Ovviamente mi farò beffe del topic perchè intendo ricordarne ben più di tre...
Una delle pagine più sublimi che a mio avviso sono stati capaci di creare riguarda la parte strumentale di "THE CINEMA SHOW"; si tratta di una prestazione a tre (quasi fosse una premonizione dei tempi futuri...) nella quale Phil & Michael conducono il ritmo seguendo la linea conduttrice disegnata dal synth di A.Banks che qui crea e realizza diversi passaggi assolutamente
memorabili, sia per armonia che per scelta dei suoni del suo nuovo ARP Pro Soloist (adottato proprio in occasione delle sessions per SELLING ENGLAND, uno strumento che segnerà l'album in modo determinante).
Ma,
a proposito di "scelta" dei suoni c'è un "quid" che caratterizza in modo palese A.Banks da qualunque altro tastierista prog di quei tempi... Nel dire questo, mi riferisco a due dei passaggi più caratteristici in assoluto della band, nei quali il suono di Banks risplende in maniera prepotente, direi quasi subliminale:
- l'intro di
WATCHER OF THE SKIES - l'intermezzo strumentale di
CAN UTILITY&THE COAST LINER (appena terminata la parte cantata di Gabriel; dopo i primi arpeggi introduttivi di chitarra, si alza un mellotron grande come una cattedrale accompagnato da chitarra ritmica e batteria)
...ascoltando non solo l'andamento della linea base, ma soprattutto LA POTENZA nelle armoniche caratteristiche di SUONO di quelle due sequenze che riescono a riempire l'ambiente ove riprodotti, credo che pochi altri musicisti siano riusciti a dipingere, nella mente di chi ascolta,
metafisica allo stato puro come quella.
Un altro passaggio che amo molto è la parte conclusiva di
SEVEN STONES, allorchè Banks fa decollare il suo mellotron a disegnare in potenza una linea armonica che non si può non definire VERY BRITISH nel suo perfetto rigore di stile -tutte le volte che lo ascolto, mi vengono in mente altri compositori classici Inglesi come Vaughan Williams e soprattutto E.Elgar.
Da quest'ultimo in particolare pare prendere ispirazione l'andamento solenne della parte finale di
THE MUSICAL BOX, altro passaggio memorabile...
I Genesis furono
chiaramente una band "keyboard oriented" nella migliore tradizione prog (grazie alla qualità di "quel" tastierista era una cosa più che logica verso la quale gli altri si dovevano inchinare, primo tra tutti Hackett il cui ruolo non fu mai "guida" come lo furono le tastiere di Banks nell'economia della band) eppure nonostante questo, tra i passaggi più memorabili in assoluto della band è doverosamente da ricordare il celebre assolo di elettrica di Hackett di "FIRTH OF FIFTH"(credo uno dei più riusciti assoli di elettrica mai espressi nel prog), oltre che la sua tecnica "tapping" esibita nell'altrettanto celebre parte strumentale centrale di DANCING WITH THE MOONLIT KNIGHT.
Un altro brano squisito che vorrei ricordare, preso interamente nella sua struttura, e spesso sottovalutato o perfino maltrattato nell'opinione diffusa di molti appassionati della band è AFTER THE ORDEAL, un capitolo importante perchè evidenzia di una collaborazione a quattro mani tra Banks e Hackett, a mio avviso splendidamente riuscita (anche se il tastierista non ne ha mai avuto una grande opinione) soprattutto nella prima parte, nel fluire degli arpeggi di chitarra unita al grand-piano.