36 anni fa, oggi, cambiò tutto
Dublino, National Stadium, 28 settembre 1972.
In una quasi vuota arena il palco sembra catalizzare gli sguardi di quei sparuti ragazzi venuti ad ascoltare il folk dei Lindisfarne, adesso gli occhi sono puntati su quei 5 ragazzi inglesi.
Qualcuno li conosceva già, sapeva a che cosa andava incontro: una noiosa band che suona strane e antiche melodie, racconti di fiaba che ai ragazzi dei cortei contro la guerra del Vietnam sembrano fuori luogo.
La scena è sempre la stessa:
il cantante Peter Gabriel, nel centro del palco, con le braccia incrociate scalcia furibondo una grancassa,Mike Rutherford (il bassista/chitarrista) sta sulla sinistra del palco, vicino alla casse dell'impianto , attento ai suoni che escono da quei coni.
Steve Hackett, il chitarrista-solista, non alza mai la testa e se ne sta seduto su una sedia. Tony Banks, il tastierista, sembra non fare parte di questa combriccola tanto è sepolto dalle sue tastiere, non è partecipe, a meno di quando di ricorda di Wakeman o di Emerson ed allora ci si accorge di lui.
L'unico che si agita, si muove, è il basterista Phil Collins, in qualche modo è il solo che cerca di dare una mano al cantante, ovviamente in modo figurato, lui se ne sta tra i suoi tamburi.
Questo è quanto i più preparati ed attenti ragazzi della Dublino del 1972 sapevano e/o conoscevano dei Genesis.
Ma poi, quella sera, successe qualcosa che cambierà per sempre l'immagine dei Genesis, e di Peter Gabriel (sopratutto), nei decenni a venire.



In una quasi vuota arena il palco sembra catalizzare gli sguardi di quei sparuti ragazzi venuti ad ascoltare il folk dei Lindisfarne, adesso gli occhi sono puntati su quei 5 ragazzi inglesi.
Qualcuno li conosceva già, sapeva a che cosa andava incontro: una noiosa band che suona strane e antiche melodie, racconti di fiaba che ai ragazzi dei cortei contro la guerra del Vietnam sembrano fuori luogo.
La scena è sempre la stessa:
il cantante Peter Gabriel, nel centro del palco, con le braccia incrociate scalcia furibondo una grancassa,Mike Rutherford (il bassista/chitarrista) sta sulla sinistra del palco, vicino alla casse dell'impianto , attento ai suoni che escono da quei coni.
Steve Hackett, il chitarrista-solista, non alza mai la testa e se ne sta seduto su una sedia. Tony Banks, il tastierista, sembra non fare parte di questa combriccola tanto è sepolto dalle sue tastiere, non è partecipe, a meno di quando di ricorda di Wakeman o di Emerson ed allora ci si accorge di lui.
L'unico che si agita, si muove, è il basterista Phil Collins, in qualche modo è il solo che cerca di dare una mano al cantante, ovviamente in modo figurato, lui se ne sta tra i suoi tamburi.
Questo è quanto i più preparati ed attenti ragazzi della Dublino del 1972 sapevano e/o conoscevano dei Genesis.
Ma poi, quella sera, successe qualcosa che cambierà per sempre l'immagine dei Genesis, e di Peter Gabriel (sopratutto), nei decenni a venire.



