Gli anni 85-86 sono stati indubbiamente topici per la famiglia genesisiana, in quanto caratterizzati da una straordinaria quanto irripetibile striscia di grandi successi commerciali che non sarà mai più ripetuta.
Il pensiero va immediatamente a So di Peter Gabriel e al 1° di Mike And The Mechanics; però non c'è dubbio che Invisible Touch e No Jacket Required inquadrano meglio il periodo, con tutte le peculiarità connesse.
Sono anni di grande consumo di musica, a volte fine a se stesso: non è forse il caso di questi due lavori, ma ormai i messaggi per invogliare il pubblico a consumare il più possibile sono multidirezionali. Ad esempio, proprio in quel periodo assistiamo a un sontuoso sviluppo del supporto CD, inventato solo pochi anni prima, agevolato dal fatto che i prezzi degli stessi incominciano a scendere. Bisogna d'altronde sottolineare anche il vezzo di accompagnare le canzoni con dei videoclip, e i nostri eroi capiscono subito l'andazzo, tra l'altro, sfornando superbi video ( Land Of Confusion, Sledgehammer etc. )che, indubbiamente, rappresentano un traino notevole ai rispettivi albums. Le discoteche sono strapiene, e cose come Sussudio o Invisible Touch rimbombano sempre di più nelle orecchie rintronando anche chi, dei Genesis o di Phil non ce ne frega niente.
Dulcis in fundo vediamo anche la situazione politico-sociale: sono anni di consumismo sfrenato, spesso per il piacere di consumare, o di mostrare agli altri l'oggetto del proprio consumo. L'apparenza più che la sostanza la fa da padrona, e non è raro trovare qualcuno che acquista un disco magari solo per farsi vedere, senza naturalmente ascoltarlo. Purtroppo molto modo di pensare di quegli anni si racchiudeva in queste parole: " Ehi, guarda, io ho l'ultimo dei Genesiiiissss, tu che aspetti a comprarlo? " , e cose simili.
Invisible Touch e No Jacket Required non sono stati estranei a questa filosofia, e sono perfettamente figli del loro tempo.
Tra i due preferisco No Jacket Required, perchè più frizzante, maggiormente pieno di spunti anche notevoli, più omogeneo, effettivamente il pop, nel significato più autentico di questo termine, forse migliore che si poteva ascoltare in quel periodo.
Invisible Touch è invece un disco pieno di alti e bassi, i secondi per la verità in maggioranza, con un capolavoro, Domino, e troppe canzoni forse un pò troppo disimpegnate per un gruppo che porta un nome così impegnativo.
E voi?


The Brazilian: 6 - Compitino