Beh, sì, ammetto, c'è proprio tutto.
Arpeggi, mellotron, cambi scena, ritmo, dinamico, lento, aggressivo, drama, epico, leggiadro, memorabile...
La summa, delllo stile genesisiano. Vero.
Tempo fa, ci si era arenati in una disquisizione simile. PErchè anche in altri brani si ritrovavano le molteplici sfaccettature riconducibili allo scenario descritto (Stile, suoni, melodie, cambi tempo, epicità eccetera...) al punto che ci si domandasse fino a che punto allora si potessero allontanare dubbi sul fatto che quello stile non fosse un "piegarsi su se stessi", un riproporre le "cose" sicure , arpeggi, cambi tempo eccetera, per aggradare commercialmente i fans: infatti al primo vero cambio stilistico importante, DUKE, lo scandalo prese copro. Quindi: o si piegano su loro stessi e sugli stilemi classici riproponendo un genere che però diventa un noioso e poco innovati modo per raggiungere il certo destino del declino come accaduto a Jetro, tanto per citare un nome e molti altri letteralmente spariti, oppure spingersi al di la dello schema fortunoso precedente, per raggiungere lidi stilistici magari meno "alti" ma certamente più adeguati ai tempi per restare sugli albori per quasi quarant'anni....
Ora senza voler dissacrare, senza voler ingiriare, senza voler mortificare la creatività e la genialità di "quegl'anni", e il Brano Dancing with the moonlight", che è senza dubbio un ottimo esempio di progressive di profilo alto, a questo punto fatte le dovute considerazioni precazionali orientate a prendere in considerazione gli elementi più concreti legati al "periodo di pubblicazione" dello stesso, alle mode di quei tempi, ai generi musicali di quel periodo, alla stessa predisposizione mentale dei fruitori del temppo ella musica in generale, allo stile di vita di quei tempi, al modo stesso in cui si fruiva la musica (chiusi in stanza con lo stereo a manetta, senza Face boock, e cose del genere)...mi viene da fare un parallelo con un brano apparentemente diverso ma che di fatto non lo è perchè racchiude l'architettura compositivistica primordiale: DRIVE THE LAST SPIKE. Non credo sia sacrilego, contrapporre le due opere analizzandole dal mero punto di vista stilistico rapportandole ed alloccandole nei periodi temporali in cui furono pubblicate. Ovviamente si può essere più emozionalmente affezionati a l'una piuttosto che all'altra: ma ciò non toglie il medesimo valore e spessore compositivistico. In entrambe le opere rimane il residuo di fondo di una creatività aperta alle architetture compositivistiche non fini a loro stesse, non c'è boria, non c'è supponenza; ma tanta voglia di fare suono e musica. In entrambe c'è musicalità prorompente, cambi scena inattesi anche se semanticamente indotti. Insomma i Genesis di quaranta anni fa, sono gli stessi di venti anni fa. LA creatività si evolve con la crescita intellettuale, le posizioni sociali, la fusione delle culture, le proprie attitudini e ovviamente i propri bisogni economici e commerciali.
Innessun album dei genesis, passato o recente, ho intravisto disonestà intellettuale. Dico questo perchè è fin troppo facile anche se un po' superficiale, bollare come mero proposito commerciale a fare cassa, l'uscita di album come Abacab, WCD, e simili.
Non credo che a Tony mancassero le capacità creative per generare nuovi scenari epici in cui far urlare i cori del mellotron. Ritengo al contrario che esigenze commerciali prima di tutto, questo sì, ( che male c'è?) ma anche di tipo cultural/sociali, abbiano indotto al "famoso e deprecato" cambio di rotta della band. Il genere romantico/tormentato/epico/progressivo dei primi straordinari capolavori della Band non avrebbe potuto sopravvivere oltre gli anni ottanta e inevitabilmente anche per loro il declino nelgli anfratti bui del dimenticatoio sarebbe stato inevitabile e precoce come lo è stato per tanti gloriosi gruppi dello stesso periodo...
Vabbè forse (come al solito) sono andato OT, scusate...
Si faceva per chiccherare... oh, tutto IMHO.
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