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Originally posted by aorlansky60
Quando ricordo le parole di Steve Hackett a proposito di THE LAMB "...più che viverlo lo dovetti subire..." e "probabilmente si tratta del miglior album di TONY..."(questo giudizio da lui emesso poco dopo la sua fuoriuscita dalla band) mi risulta assai chiaro capire quanto tutto il progetto THE LAMB fosse una faccenda strettamente legata tra Peter Gabriel - Anthony Banks ...e Mike Rutherford a stretto contatto (concetto che ho maturato ormai da anni) ...agli altri due Steve e Phil fu dato quasi "ordine" di "qui suona così", oppure "questo assolo lo voglio esattamente così" e via dicendo, anche ricordando ulteriori parole di Steve in proposito "tutto lo spazio faticosamente conquistato con SELLING ENGLAND mi si ritorceva contro..."
tutte le dichiarazioni che si sono fatte, quelle riportate da alain fino a quella famosa di phil on i quattro a scrivere la musica e peter nell'altra stanza a scrivere i testi vanno TUTTE ma proprio TUTTE contro quello che le orecchie dicono.
le mie orecchie dicono che i genesis dal 70 al 73 hanno scritto le pagine più belle della storia del rock, che nel 74 si sono superati unendo a quanto fatto prima uno spessore sperimentale e "avanti" al punto che rael può essere indicato come il primo punkettaro, per poi, dopo lo stramaledettissimo scisma, riproporsi ad un livello altissimo con altri due dischi fenomenali.
questi due dischi per me sono strepitosissimi e quando dico che sono inferiori ai loro predecessori non è per sminuirli: semplicemente li sento come un passo indietro sul terreno della sperimentazione che aveva portato i genesis ad essere non più i migliori nell'ambito del progressive ma che si proponevano con un prodotto più universale.
the lamb, nella discografia 1970-77 dei genesis che è quella che li consegna al gotha della musica rock, è una scheggia impazzita che spezza gli equilibri.
steve dice che è il miglior album di tony? e allora perchè tony non ha più scritto e suonato in quel modo ed invece la musica di peter ricorda spesso questo disco?
one for the wine non è più brutta delle melodie scritte da tony per the lamb: ma nell'intro della title track, in riding the screen, in colony c'è una furia selvaggia, una tensione, una potenza che non si riscontrano in nessuna opera successiva.
la tensione che si crea alla fine di all in the mouse's night non è la stessa è diversa, è più romantica.
non parlo di musica bella o meno bella. parlo di un modo di suonare che è palesemente diverso.
un pezzo come anyway che pure parte "alla tony" poi di colpo si incattivisce di brutto.
si crea quell'atmosfera di potenza selvaggia che già si può trovare nello strumentale di musical box o nell'apocalisse.
che non trovi dopo il 75 se non vai a cercarlo in PG3 e PG4.
mi dite una canzone che vi abbia mai fatto lontanamente ricordare "the lamia"?
a me lo ha fatto "skyblue".
l'andamento del pezzo, il mood che si crea, le emozioni che vengono suscitate nel profondo dell'anima man mano che le note scendono sono simili.
se è sicuro che lamia l'ha scritta banks, ma allora perchè è peter ad andarci più vicino negli anni seguenti?
e steve poi, cosa dice ancora? che lui lo ha subito questo disco?
bene. ma le mie orecchie ascoltano fly on the windshield da once above a time e faccio davvero fatica a pensare che lui non l'abbia composto questo pezzo.
poi parte please don't touch e … magia, siamo ancora in the lamb!.
ma come era una outtakes da W&W eppure …
PDT non suona alla wind, suona alla lamb.
e slogans, e clocks, e tutte le parti più da incubo della sua produzione rimandano a quel disco, lo si voglia o no.
le mie orecchie dicono che steve non è estraneo a the lamb per niente, le mie orecchie dicono che tony ha suonato e composto in modo diverso dal solito.
il mio cervello dice che c'è un responsabile … [;)]