Eccomi finalmente, scusate... Diverse preoccupazioni in questo periodo, tra cui un importante congresso di lavoro e il caldo che ha peggiorato di molto le condizioni di salute di mio padre.
Devo dire che anch'io, risentendo le canzoni in sequenza, ho trovato uno stacco micidiale tra i primi Genesis (alcuni brani sono stati incisi nei '70, ma composti addirittura nel '68) e certe cose già sulla via del pop...
![Cos'è 'sta roba? [&:-S]](./images/smilies/smile_whatsthat.gif)
Forse col senno di poi avremmo potuto suddividerle usando meno l'accetta, ma va beh, ormai abbiamo fatto così.
1 - MANIPULATIONNaturalmente in questo brano si trova una versione acustica di gran parte del materiale che confluirà in seguito in The Musical Box. Con due differenze principali: la prima sono le belle punteggiature d’organo con cui Tony si sovrappone agli arpeggi di Ant e Mike. La seconda giunge nella meravigliosa “cavalcata” chitarristica centrale, punteggiata da delicati
rim shot di Mayhew, che viene mantenuta intenzionalmente molto più rilassata e “a sentimento” di quella (durissima) che verrà poi riregistrata per Nursery Cryme. Mi stupisce che nessuno - assolutamente nessuno - abbia colto quanto sia bella questa parte. Molto interessante anche la lunga coda prevalentemente organistica che chiude il brano, con l’hammond che sembra prima sparire per poi ritornare. Brano assolutamente stupendo, di elevatissima caratura progressìva.
2 - SHEPHERDCanzone meravigliosa e pienamente compiuta per tutta una serie di motivi, a partire dalle belle liriche, addirittura arcadiche in alcuni passaggi: stupenda l'apertura imperativa
Take your lyra and sing! È inoltre uno dei pochi esempi sopravvissuti di canzoni cantate a due voci (e mi sono dilungato già più volte su quanto mi piacesse questa caratteristica dei primi Genesis) con una prestazione davvero rimarchevole di Tony, peraltro contrappuntato da Peter al flauto, che in una incisione più tranquilla in studio sarebbe potuta diventare ancora migliore. Fantastico poi il punto in cui Tony e Peter duettano armonizzando. Brano che si regge ritmicamente da sé senza alcun uso della batteria. Davvero non so darmi ragione di come sia possibile che un pezzo di questo livello non sia poi finito in nessun disco e si sia corso il rischio di non ascoltarlo mai!
3 - TWILIGHT ALEHOUSEBrano magnifico a partire dal titolo, sarebbe dovuto più che legittimamente finire in Trespass ma ne venne purtroppo escluso per ragioni di durata complessiva del disco. Leggo che il ritornello jazzato sarebbe dovuto diventare, nelle intenzioni di Steve, un passaggio blues con tanto di armonica...
![Morto dalla noia [:(-(]](./images/smilies/smile_bored.gif)
Almeno in questo caso, per fortuna non gli venne dato spazio.
![Sghignazzante [:D]](./images/smilies/smile_bigsmile.gif)
Notevolissimo verso i 2/3 del brano uno scambio tra Tony, impegnato all’Hammond con una percussione in grande evidenza, e Peter che suona il flauto ben al di sopra del livello che mediamente gli attribuirei. Ma almeno per quanto mi riguarda il pezzo forte è nel finale, con Tony che esce dall’armonia classica spegnendo e riaccendendo il motore dell’organo Hammond, esercizio non facile perché rischia di sfociare nell’inutile cacofonia ma che invece gli riesce benissimo; purtroppo però almeno che io sappia si tratta del primo e ultimo esempio di queste sue prodezze. (Nota tencnica a margine: nel libro “Le canzoni dei Genesis dalla A alla Z qualcuno ha scritto che “gioca col pitch control”, va beh…
![Morto dalla noia [:(-(]](./images/smilies/smile_bored.gif)
).
4 - FRUSTRATIONVersione quasi completa di quella che diventerà Anyway, anche se un po’ rimescolata nelle sue parti, con liriche e cantato di Peter non al livello di quanto si troverà in The Lamb ma comunque già molto apprezzabili. A circa metà brano riappare l’efficacissima strofa “I say: what’s the use”, stupenda nel suo rimanere ieraticamente isolata ed irripetuta. Segue uno strumentale inedito, un po’ incollato col bostik alla parte che lo precede, ma che contiene materiale molto buono che si sarebbe potuto riprendere e sviluppare. Decisamente un brano molto interessante.
5 - INSIDE AND OUTNon disdicevole la prima parte di questo brano, ma ovviamente il
pièce de résistance è la seconda parte strumentale, veramente generosa e muscolare, con l’intero quartetto in gran tiro. In gran vista non solo Tony con lunghi obbligati di note strappate al synth in modalità
unison, ma anche Steve che cambia continuamente timbro: da note pulite con molto chorus a distorte con timbri molto simili a quelli di un altro Steve (Howe) e poi anche possenti accordi ritmici in chiusura di brano. Su Wind & Wuthering sarebbe stato benissimo, ma comunque ritengo consona anche la pubblicazione avvenuta sul divertente EP Spot The Pigeon.
6 - RESIGNATIONMamma mia quanto materiale ci sarebbe stato da ripescare in questo brano! E pensare che invece i Genesis non ci torneranno mai più sopra. Dopo un inizio forse non proprio memorabile, giocato in larga parte sui tom tom di Mayhew, a 1’ circa inizia una sublime parte d’atmosfera in pianissimo con la 12 corde di Ant. Le ruba poi spazio un durissimo stacco d’organo. Segue un’altra bellissima parte melodica, in cui due flauti (e non capisco bene come sia possibile) sembrano intrecciarsi. Notevole la violenta chiusura su stacchi di batteria del brano, che chiude così anche l’intera sequenza di Genesis Plays Jackson, rimanendo addirittura sospesa su una figura ritmica incompleta. Genio puro. Contenuto progressìvo a livelli stellari.
7 - PACIDYCanzone tra le più antiche dei Genesis già progressìvi, nata da un’idea di Mike poi integrata da Ant che la definisce “medievaleggiante” (in effetti sarebbe stata perfetta nell’ambito di Trespass) nonché “rovinata da sue liriche atroci”. In realtà trovo che Ant sia troppo severo con sé stesso, forse perché le liriche erano dedicate sotto pseudonimo alla sua “solita” Lucy: il testo in realtà raggiunge picchi di commovente lirismo nonostante si tratti solo di una canzone d’amore. Molto malinconica lungo tutta la sua intera durata.
8 - PROVOCATIONMiscela di quelle che saranno due canzoni stupende: The Fountain Of Salmacis e Looking For Someone, meriterebbe naturalmente la vittoria a scatola chiusa. Purtroppo invece aprendo la scatola il tutto è guastato da liriche oserei dire demenziali di Peter, che canta stonato in una chiave che non c’entra nulla con la sua voce, rovinando irrimediabilmente il risultato. Molto particolare, nella prima metà del brano, un accompagnamento di fisarmonica, strumento che si dice essere stato suonato da Peter e che non mi risulta sia stato usato altrove.
9 - LET US NOW MAKE LOVECanzone fondamentale nella prima parte di carriera dei Genesis e più volte rimaneggiata, rimane piacevole da ascoltare ma anche piuttosto semplice nel suo dipanarsi, con liriche che ho sempre trovato piuttosto ingenue. Poi non mi piace per nulla come Peter intona “Please!”. Bello però il contrasto a centro brano, tra parole quasi sussurrate seguite da un potente crescendo con anche l’organo che rinforza il
tutti orchestrale. Commovente riconoscere distintamente la voce di Ant intonare “now and forever”, e poi di nuovo in chiusura di brano sussurrare “let us now make love, till the end of time”.
10 - THE DAY THE LIGHT WENT OUTHo visto che questo brano ha riscosso molto apprezzamento. Personalmente invece lo trovo molto mal pensato, con quelle liriche cantate in modo così accelerato, senza quasi poter tirare il fiato. Poi la vocina falsettata degli alieni è veramente orrenda, nun se po’ sentì. Alla fine, pensandoci, credo avrebbero dovuto raccogliere le belle idee che ci sono, sparse lungo tutto il brano, buttare via le liriche e farne uno strumentale che veramente stesse bene in piedi da solo. Efficacissimo, ad esempio lo
sweep di synth analogico con cui Tony chiude il pezzo.
11 - PIGEONSCanzone che a mio parere rientra pienamente nel filone della “commedia dell’arte” dei Genesis, sarebbe stato un bello stacco tra brani impegnativi in qualunque dei loro dischi. Andamento brillante e apparentemente leggero, con quella nota di pedale che si ripete continuamente, ma… Tanti auguri a suonarla! Mi ci proverò, visto che Duke ha caricato la micidiale sequenza di accordi, però la vedo dura… Liriche assolutamente demenziali, ma visto il tema ci possono anche stare.
12 - IT’S YOURSELFBrano piacevole che non sembra andare da nessuna parte in particolare, incluse le liriche (banali vicende d’amore). Sostanzialmente sembra essere, e probabilmente doveva essere, una lunga introduzione a Los Endos. La quantità di phaser sovrapposta a praticamente tutti gli strumenti è quasi incredibile, sostanzialmente è come ascoltare un phaser e nient’altro. Contiene cose interessanti, ma le manca un punto focale.
13 - MATCH OF THE DAYBrano certamente leggerissimo (più adatto a Collins solista o ai Mechanics) ma che a differenza di molti degli scriventi ho sempre trovato molto godibile, soprattutto per un arrangiamento riuscitissimo e che esula di parecchio dall’arrangiamento tipico dei Genesis (nonostante anche qui Tony riesca ad infilare l’hammond modulato dal phaser!). Se si presta attenzione, in alcuni passaggi Phil fa sfracelli alla batteria. Molto brillante il riff di base, leggo nato da un’idea di Mike.
14 - HAPPY THE MANMolti di voi hanno scritto cose tremende su questo pezzo, che io invece ho sempre trovato congruo nella produzione complessiva dei Genesis: potenzialmente uno dei tanti brani da “commedia dell’arte” che avrebbe potuto spezzare un po’ la tensione tra brani di altra portata drammatica. Finisce in basso anche nella mia classifica, ma solo per confronto, non per biasimo.
15 - VANCOUVERBrano molto collinsiano, non sgradevole, ma che a parte il fatto di consentire di ascoltare ancora una volta il piano elettromeccanico CP-70 di Tony e i suoi pad di synth modulati dal phaser MXR Phase 100, non offre molto altro di memorabile, almeno non alle mie orecchie. Da attacco di iperglicemia l’ultima strofa in cui si sentono anche maracas e legnetti con ritmetti sudamericani stile rumba a ja-ja.
![Morto dallo schifo [xx(]](./images/smilies/smile_dead.gif)