continuando nel mio progetto di ascoltare gli album del box a ritros nel tempo ( lasciando per ultimo "the lamb" per motivi ... personali) è la volta di nursery crime.
quest'album ha rappresentato secondo me un banco di prova veramente duro nell'opera di remixing che nick davis ha compiuto.
non che gli altri dischi fossero facili da remixare . per alcuni si sono resi necessari dei veri e propri miracoli.
ma nursery ha dei passaggi che racchiudono l'essenza stessa del disco e se sbagliati tendono a rendere l'ascolto del disco quasi inutile.
mi riferisco in primis alla tastiera di salmacis: occorre una dinamica poderosa per rendere appieno l'emozione di quella tastiera che parte piano e man mano esplode: al climax c'è realmente un pugno allo stomaco. tale era la sensazione che provavo tanti anni fa ascoltando il vinile su un'impianto marantz con tanti tantissimi watt: quel pugno allo stomaco l'ho perso passando al cd e solo migliorando il mio impianto e passando al remaster 1994 ne ho ritrovato il ricordo ma mai quella sensazione così appagante.
va da se che senza la sua principale attrattiva l'ascolto di questa "canzone" ( la metto fra doppi apici perchè mi sembra un termine riduttivo data la caratura artistica immane) non era necessario.
una separazione dei canali ed una pulizia del suono sono indispensabili per apprezzare hogweed e l'incredibile duello fra tastiere e chitarre: anche qui il ricordo di mervigliosi ascolti in vinile veniva offuscato dalla resa dei cd ed anche in questo caso preferivo non ascoltare questo pezzo "evirato" dalla sua caratteristica principale.
e poi c'è la title track: mi schiero subito per evitare equivoci e non mi interessa se alcune mie affermazioni possono sembrare forti.
con la title track non siamo solo ai vertici del'opera dei genesis ma tocchiamo i vertici della musica rock, della musica in generale ma anche oltre: qua tocchiamo i vertici dell'arte in senso generale come manifestazione principe della genialità umana.
chi legge i miei interventi nota a volte un certo astio: beh una delle cose che mi fa più incattivire è la constatazione che i genesis sono realmente sottostimati quando si tratta di parlare di certe cose.
e mi dispiace molto che in questo periodo che in un certo senso è di riflusso e si tende a riscoprire certe cose del passato ed a rivalutarle non si sia fatto di più per far conoscere l'opera dei genesis
così i rolling stones passano per essere trasgressivi ma secondo me il loro essere trasgressivi è ovvio e scontato e scompare dietro alla scabrosità dell'argomento trattato e per il modo in cui viene trattato in questo pezzo:
the musical box va avanti a sensazioni, a cambi di umore: la tecnica esecutiva scompare di fronte all'oceano di creatività in cui l'ascoltatore viene immerso.
io adoro l'hard rock ma sicuramente l'assolo di musical box è quanto di più duro e selvaggio immaginabile.
tutti noi sperimentiamo sulla nostra pelle ogni giorno come la vita va diversamente a quello che vorremmo e l'entrata di chitarra di hackett all'inizio del suo solo è il vero suono di un'anima che si lacera fra desiderio e realtà.
e tutta questa furia è preceduta e seguita da frasi di dolcezza inaudita che si concludono con i due minuti finali della canzone che ha linee melodiche di una bellezza sfolgorante.
una delle cose che si dice dei led zeppelin e che loro si distinguevano dagli altri gruppi del periodo perchè riuscivano ad essere durissimi ed anche delicatissimi: secondo me i genesis fanno meglio, ma questo lo sappiamo in pochi purtroppo.
now, now, now: la voce rende perfettamente il senso di frustrazione. il massimo dell'espressività di peter gabriel è qui, più ancora di "jerusalem" del disco successivo perchè là è tutto più celebrale, più pensato. qua è veramente istinto animalesco.
e il resto del disco? a parte che basterebbero questi tre pezzi per renderlo leggendario il resto si pone a livelli molto alti: due pezzi acustici, uno dei quali cantato da phil in maniera secondo me egregia e harrold the barrel.
i due pezzi acustici suonavano un pò datati per cui spero molto che il recupero fatto su "more fool me" sia stato realizzato pure su questi due: la linea melodica di harlequin è davvero magica.
harrold the barrel è una canzone divertentissima in cui spero si siano tirati fuori quei particolari che hanno dato una linfa nuova a "battle of the happing forest".
e come se non bastasse c'è anche un altro tesoro: seven stones.
su un tappeto di mellotron "crimsoniano" i genesis realizzano una canzone evocativa come non mai: ogni volta che la ascolto mi sento su un veliero in balia di una tempesta.
sui remaster del 1994 notavo una resa molto migliore delle altre: mellotron e batteria sono fantastici su quel cd per cui non vorrei che interventi "migliorativi" magari abbiano tolto un pò di incisività.
vedremo.
a stasera o al massimo a domani per le mie impressioni.
per concludere vi segnalo questo link:
http://spazioinwind.libero.it/macman/mu ... cryme.html
dove è possibile stampare i testi con le traduzioni.
ascoltare seguendo le liriche rende ancora più partecipi.




