by wondering clouds » 30 Jul 2009, 14:51
Questa non è una recensione canonica. E' un invito all'ascolto di cose che non vale lasciare lì a farle seppellire dal tempo.
Questo disco la merita un po’ di attenzione, anche se è in piena epoca di riflusso anni 80 e disimpegno generale..
I Tears For Fears appartenevano ad un filone tipico degli anni ’80. Esordiscono con un techno pop sofisticato, elegante, un sound accattivante, muscia per discoteche, ma non da consumare e gettare subiti come si è soliti con i brani di consumo effimera, come i vari tormentoni di ogni stagione
L’album in questione è : The Seeds of Love, di cui voglio spendere 2 parole.
E’ fatto di 8 composizioni musicali che vanno oltre la durata e la forma dei 3 minuti e mezzo canonici (durata media di resistenza dell’ascoltatore casuale medio imho, vedi i clips sul tubo)
I brani si susseguono uno all’altro senza una rottura d’atmosfera, quasi una parte di un unico brano molto lungo, una suite.
Gli incisi, in ogni canzone si moltiplicano, la voce nera femminile unita a quella del leader, i cori, i soli strumentali si alternano tra tastiere , fiati, chitarre elettriche, dilatando la durata dei brani in modo notevole, senza tuttavia risultare appesantiti.
Otto canzoni come una girandola di suoni assolutamente accattivante e affascinante.
Quasi che i Simply red avessero sposato le sofisticazioni di arrangiamento e di ricerca di suggestione tipiche di certo rock romantico anni ’70.
Allo stesso tempo il groove, l’anima dance e la leggerezza di spirito del periodo, unita ad un vago sapore malinconico tipico dei Tears for Fears aleggiano costantemente nel disco, su cui poi troneggia una dinamicità, una tensione melodico ritmica costanti.
Tutte qualità queste che consentono a questa musica il lusso di non concederci stanchezza all’ascolto.
Alla fine dei 50 minuti del disco “The Seeds of love” si è avuta la sensazione di ascoltare uno stesso brano dall’inizio alla fine, ma non è così.
E’ uno stile ? Una suite circolare ?
Di sicuro, a mio avviso, è un’alchimia riuscita, irripetibile, ma più avvenuta, né prima , né dopo quest’album.
Da ascoltare e farselo piacere. Non sarà difficile.
Poi lo rimetterete nel piatto, (nell’ipod sich volevo dire,) più volte.
Piccolo consiglio. Non andate sul tubo a cercare il video. Ne verreste sviati.
Andate direttamente alla sorgente sonora.
Aspetto con ansia commenti da dopo ascolti ripetuti
ciao
"A proposito di politica, ci sarebbe qualcosa da mangiare?"
(Antonio De Curtis)