non riusciamo a dare peso e valore alle nuove invenzioni o scoperte, semplicemente perchè non riusciamo a vedere il loro potenziale che si attuerà in futuro...

----------------------------------------

In questa seconda parte voglio invece parlare di un altro spinoso problema: l'originalità....

Per prima cosa è normale che la musica, come tutte le cose, si riproponga ciclicamente...
non a caso puntualmente ogni anno tornano di moda occhiali e vestiti che erano in auge 20-30 anni fà, con la differenza che vengono indossati da nuove generazioni, e di conseguenza il vecchio si mescola con il nuovo generando la novità, e talvolta anche l'originalità....

Infatti nulla nasce dal nulla, e su questo molti utenti ne hanno già parlato... ogni grande artista ha attinto da chi è venuto prima di lui, ma allo stesso tempo ha saputo essere originale...

Poi, insomma, se vogliamo parlare di Bach diciamola tutta...
Nel Barocco non c'era affatto la ricerca dell'originalità...
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Postby Duke59 » 22 Aug 2009, 15:32

quote:
Originally posted by wateredge

quote:
Originally posted by Duke59

A oggi - anno 2009 - in musica probabilmente tutto è già stato detto.


Fare affermazioni simili, non solo in campo musicale, significa che non ci sarà un futuro dopo il 2009...



Il "probabilmente" non era inserito a caso. [;)]

Si tratta di una pura ipotesi ed ero curioso di sentire altri punti di vista sulla faccenda. [:)]
Last edited by Duke59 on 22 Aug 2009, 15:36, edited 1 time in total.
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Postby harlequin » 22 Aug 2009, 18:57

senza offese per nessuno, ma il punto è proprio quello che diceva l'amico marbian; partire dalla melodia, da qualche concatenazione armonica, e pure da un ritmo, può partorire delle cose molto belle, ma non ci sarà nessuna spinta verso il nuovo, e non darà niente che nin si sia già udito. Dagli anni '50, poi negli anni '80 con i musicisti dell'itineraire, poi con Risset, si è indagata la natura fisica del suono e il metodo compositivo scaturisce da questo: il musicista è un "biologo del suono"; si ha a che fare con "isole eufoniche", paradossi acustici, frequenze, armonici ecc...Solo che questa musica non gira, non so più come spiegarlo.
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Postby Duke59 » 22 Aug 2009, 19:32

Molto interessante!

Forse ne avevi già parlato ma non me ne ricordavo [I8)]. Sono davvero argomenti affascinanti [:p] ma per forza di cose sono destinati ad un ristretto numero di persone.

Il paradosso del "nuovo" è che l'appassionato di un certo genere o stile XY vorrebbe cose "nuove" ma a patto che restino confinate nell'ambito dello stile che lui apprezza [:-I]. Il problema è che, quando le proposte diventano davvero nuove, esse non fanno più parte di quello stile ... e così l'appassionato resta deluso [:D].

D'altro canto ci sono generi dove il nuovo viene volutamente evitato (penso al country e al blues).

Il dilemma che riguarda il cosiddetto "Progressive rock" deriva dal fatto che il termine progressive (indubbiamente scelto male, senza cognizione di causa) starebbe ad indicare qualcosa volto ad una costante sperimentazione verso il nuovo, mentre al contrario il termine rock indica un tipo di musica che - pur tenendo conto di tutte le sue varianti - è statico e cristallizzato in una certa forma; tutt'altro che innovativo [:D].

A me il termine Progressive Rock non è mai piaciuto e la musica dei Genesis del periodo 1970-1977 preferisco chiamarla Art- Rock.

E' ormai l'Art Rock è diventato un genere nel quale, al pari del blues e del country, le novità non fanno più parte del progetto.

La cosa a me non scandalizza affatto in quanto - non aspettandomi più nulla di nuovo nell'ambito di questo genere - posso godere tranquillamente di riproposizioni di cose vecchie - vedi Flower Kings o Dream Theater [:D]

Per il nuovo, invece, evidentemente occorre rivolgersi a qualcosa che non contenga il termine "Rock" nella sua descrizione. [;)]
Last edited by Duke59 on 22 Aug 2009, 19:39, edited 1 time in total.
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Postby GuardianMagog » 23 Aug 2009, 05:26

quote:
Originally posted by wateredge

[quote]Originally posted by Duke59
non riusciamo ad apprezzare la musica di oggi soltanto perchè è contemporanea....similmente, infatti, non riusciamo a dare peso e valore alle nuove invenzioni o scoperte, semplicemente perchè non riusciamo a vedere il loro potenziale che si attuerà in futuro...





Sfido a chi è dell'epoca a dire che non apprezzava i Genesis. E sfido ancora chi è dell'epoca a dire che gli strumenti che usavano i vari gruppi non erano rivoluzianari e che se ne sarebbero accorti solo in futuro che lo erano stati.
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Postby Sanvean » 23 Aug 2009, 07:14

Ne ho conosciuti abbastanza che all'epoca non amavano i Genesis.

Persone che ascoltavano gli Stones, Lou Reed, Bowie, Pink Floyd, Zappa, Doors, CSNY...ma non tolleravano i Genesis, poco immediati e troppo 'costruiti', probabilmente pretenziosi.

Ricordo che alcuni di loro però non sapevano non riconoscere che certi 'pieni' (ad esempio quello di Firth of Fifth) nessun altro gruppo era in grado di elaborarli (se non forse i Gentle Giant)
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Postby wateredge » 23 Aug 2009, 10:58

quote:
Originally posted by GuardianMagog
Sfido a chi è dell'epoca a dire che non apprezzava i Genesis.



Sono totalmente d'accordo, infatti sapevo che il mio post avrebbe generato simili affermazioni...

Io ho 17 anni, quindi non posso fare riferimento ad esperienze reali, ma mi risulta che i vostri genitori amavano ben poco il progressive Rock, o almeno la maggiorparte...

Allo stesso modo i genitori di oggi non amano la musica dei nuovi gruppi che invece fa impazzire i giovani....

Ovvio che poi ci sono eccezioni, e sicuramente ci sono state anche all'epoca, si guardi per esempio il gran numero di utenti giovani presenti in questo forum[;)]
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Postby highinfidelity » 24 Aug 2009, 04:58

quote:
Originally posted by wateredge

Io ho 17 anni, quindi non posso fare riferimento ad esperienze reali, ma mi risulta che i vostri genitori amavano ben poco il progressive Rock, o almeno la maggiorparte...

Allo stesso modo i genitori di oggi non amano la musica dei nuovi gruppi che invece fa impazzire i giovani....
Questo paragone SEMBRA sensato, ma invece non regge perche' tra esperienze sonore come il rock progressivo o la new wave e l'attuale putrebondo panorama musicale c'e' letteralmente un ABISSO culturale.

A quali "nuovi gruppi" ti riferisci quando fai questo discorso?

Se sono quelli a cui penso io, non mi piacciono non certo perche' "non li capisco" bensi' perche' li capisco fin troppo bene e prevedo con largo anticipo dove si voglia andare a parare...
<< Conoscete voi spettacolo più ridicolo di venti uomini che s'accaniscono a raddoppiare il miagolìo di un violino? >>
(Luigi Russolo, Intonarumorista. 1913.)
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Postby GuardianMagog » 24 Aug 2009, 05:17

quote:
Originally posted by highinfidelity

A quali "nuovi gruppi" ti riferisci quando fai questo discorso?




Perchè secondo voi sono gruppi quelli che fanno musica adesso ?
Sono ragazzi che si siedono al computer pigliano una basa da internet, ci mettono su un "bel" testo scontato e via.
E' una vergogna che musica così abbia preso il sopravvento in Italia la patria della MUSICA.
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Tutto è già stato detto, che fare?

Postby aorlansky60 » 24 Aug 2009, 07:54

Per quel che mi riguarda -a livello di semplice ascoltatore ed appassionato di musica- mi basta ed avanza ciò che conosco (pur essendoci TANTISSIMO che tutt'ora ignoro) ma la Musica -E SENZA ARRIVARE ANCORA AL POP ROCK- dal Rinascimento, al Barocco, al Classico, al Romanticismo, il tutto INTESO COME MUSICA CLASSICA, beh già la dentro c'è un universo intero da esplorare! Poi che dire del BLUES e del JAZZ? altri sterminati mondi da esplorare e conoscere! E non arrivo nemmeno ancora alla musica del 900, a Berg, Schoenberg, Mahler, Stravinsky etc!!! E' incredibile constatare di cosa e quanto è stato capace di fare l'uomo in Arte ed in campo Musicale.

E poi noi siamo legati alla tradizione di casa nostra, a quella europea!... proviamo a pensare allo sviluppo della musica orientale, Cinese e Giapponese in particolare e della loro tipica strumentazione che non ha eguali in altre parti del mondo, o a quella Indiana dei sitar, delle tablas etc

Credo -da quel poco che so in materia- che lo sviluppo musicale fatto di armonie ed arragiamenti viaggi in parallelo con lo sviluppo degli strumenti musicali - mi piacerebbe sentire il parere in merito di gente qua che compone o suona- e del potenziale che tali strumenti permettono di esplorare a livello di sonorità...

E tutta la prosecuzione temporale può dirsi logica conseguenza di ciò che l'ha preceduta. Andando in campo pop rock, è chiaro che la matrice americana anni 60/70 è figlia soprattuto di Blues, poi delle tradizioni rurali di quelle terre del nordamerica nate relativamente "tardi"(Cajun, Bluegrass e Country) non possedendo la sterminata tradizione storica europea fatta da interi secoli; il pop rock europeo anni 60 è figlio prima di tutto della scintilla americana del rock'n'roll, ma di certo nel prog-rock di chiara origine europea giocano un ruolo fondamentale certi preziosismi CLASSICI tipici della scuola europea di qualche secolo prima (BACH, BEETHOVEN, MOZART...), legati all'introduzione di nuova strumentazione -tastiere, mellotron, synths, moog etc- a fare da contraltare alla strumentazione tipica del rock di matrice americana, quello dello schema chitarra-basso-batteria.

Se devo considerare quanto è stato già sperimentato e realizzato, fossi un compositore mi troverei in vero imbarazzo, difficile creare realmente QUALCOSA DI NUOVO che non sia già stato scritto! Non è detto tuttavia che per essere bella, una proposta musicale debba essere necessariamente NUOVA(nel senso della sua struttura musicale, sia per armonia base che per arrangiamenti); non credo comunque che dallo stereotipipo pop&rock definito e stabilito ormai da tempo ci si potrà discostare molto. Dalla sua nascita, crescita, apoteosi, discesa e caduta, nel pop-rock difficile immaginare che non si sia già esplorato e realizzato praticamente tutto.

Forse una nuova evoluzione musicale sarà data dalla sperimentazione strumentale: nuovi tipi di strumenti e nuovi "suoni" da esplorare... in questo mi ricollego alle invenzioni del moog e di tutta la famiglia dei sintetizzatori dagli anni 60 in su... pensiamo all'impulso che hanno dato allo sviluppo della musica pop dai tardi anni 60 in poi...
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Tutto è già stato detto, che fare?

Postby Hogweed » 24 Aug 2009, 08:25

Mi fa tristezza non vedere l'inclusione della musica italiana in questa riflessione di ampio respiro.
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Postby aorlansky60 » 24 Aug 2009, 08:47

quote:
Originally posted by GuardianMagog


Sfido a chi è dell'epoca a dire che non apprezzava i Genesis. E sfido ancora chi è dell'epoca a dire che gli strumenti che usavano i vari gruppi non erano rivoluzianari e che se ne sarebbero accorti solo in futuro che lo erano stati.




ce n'erano molti di più di quanto si possa immaginare... nella mia compagnia anni 70 molti ragazzi miei amici aborrivano il prog ed in particolar modo i Genesis preferendovi di gran lunga DEEP PURPLE e BLACK SABBATH...

se la mia ex compagnia presa nel suo piccolo può fare da valido supporto statistico, eravamo in tre che amavano il prog ed i Genesis contro almeno una dozzina che lo skifavano; a mia volta io non riuscivo proprio a digerire hard rock -tutt'ora- e Deep purple... le ragazze amavono solo la "disco" [:D] ma noi le amavamo lo stesso [:-D]
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