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DEFECTOR

PostPosted: 25 Feb 2010, 04:35
by wondering clouds
(......)

attendo altri commenti. Visto che è stato omesso...
Io mi astengo. Me piace. Non dico altro. E ppure assaje.[:D]

DEFECTOR

PostPosted: 25 Feb 2010, 05:28
by highinfidelity
A me non molto. Il Maestro ha fatto di peggio, ma e' un'altro dei dischi in cui sembra muoversi a casaccio. C'e' un pezzo che sembra copiato dal Bolero di Ravel, un pezzo da discoteca, un pezzo tipo "finto vecchio grammofono"...

Non uno dei suoi album piu' riusciti, secondo me. Il fatto poi che nel successivo Cured sia andato ancora in calando mostra che la cosa non era casuale.

DEFECTOR

PostPosted: 25 Feb 2010, 07:40
by marbian
E'un disco che amo molto.

Forse solo una tacca in meno del precedente.

Bisogna considerare che questo è un lavoro concepito molto in fretta tra composizione e realizzazione, per la volontà di portarlo subito on the road e sfruttare il momento di popolarità e di grande intesa con la band.
Tempo dopo lo stesso Steve si è detto dispiaciuto di non averlo potuto rifinire al meglio, ma tant'è: ci sono brani imperdibili per ogni fan del buon Steve, come The Steppes, Jacuzzi e Slogans, pezzi forti dei suoi live, ma anche splendide perle intimistiche coe Hammer in the Sand, The Toast e la sottovalutatissima Leaving, a mio parere una delle canzoni più belle di Mastro Stefano.

Con questo disco si chiude un periodo creativamente splendido per Steve, costretto a rinunciare alla band per motivi finanziari, e se ne apre uno più incerto, dal quale però saprà risollevarsi con grande forza, creativa e di volontà.

DEFECTOR

PostPosted: 25 Feb 2010, 07:51
by Thomas Eiselberg
Per me uno dei migliori del nostro: un gradino sotto Voyage e Spectral però.

I brani sono più brevi e "centrati", ci sono davvero dei bei pezzi:

- The Steppes è uno dei suoi cavalli di battaglia, molto evocativa e con un crescendo davvero riuscito.

- Slogans è il classico pezzo dark e crimsoniano. Grande strumentale a mio avviso.

- Leaving e The toast sono invece tra i miei brani preferiti in assoluto nella sua discografia. Pezzi delicatissimi, molto brevi, che hanno un'atmosfera particolare e in piena sintonia col titolo del disco

- Jacuzzi e soprattutto il capolavoro Hammer in the Sand rappresentano il lato più "classico" del nostro, e soprattutto nel secondo caso sono tra i suoi pezzi migliori in assoluto.

Putroppo due o tre pezzi non sono all'altezza: Time to Get Out è molto simpatica, ma forse un po' banalotta (si riscatta nel finale), The Show a parte il basso (che mi piace molto) è troppo danzereccia, mentre Sentimental Institution è un esperimento carino un po' alla maniera di Excuse me di Peter e mi fa lo stesso effetto (simpatica, ma non la sentirei tutti i giorni).

Secondo me un disco da avere assolutamente, che riprende atmosfere tipicamente genesisiane (e non) e le rende più accessibili, più in linea con i tempi, tornando ad una maggiore coesione dei pezzi e ci fornisce delle perle (Almeno tre: Leaving, The toast, Hammer in the sand) che rimarranno per sempre incastonate nella sua discografia.[:)][:p]

DEFECTOR

PostPosted: 25 Feb 2010, 08:33
by Hogweed
Mi piace molto, sicuramente è da avere. Jacuzzi e The Steppes sono due autentici capolavori![:)]

DEFECTOR

PostPosted: 25 Feb 2010, 08:39
by marco
quote:
Originally posted by Hogweed

Mi piace molto, sicuramente è da avere. Jacuzzi e The Steppes sono due autentici capolavori![:)]

HAMMER IN THE SAND NO.....

DEFECTOR

PostPosted: 25 Feb 2010, 11:38
by TRE
hammer in the sand sembra uscita dalla penna di banks, il che la dice tutta sulla qualità di mastro steve

DEFECTOR

PostPosted: 25 Feb 2010, 14:57
by Coastliners
Leggo e tengo in considerazione, visto che anche questo disco mi manca.

Ma esiste una spiegazione per il titolo Defector??

DEFECTOR

PostPosted: 25 Feb 2010, 16:12
by Thomas Eiselberg
Non so da cosa sia stato ispirato il titolo, ma nei testi dell'album (e nei titoli stessi) si respira quest'atmosfera di esilio, di un qualcuno che fugge da qualcosa, di un bisogno di tranquillità...

Leaving, Time to get out, The Steppes, The toast (un elogio al lasciarsi tutto alle spalle e rilassarsi), Jacuzzi (il titolo è eloquente)...[:-I]

Forse c'è semplicemente la volontà del nostro di fuggire da un certo tipo di musica, di ambiente, per esplorare nuovi paesaggi sonori, per cercare nuovi stimoli (non a caso dall'album successivo avremo un deciso cambiamento di rotta come sonorità, e qui se ne sentono le avvisaglie).

DEFECTOR

PostPosted: 25 Feb 2010, 16:30
by massimo61
questo album mi ha sempre lasciato l'impressione che Steve "corra da solo", nel senso che la band mi sembra proprio scarsa, oppure lo è la produzione, insomma gli stessi pezzi dal vivo sono ben altra cosa.

DEFECTOR

PostPosted: 25 Feb 2010, 19:36
by Coastliners
Certo che la copertina sotto certi aspetti è inquietante!! [:|]

DEFECTOR

PostPosted: 26 Feb 2010, 05:35
by massimo61
rappresenta ciò che è l'album: un tentativo non del tutto riuscito di bissare lo stupendo Spectral mornings.

DEFECTOR

PostPosted: 26 Feb 2010, 06:13
by theknife
a me piace tranne due o tre citate stecche...ma proprio simile a spectral non mi sembra...anzi!

DEFECTOR

PostPosted: 26 Feb 2010, 08:34
by massimo61
Voyage e Spectral sono ineguagliabili, intendevo dire che Defector è un pò buttato lì, che la band non è all'altezza, che si salvano i brevi brani acustici. Steppes non vale s.m. come brano epico, Time to get out è facile facile e anticipa Hope i don't wake, Jacuzzi carina ma non molto originale.
Analogie la copertina e i due brani "burlesque".
La S.H. band non credo sia mai stata rimpianta.
Subito dopo è uscito l'autarchico Cured, insomma dopo il boom non un gran periodo compositivo per Steve. Un pò di idee le ha riordinate per Highly strung, che però contiene il suo peggior brano "walking through walls".

DEFECTOR

PostPosted: 26 Feb 2010, 17:24
by wondering clouds
cmq ti suggerisco di comprarlo o procurartelo.
Non so perchè mi piace come gli altri tre precedenti. L'ho ascoltato talmente tante volte, che ogni passaggio mi ricorda attimi fuggenti, sogni, trasporti emotivi...
Dopo tanto tempo ancora mi fa tornare indietro negli anni, a passate sensazioni poetiche...che vvve devo dì'...non sono un ascoltatore affidabile per dare consigli obiettivi.
Se ti piace la sua musica[O:-)] è un disco imperdibile.[^]

DEFECTOR

PostPosted: 27 Feb 2010, 07:53
by Thomas Eiselberg
Bellissimo, ma molto diverso da Spectral: ripeto, è un prog molto più "immediato", che non si lascia andare troppo alle improvvisazioni strumentali, rispetto a Spectral si prefigge l'obiettivo di staccarsi da un certo tipo di musica fatto in precedenza.
E' proprio così che è stato concepito, non lo vedo quindi come un difetto, o non ci vedo una scarsa perizia dei musicisti coinvolti.

La produzione invece non mi convince del tutto, i brani sono ottimi, e come è già stato detto dal vivo risultano molto più coinvolgenti (sintomo che i pezzi non sono male).

Purtroppo il difetto principale sono i riempitivi (che da qui in poi saranno presenti in quasi tutti i dischi di Steve): se in Spectral era sostanzialmente uno, qui invece saliamo a due e mezzo.

Se però si vuole conoscere la discografia di Steve, è da avere assolutamente [:)]

DEFECTOR

PostPosted: 27 Feb 2010, 08:49
by Coastliners
Ricevuto, grazie a tutti per i preziosi consigli!! [:)]