Allora,
riesumo questo assai datato topic, perchè su "pressione"
![Sghignazzante [:D]](./images/smilies/smile_bigsmile.gif)
e consiglio di HIGH,
dopo averlo cercato a lungo e finalmente trovato (stranamente non l'avevo riposto nel settore "Genesis family" che nella mia libreria raggruppa gli albums della band e dei solisti, prova ulteriore della mia apatia verso il disco di cui vado a parlare) ho messo sul giradischi
"Smallcreep's Day"...
Vedo peraltro che già alcuni anni fà avevo espresso un parere, però frutto di impressioni ricavate da ascolti dell'album che si perdono nella notte dei tempi (anni 80); avevo infatti acquistato il disco nel 1981, per poi riporlo e dimenticarlo perchè evidentemente non mi fece una grande impressione...
![Pensieroso [:-I]](./images/smilies/smile_ponder.gif)
anche perchè quello stesso giorno acquistavo insieme ad esso "NUDE" dei CAMEL sul quale insistetti per giorni e giorni ininterrottamente nell'ascolto...
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prime sensazioni : non gradisco molto il timbro vocale del cantante scelto da Mike per l'occasione; avverto che è bravo e possiede indiscutibili qualità, ma il suo timbro vocale mi ricorda [stranamente] gruppi Rock americani dell'epoca (tipo Foreigner e simili) dei quali non ero grande estimatore. Di conseguenza, mi piacciono maggiormente le parti solo strumentali.
l'analisi brano per brano :"Between tick and tock" : apertura interessante; inizio niente male. Prevalenza di tastiere a ricreare un ambientazione solenne dai sentori quasi "new age" (voce cantata a parte).
(chi avete detto essere il tastierista scelto da Mike per l'occasione? mi sembra uno dalle idee chiare e dal potenziale più che ottimi...)
"Working line" : più della precedente, canzone decisamente sui crismi compositivi del bassista; l'apertura è tipicamente in chiave "Rutherford&Phillips" infatti le chitarre (sia acustiche nella ritmica che elettrica a dettare un ottima linea guida) si prendono il centro della scena; nel suo svolgimento (soprattutto dopo la parte cantata) grazie alla parte strumentale finale, direi ottima.
"After Hours" : è davvero bella; col tempo, ho imparato ad apprezzare particolarmente simili sonorità "minimaliste rarefatte" a ricreare sensazioni "nostalgiche"; mi ricorda i 'miei' CAMEL preferiti (quelli di "The Snow Goose") con le loro tipiche atmosfere strumentali; eccellente lavoro del tastierista (sia come scrittura della partitura, che come esecuzione).
"Cats and Rats" : la canzone "più rock" della suite; non mi entusiasma, ma nemmeno mi dispiace. Direi che nel contesto, ci può stare. E' bene inserita tra due momenti lirici della suite come le due songs che la precedono e la seguono.
"Smallcreep alone" : sulla stessa lunghezza d'onda di "After Hours", vale a dire molto bella e intensa; inizio a pensare che la collaborazione dell'amico Anthony sia andata ben oltre la sola esecuzione in qualità di 'session man' alle tastiere, ma che egli abbia fornito suggerimenti all'amico Mike anche sulla composizione e sull'evolvere della suite, per es. alternando brani più ritmati e corposi, a brani più "atmosferici" come questo e "After Hours"...
"Out into the daylight" : buona. Sembra voler essere quella più "tecnica" della suite, secondo l'apporto fornito da tutti gli strumentisti coinvolti, specie quelli della sezione ritmica (basso e soprattutto batteria & percussioni). A tratti, più che di 'progressive' sapora quasi più di 'fusion', il che non è affatto un aggravante (per i miei gusti).
"At the end of the day" : buona; un degno finale di suite. Forse a tratti un pelo "melodica" (nell'accezione del termine a me più sgradita soggettivamente parlando), ma al contempo solenne al punto giusto. E' evidente che rispetto a quello che ero 40anni fà, mi si sono cambiati e affinati i gusti come giudice ascoltatore...
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Una domanda mi sfiora, alla fine: visto gli ottimi risultati dimostrati da PHIL in qualità di LEAD VOICE, cosa nota già a partire dal 76 in ambito GENESIS, ma perchè Mike non ha coinvolto anche lui?... dico questo, perchè nel contesto di questa suite credo avrei gradito maggiormente la sua voce rispetto a quella che sento qui...
Per ora mi sono limitato all'ascolto della sola 1ma facciata dell'album; ma anche solo con questa, devo ammettere di dover concedere maggiore credito ad un album che, molto molto tempo fà, avevo liquidato forse troppo frettolosamente ed archiviato nell'oblio senza l'attenzione che dovevo concedergli. Forse perchè allora (primi anni 80) era un tempo in cui stavo scoprendo "altre cose" e altri stili musicali, e stavo lasciando "da parte" dischi dal sentore tardo progressive come questo. Direi che, come valutazione personale, al momento guadagna qualche gradino (rispetto alla posizione dove l'avevo collocato in un altro topic del forum, dove se ne parlava) e riesce 'quasi' ad equipararsi a quello di Banks, nel mio livello di stima.