GLI ESORDI
«Il loro successo partì dall'Italia grazie a Ciao 2001 e a un veneziano»
«Scommettere sui Genesis fu un grande colpo di "Ciao 2001"», ricorda Piergiuseppe Caporale, all'epoca collaboratore e poi direttore della storica rivista musicale, vera "bibbia" della musica pop dalla fine degli anni '60 ai primi anni '80.«Fu tutto merito di Armando Gallo e del suo intuito - racconta -. Armando era un fotografo veneziano che si era trasferito a Londra e da lì ci mandava foto e corrispondenze. Era l'epoca del rock sinfonico, e il giornale era appena passato a Saverio Rotondi. Armando arrivò con pacchi di dischi e foto dall'Inghilterra e con le traduzioni dei testi dei Genesis, che erano un'epopea di sogni, di animali mitici, uniti a una grande prersenza scenica, con trucchi, costumi, eccezionali dal punto di vista fotografico. In quel periodo la tv non trasmetteva niente del genere e i giornali di musica vendevano bene perchè davano le immagini dei gruppi mitici. In Inghilterra i Genesis non erano nessuno. Cominciarono a fare qualche tour in Italia. Di fatto sopravvivevano qui, pieni di debiti e con poche lire in tasca. Dopo il successo italiano di "Foxtrot" e "Nursery Crime", finalmente esplosero anche in Inghilterra e da lì nel mondo».
"Ciao 2001" amava andare alla ricerca di novità all'estero. Un altro caso fu Van der Graaf Generator...
«Sì, anche se loro furono molto spinti da "Re Nudo" e altre riviste e la cosa che può lasciar di stucco è, a parte Armando Gallo che lo faceva per mestiere, gli altri lo facevano per entusiasmo, nessuno ci guadagnava niente, mentre oggi nessuno fa nulla per niente».
Aldo Tagliapietra, voce storica dlele Orme, il più famoso gruppo "pop" veneziano, ricorda bene i Genesis negli anni in cui per entrambe il successo stava prendendo forma: «Eravamo buoni amici di Armando Gallo, che era nato a Oriago, si era presto trasferito a Roma e poi a Londra. I Genesis li avevamo conosciuti con lui, che li aveva portati in Italia, come aveva fatto con i Pink Floyd. Era molto amico di questi gruppi che aveva apprezzato nei suoi giri londinesi. Due o tre volte ci aveva portato ai concerti dei Genesis, e in effetti noi eravamo l'unico gruppo italiano che conoscevano. Con Gabriel ci sentiamo ancora ogni tanto. Siami stati a spasso per Venezia con sua moglie l'anno scorso e l'ho risentito l'altro giorno dopo il suo concerto a Venezia».
Quando li avete incontrati la prima volta?
«Nel '73 con Peter che in concerto indossava la maschera da volpe e il vestito rosso. Gabriel Si era già rasato la parte alta della fronte. C'è anche una foto di noi e loro insieme, scatatta bel '73 a Manchester, in uno dei libri di Gallo. Il nostro rapporto era così positivo che Paul Whitehead, l'autore delle copertine dei loro primi dischi disegnò poi per noi quella di "Smogmagica" nel '75 e poi ancora negli ultimi anni quelle di "Elementi" e "L'infinito". Sono andato a presentare la mostra dei suoi quadri a Mestre lo scorso gennaio».
Giò Alajmo

