Selling England - classifica gradimento pezzi e altro
Per la serie "il primo amore non si scorda mai". Cosa dire del primo album (in studio) che acquistai dei nostri? L'album che oltre a farmi conoscere i Genesis mi introdusse nel mondo del prog? Basti dire che, ancora oggi, dopo tanti anni e decine di artisti e dischi ascoltati, Selling resta il mio album preferito in assoluto.
E' L'album più "maturo": quello che mescola sapientemente sprazzi di romanticismo, critica sociale, poesia e citazioni colte in maniera sopraffina. Si perde certo un po' di quella "atmosfera dark" dei due album precedenti e la vena "fantascientifica" più classica. Si acquista però in profondità e stile.
E' l'album più "levigato" a livello di sound, quello che "suona meglio", che ad ogni ascolto permette di scoprire nuovi dettagli e nuove sorprese, ad indicare una cura certosina anche da parte della produzione. Il disco che pur non rinunciando alla complessità e al loro stile risulta il più accessibile tra quelli della formazione classica (non a caso risulta largamente il più venduto tra quelli dell'epoca a 5).
Il disco dove i Genesis a 5 raggiungono il miglior equilibrio tra il contributo dei vari componenti (non sarà mai più così purtroppo), dove ognuno ha il suo spazio e lo sfrutta al meglio.
Tutte le anime della band sono rappresentate
Una definizione che ho letto in un commento su YouTube mi sembra perfetta per i Genesis e perfettamente calzante per questo album in particolare: "i Genesis musicalmente combinavano alla perfezione 4 elementi: musica classica (Tony), il jazz (Phil), il folk/acustico (Mike), il rock (Steve)"
E' l'opera dove Peter raggiunge nuove vette sia a livello di cantato che di testi, qui molto più ancorati all'attualità (del tempo).
E' l'album che viene quasi sempre votato al primo posto nelle classifiche dedicate ai Genesis. Basta farsi un giro sul web o guardare i video su YouTube che parlano dei dischi dei nostri: 9 volte su 10 Selling risulta il preferito.
Insomma potrei scrivere un papiro fatto solo di elogi e finirei per annoiare, quindi passiamo alla classifica
1) Firth of Fifth (voto 10,5)
Prima posizione scontata? Devo dirvi che (e mai avrei pensato di essere così combattuto) fino all'ultimo ho pensato se metterla al secondo posto. Eppure parliamo del brano che secondo me (e non solo) è il non plus ultra musicalmente delle capacitá dei nostri: epico, tecnico, multiforme, forse Tony e Steve non sono mai stati e mai saranno in seguito così in primo piano "assieme". Dall'introduzione al piano che ha fatto la storia, alla parte di flauto, magica, che sfuma nel crescendo al piano, all'esplosione sinfonica che preannuncia uno degli assoli migliori di Steve e forse l'assolo più famoso in assoluto della storia dei Genesis, un assolo non tecnicissimo eppure un qualcosa che nessuno altro saprà replicare "a comando" (vero Daryl?). Poesia in musica insomma.
E pensare che Tony (mi sembra sul documentario "Genesis Songbook") afferma che non era sicuro se funzionasse come pezzo perché gli sembrava una scopiazzatura dei King Crimson ("che cavolo stai dicendo Tony", pronunciato come farebbe il piccolo Arnold
).
Perchè allora ho esitato nel piazzarla subitissimo in prima posizione? Forse perchè l'ho centellinata poco, l'ho inflazionata, l'ho ascoltata troppo insomma e adesso tendo ad ascoltare molto più spesso altre cose. Non un vero difetto insomma, forse l'unico piccolo difetto in realtá è un testo epico ma un po' (anche a detta loro) troppo banale rispetto alla musica.
2) Dancing With the Moonlit Knight (voto 10,3)
Ma come si fa a metterla al secondo posto? Questo è un capolavoro assoluto. Giá dal cantato "a cappella" (uno dei momenti "magici" che vengono in mente immediatamente se si pensa a loro) si capisce che lo sarà.
E' una evoluzione della formula inaugurata con The Knife, poi perfezionata con The Musical Box: quei classici saliscendi elettroacustici, dove parti sognanti, delicate, misteriose, si alternano a parti molto rock, epiche, quasi hard. Vogliamo parlare della coda finale? Tra il sognante, l'oscuro, il fiabesco, una delle parti che mi trasportano letteralmente in un altro mondo con la mente. I nostri, senza molta fantasia, la denominarono inizialmente "Disney". Resta il fatto che fa sognare.
Vogliamo tacere del testo? Qui Peter trova forse la formula perfetta, tra giochi di parole geniali, critica sociale (in questo caso al consumismo), malinconia. Se ne potrebbe parlare per ore. Mi fermo qui altrimenti mi viene da metterla al primo posto
3) Cinema Show (voto 10)
Assurdo, assurdo dover mettere al terzo posto un brano come questo. Viene quasi da vergognarsi.
Si parlava altrove di Lover's Leap, definendola forse la roba più autenticamente romantica del loro repertorio (100% sentimento e 0% zuccherosità)
Ecco, l'unico altro momento paragonabile a Lover's Leap da quel punto di vista è la parte iniziale di Cinema Show. Crea un'atmosfera pazzesca, ce li vedi proprio i due innamorati che si preparano per incontrarsi. Un inizio immaginifico. Ma la magia non si ferma certo lì. La parte che comincia da circa 2:58 è una di quelle capaci letteralmente di estasiarmi (flauto chitarre e tastiere sembrano scaturire dal nulla, invece che essere suonate da musicisti, tanto naturale è la successione dei vari suoni) Il coro a due voci tra Phil e Peter da 4:05 in poi? Goduria pura.
La seconda parte del pezzo è più "tecnica" e forse un po' troppo sbilanciata sulle tastiere, uno di quei rari casi nei quali i Genesis suonano un prog molto vicino alle altre band apparententi al genere. Ma ad avercene di questi tecnicismi: tutto è sempre reso con stile, con gusto, con gradevolezza. Nulla è semplicemente fine a se stesso.
4) The Battle of Epping Forest (voto 8,8)
Un pezzo che è molto più della mera somma delle sue singole parti. E' l'evoluzione dei brani "da teatro" alla Peter Gabriel, dopo Harold e Get'em out (e non sarà certo l'ultimo, la tradizione andrà avanti pure senza di lui, almeno fino a Wind and Wuthering, con risultati inferiori però).
Qui Gabriel gigioneggia come non mai, infarcisce il pezzo di citazioni, doppi sensi, neologismi, frasi in slang, personaggi assurdi sarcasmo alla Monty Python. Esagerando? Forse. Ma alcuni personaggi restano iconici (il reverendo e la sua "discesa nel peccato" a causa della sua incapacità di capire i doppi sensi.
), i vari contendenti, tutti pittoreschi ed esilaranti.
La Battaglia poi (roba presa dalla cronaca di tutti i giorni) trasformata in una specie di partita di calcio che finisce in parità (perchè sono tutti morti) e allora per decidere l'esito finale bisogna gettare la monetina (una genialata di Humor nero).
Certo a tratti forse ne resta un po' sacrificata la parte musicale, costretta ad assecondare troppo il cantato e ci sono un paio di ripetizioni forse superflue. Ma a me anche la musica piace tanto, anzi ci sono delle parti che mi gasano tantissimo (ad esempio la parte da 8:16 in poi, dove Peter canta " In with a left hook is the Bethnal Green Butcher", sentite come pesta giù duro Phil
). Un pezzo molto molto rock che a tratti scivola quasi nel rap ante litteram.
Per alcuni è un pezzo "pesante", troppo lungo, per me invece è addirittura il pezzo che ascolto più frequentemente di Selling.
Per dire quanto mi piace.
Un aneddoto: singolare come il film Gangs of New York (Scorsese d'altronde era uno che Peter lo conosceva bene, non credo sia un caso) ripeschi alcune atmosfere dal pezzo dei nostri e alcuni personaggi abbiano parecchie somiglianze con quelli di The Battle.
5) After The Ordeal (voto 8,5)
E pensare che volevano escluderla dall'album. Strumentale di una gradevolezza sonora clamorosa. Dopo la magniloquenza e la potenza di un pezzo come The Battle ci troviamo di fronte ad uno squisito affresco classico, farina del sacco di Steve. L'assolo di chitarra molto dolce mi scioglie ogni volta.
6) I know What in like (voto 8,1)
Ancora una volta un pezzo di stampo "sociale". Si parla di un ragazzo semplice che fa il tagliarbe e delle varie persone che vogliono imporgli come vivere, come vestirsi, quale mestiere fare. Un brano sull'affermazione della propria individualitá a dispetto del giudizio altrui.
Musicalmente si tratta di un pezzo pop rock, non complessissimo ma niente affatto banale (ancora una volta ascoltate cosa combina Phil) che sará uno dei loro cavalli di battaglia dal vivo.
Molto riuscite ed evocative sono soprattutto l'introduzione e la chiusura, che richiamano il suono di un tagliaerba.
7) Aisle of Plenty (voto 8)
Breve reprise di uno dei temi di Dancing ed è quindi concettualmente inscindibile da quest'ultima. Ma i nostri a quell'epoca erano così ispirati che traformano pure una composizione di questo tipo in una genialata. A voler rendere ancora più esplicita la critica al consumismo e alla "svendita" di ideali e valori dell'Inghilterra se ne escono con un testo che di fatto è una vera e propria lista della spesa, alla quale aggiungono un altro paio di giochi di parole a tema. Le voci confuse "da supermercato" sul finale sono un ulteriore chicca: dipingono uno scenario molto evocativo di alienazione e caos dove l'unico interesse è il profitto. Si sentono già i primi vagiti di composizioni come The Grand Parade dall'album seguente.
Dedicato ancora una volta ai critici che parlano dei Genesis dipingendoli come "quelli che parlano di maghi e folletti"
8) More Fool me (voto 6--)
Si, io la sufficienza (non piena) gliela do. Il pezzo è zuccheroso, molto "collinsiano". Ma non è proprio una ciofeca assoluta per me. C'é di peggio. Vuole essere un momento distensivo tra pezzi epici e magniloquenti. Intento non pienamente raggiunto: suona fuori posto lo stesso in un album come Selling.
Voto globale dell'album: 10, lode e bacio accademico.
I punti assegnati sono strutturati come per i precedenti album: 16 punti alla prima classificata, 14 alla seconda ecc.![Complice [;)]](./images/smilies/smile_wink.gif)
E' L'album più "maturo": quello che mescola sapientemente sprazzi di romanticismo, critica sociale, poesia e citazioni colte in maniera sopraffina. Si perde certo un po' di quella "atmosfera dark" dei due album precedenti e la vena "fantascientifica" più classica. Si acquista però in profondità e stile.
E' l'album più "levigato" a livello di sound, quello che "suona meglio", che ad ogni ascolto permette di scoprire nuovi dettagli e nuove sorprese, ad indicare una cura certosina anche da parte della produzione. Il disco che pur non rinunciando alla complessità e al loro stile risulta il più accessibile tra quelli della formazione classica (non a caso risulta largamente il più venduto tra quelli dell'epoca a 5).
Il disco dove i Genesis a 5 raggiungono il miglior equilibrio tra il contributo dei vari componenti (non sarà mai più così purtroppo), dove ognuno ha il suo spazio e lo sfrutta al meglio.
Tutte le anime della band sono rappresentate
Una definizione che ho letto in un commento su YouTube mi sembra perfetta per i Genesis e perfettamente calzante per questo album in particolare: "i Genesis musicalmente combinavano alla perfezione 4 elementi: musica classica (Tony), il jazz (Phil), il folk/acustico (Mike), il rock (Steve)"
E' l'opera dove Peter raggiunge nuove vette sia a livello di cantato che di testi, qui molto più ancorati all'attualità (del tempo).
E' l'album che viene quasi sempre votato al primo posto nelle classifiche dedicate ai Genesis. Basta farsi un giro sul web o guardare i video su YouTube che parlano dei dischi dei nostri: 9 volte su 10 Selling risulta il preferito.
Insomma potrei scrivere un papiro fatto solo di elogi e finirei per annoiare, quindi passiamo alla classifica
1) Firth of Fifth (voto 10,5)
Prima posizione scontata? Devo dirvi che (e mai avrei pensato di essere così combattuto) fino all'ultimo ho pensato se metterla al secondo posto. Eppure parliamo del brano che secondo me (e non solo) è il non plus ultra musicalmente delle capacitá dei nostri: epico, tecnico, multiforme, forse Tony e Steve non sono mai stati e mai saranno in seguito così in primo piano "assieme". Dall'introduzione al piano che ha fatto la storia, alla parte di flauto, magica, che sfuma nel crescendo al piano, all'esplosione sinfonica che preannuncia uno degli assoli migliori di Steve e forse l'assolo più famoso in assoluto della storia dei Genesis, un assolo non tecnicissimo eppure un qualcosa che nessuno altro saprà replicare "a comando" (vero Daryl?). Poesia in musica insomma.
E pensare che Tony (mi sembra sul documentario "Genesis Songbook") afferma che non era sicuro se funzionasse come pezzo perché gli sembrava una scopiazzatura dei King Crimson ("che cavolo stai dicendo Tony", pronunciato come farebbe il piccolo Arnold
).Perchè allora ho esitato nel piazzarla subitissimo in prima posizione? Forse perchè l'ho centellinata poco, l'ho inflazionata, l'ho ascoltata troppo insomma e adesso tendo ad ascoltare molto più spesso altre cose. Non un vero difetto insomma, forse l'unico piccolo difetto in realtá è un testo epico ma un po' (anche a detta loro) troppo banale rispetto alla musica.
2) Dancing With the Moonlit Knight (voto 10,3)
Ma come si fa a metterla al secondo posto? Questo è un capolavoro assoluto. Giá dal cantato "a cappella" (uno dei momenti "magici" che vengono in mente immediatamente se si pensa a loro) si capisce che lo sarà.
E' una evoluzione della formula inaugurata con The Knife, poi perfezionata con The Musical Box: quei classici saliscendi elettroacustici, dove parti sognanti, delicate, misteriose, si alternano a parti molto rock, epiche, quasi hard. Vogliamo parlare della coda finale? Tra il sognante, l'oscuro, il fiabesco, una delle parti che mi trasportano letteralmente in un altro mondo con la mente. I nostri, senza molta fantasia, la denominarono inizialmente "Disney". Resta il fatto che fa sognare.
Vogliamo tacere del testo? Qui Peter trova forse la formula perfetta, tra giochi di parole geniali, critica sociale (in questo caso al consumismo), malinconia. Se ne potrebbe parlare per ore. Mi fermo qui altrimenti mi viene da metterla al primo posto
3) Cinema Show (voto 10)
Assurdo, assurdo dover mettere al terzo posto un brano come questo. Viene quasi da vergognarsi.
Si parlava altrove di Lover's Leap, definendola forse la roba più autenticamente romantica del loro repertorio (100% sentimento e 0% zuccherosità)
Ecco, l'unico altro momento paragonabile a Lover's Leap da quel punto di vista è la parte iniziale di Cinema Show. Crea un'atmosfera pazzesca, ce li vedi proprio i due innamorati che si preparano per incontrarsi. Un inizio immaginifico. Ma la magia non si ferma certo lì. La parte che comincia da circa 2:58 è una di quelle capaci letteralmente di estasiarmi (flauto chitarre e tastiere sembrano scaturire dal nulla, invece che essere suonate da musicisti, tanto naturale è la successione dei vari suoni) Il coro a due voci tra Phil e Peter da 4:05 in poi? Goduria pura.
La seconda parte del pezzo è più "tecnica" e forse un po' troppo sbilanciata sulle tastiere, uno di quei rari casi nei quali i Genesis suonano un prog molto vicino alle altre band apparententi al genere. Ma ad avercene di questi tecnicismi: tutto è sempre reso con stile, con gusto, con gradevolezza. Nulla è semplicemente fine a se stesso.
4) The Battle of Epping Forest (voto 8,8)
Un pezzo che è molto più della mera somma delle sue singole parti. E' l'evoluzione dei brani "da teatro" alla Peter Gabriel, dopo Harold e Get'em out (e non sarà certo l'ultimo, la tradizione andrà avanti pure senza di lui, almeno fino a Wind and Wuthering, con risultati inferiori però).
Qui Gabriel gigioneggia come non mai, infarcisce il pezzo di citazioni, doppi sensi, neologismi, frasi in slang, personaggi assurdi sarcasmo alla Monty Python. Esagerando? Forse. Ma alcuni personaggi restano iconici (il reverendo e la sua "discesa nel peccato" a causa della sua incapacità di capire i doppi sensi.
), i vari contendenti, tutti pittoreschi ed esilaranti.
La Battaglia poi (roba presa dalla cronaca di tutti i giorni) trasformata in una specie di partita di calcio che finisce in parità (perchè sono tutti morti) e allora per decidere l'esito finale bisogna gettare la monetina (una genialata di Humor nero).
Certo a tratti forse ne resta un po' sacrificata la parte musicale, costretta ad assecondare troppo il cantato e ci sono un paio di ripetizioni forse superflue. Ma a me anche la musica piace tanto, anzi ci sono delle parti che mi gasano tantissimo (ad esempio la parte da 8:16 in poi, dove Peter canta " In with a left hook is the Bethnal Green Butcher", sentite come pesta giù duro Phil
). Un pezzo molto molto rock che a tratti scivola quasi nel rap ante litteram. Per alcuni è un pezzo "pesante", troppo lungo, per me invece è addirittura il pezzo che ascolto più frequentemente di Selling.
Per dire quanto mi piace. Un aneddoto: singolare come il film Gangs of New York (Scorsese d'altronde era uno che Peter lo conosceva bene, non credo sia un caso) ripeschi alcune atmosfere dal pezzo dei nostri e alcuni personaggi abbiano parecchie somiglianze con quelli di The Battle.
5) After The Ordeal (voto 8,5)
E pensare che volevano escluderla dall'album. Strumentale di una gradevolezza sonora clamorosa. Dopo la magniloquenza e la potenza di un pezzo come The Battle ci troviamo di fronte ad uno squisito affresco classico, farina del sacco di Steve. L'assolo di chitarra molto dolce mi scioglie ogni volta.
6) I know What in like (voto 8,1)
Ancora una volta un pezzo di stampo "sociale". Si parla di un ragazzo semplice che fa il tagliarbe e delle varie persone che vogliono imporgli come vivere, come vestirsi, quale mestiere fare. Un brano sull'affermazione della propria individualitá a dispetto del giudizio altrui.
Musicalmente si tratta di un pezzo pop rock, non complessissimo ma niente affatto banale (ancora una volta ascoltate cosa combina Phil) che sará uno dei loro cavalli di battaglia dal vivo.
Molto riuscite ed evocative sono soprattutto l'introduzione e la chiusura, che richiamano il suono di un tagliaerba.
7) Aisle of Plenty (voto 8)
Breve reprise di uno dei temi di Dancing ed è quindi concettualmente inscindibile da quest'ultima. Ma i nostri a quell'epoca erano così ispirati che traformano pure una composizione di questo tipo in una genialata. A voler rendere ancora più esplicita la critica al consumismo e alla "svendita" di ideali e valori dell'Inghilterra se ne escono con un testo che di fatto è una vera e propria lista della spesa, alla quale aggiungono un altro paio di giochi di parole a tema. Le voci confuse "da supermercato" sul finale sono un ulteriore chicca: dipingono uno scenario molto evocativo di alienazione e caos dove l'unico interesse è il profitto. Si sentono già i primi vagiti di composizioni come The Grand Parade dall'album seguente.
Dedicato ancora una volta ai critici che parlano dei Genesis dipingendoli come "quelli che parlano di maghi e folletti"
8) More Fool me (voto 6--)
Si, io la sufficienza (non piena) gliela do. Il pezzo è zuccheroso, molto "collinsiano". Ma non è proprio una ciofeca assoluta per me. C'é di peggio. Vuole essere un momento distensivo tra pezzi epici e magniloquenti. Intento non pienamente raggiunto: suona fuori posto lo stesso in un album come Selling.
Voto globale dell'album: 10, lode e bacio accademico.
I punti assegnati sono strutturati come per i precedenti album: 16 punti alla prima classificata, 14 alla seconda ecc.
![Complice [;)]](./images/smilies/smile_wink.gif)
![Disapprovante [V]](./images/smilies/smile_disapprove.gif)
La realtà è che non gli andava molto a genio Steve e il fatto che stesse cominciando a prendere più "potere" all'interno del gruppo. Tony Banks (il mio compositore preferito nella discografia genesisiana, sia chiaro) è quello che giudica un grandissimo album Incomprehensible Taste. Quello certamente non è classicheggiante, è vero ![Morto dalla noia [:(-(]](./images/smilies/smile_bored.gif)
![Approvante [^]](./images/smilies/smile_approve.gif)
![Santarellino [O:-)]](./images/smilies/smile_saint.gif)
![Morto dallo schifo [xx(]](./images/smilies/smile_dead.gif)
) ma certamente sarebbe molto singolare, considerato che ormai a quel punto i Genesis si erano fatti un certo nome, e appare davvero irrazionale che proprio in patria il disco sia uscito come una modesta stampa ad anta singola, mentre all'estero si optava per sontuosi album ad anta apribile. ![Signorsì!!! [/:-|]](./images/smilies/smile_salut.gif)